Intervista del 20/01/2010
Michelle Hough, è la responsabile della comunicazione di Caritas Internationalis, inviata ad Haiti per seguire l'emergenza terremoto.
Michelle, l'opinione pubblica in Italia è rimasta molto colpita dalle scene di violenza tra i sopravvissuti. Sono fatti sporadici o siamo sull'orlo di una rivolta?
«Io non ho visto nessuna violenza. Ho solo sentito degli spari. Ho girato parecchio e mi sono sentita sicura ma non posso dire cosa stia accadendo esattamente nei quartieri della città che non ho visitato. L’informazione che si sta facendo su Haiti mi pare però troppo generalizzata. Invece qui si tratta di una situazione molto complessa anche per il numero veramente enorme di vittime.
La Caritas di Haiti gestisce 200 strutture sanitarie, tra dispensari e cliniche. Quante sono state danneggiate? Su quali può contare per questa emergenza?
«Stiamo ancora facendo una valutazione dei danni. Però la Caritas è riuscita a sistemare l´ospedale San Francesco de Salle e a renderlo operativo. È stata anche sistemata la macchina per le radiografia. È possibile anche effettuare interventi medici ad hoc. Inoltre sta arrivando anche una clinica mobile della Caritas o oggi o domani arriveranno anche i medici».
La Caritas è in grado di potare gli aiuti anche nelle zone non ancora raggiunte dall'intervento umanitario?
«Siamo andati a fare una valutazione a Leogane sabato. È una città distrutta. Domani arriva un aereo con aiuti: cibo e tende. Una metà andrà a Leogane, un’altra a Jacmel nel Sud».
Ci sono magazzini per stoccare gli aiuti che Caritas Haiti può mettere a disposizione?
«Sì, c´è un grande magazzino a Port-au-Prince. Altri aiuti sono stati raccolti oltre confine, nella vicina Repubblica Dominicana».
Quali sono i tempi previsti per la definizione di un Piano di Emergenza Globale?
«Stiamo facendo una valutazione per fare un appello. È possibile che sarà per 25/30 millioni di dollari».
È già possibile immaginare quali saranno le linee d’intervento principali?
«Nella prima emergenza: cibo, acqua, materiale igienico sanitario. Inoltre lanceremo una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie infettive. Rischio molto alto con tanti morti ancora sotto le macerie».
Di che cosa c'è più bisogno in questo momento?
«Donazioni e preghiere».
Foto in alto: Katie Orlinsky/ Caritas 2010
È possibile donare il proprio contributo tramite:
- donazione on line con carta di credito: dona ora
- donazione diretta presso l'Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
- conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
- conto corrente bancario presso l'ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN: IT16 P 03512 01602 000000000578
- tramite carte di credito:
donazione telefonica chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio (vedi sopra)
Causale delle offerte (detraibili fiscalmente):
“Emergenza terremoto Haiti 2010”
ATTENTI ALLE TRUFFE
Nessuno è autorizzato da Caritas Ambrosiana a raccogliere denaro porta a porta per sostenere i nostri progetti. Nel caso in cui aveste dei dubbi non esitate a contattarci. |
|