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SHANTI LA MACCHIA
Di mattina assiste con passione gli anziani dell'Arca, di pomeriggio
s'impegna nel centro educativo per preadolescenti
"Fra Righe e Quadretti".
Shanti Lamacchia, 22 anni, milanese, è una delle ragazze
che stanno svolgendo il servizio civile dallo scorso novembre.
L'Ufficio Pace le ha proposto di darsi da fare ad Arcore,
presso l'Associazione del Volontariato, dal lunedì al venerdì.
Perché hai deciso di fare il servizio civile volontario?
"C'è sempre stato in me il desiderio di aiutare gli altri, di essere presente accanto
alle persone più bisognose, dai minori agli anziani.
Poi era un momento un po' particolare della mia vita,
in cui avevo bisogno di fare qualcosa di concreto,
per vivere i principi e gli ideali che avevo dentro. Il mio padre spirituale
mi aveva parlato di questa cosa: così ho fatto i colloqui alla Caritas,
ho fatto un cammino di discernimento e ho deciso di tentare.
Ora non affronto situazioni di emarginazione e di povertà estrema,
ma sono al servizio di persone che hanno bisogno. E' un impegno utile ed importante ".
Sei arrivata quasi a metà del servizio. Qual è il primo bilancio di questa esperienza?
"Sono partita molto entusiasta. Adesso che sono a metà le motivazioni e
l'entusiasmo restano, anche se sto iniziando ad avvertire un po' di fatica e
di stress psicologico. Passare metà giornata a contatto con le persone anziane
non è proprio facilissimo, anche perché è stata un'esperienza nuova,
mentre ero abituata a stare con i ragazzi all'oratorio. Sicuramente,
se mi guardo indietro, mi vedo molto cresciuta, anche grazie ad alcuni momenti
di formazione, come quelli programmati dalla Caritas, o il corso
"Essere volontari in un centro anziani", organizzato dall'Associazione.
Occasioni di verifica, di ricerca e ripresa della motivazione iniziale,
che mi hanno dato tanto. Mettendo insieme queste cose, la formazione e il servizio
a contatto con le persone, mi sento una Shanti che sta camminando con le sue gambe
e sta facendo qualcosa di positivo e di grande".
Parte essenziale di questa esperienza è la vita comunitaria
con altre quattro ragazze in servizio, presso la comunità Caritas di Cernusco Lombardone.
"Anche la vita comunitaria è un'esperienza bella tosta! Sicuramente non è mai
facile vivere con persone che non hai scelto tu, e sono completamente diverse da te,
per scelte di fede o per stili di vita! Viviamo insieme tanti momenti, soprattutto
le ore serali. Dalle sei in poi facciamo le pulizie, andiamo a fare la spesa insieme,
prepariamo la cena. Appena torniamoa casa ci svuotiamo di tutta la giornata e
condividiamo le gioie e le fatiche. Poi, anche il fatto di prestar servizio in
ambiti diversi ci permette di confrontarci".
Tre settimane fa hai partecipato al primo incontro del
Papa con i ragazzi e le ragazze del servizio civile nazionale, nell'Aula Paolo VI.
Cosa ti porti dietro di quella giornata?
"Innanzitutto è stato un momento molto importante per il gruppo della comunità.
C'eravamo tutte e cinque per testimoniare il nostro impegno, per dire che ci siamo,
e che siamo unite. Ricevere la benedizione del Papa, a metà del servizio e della
vita di comunità, è stato uno stimolo in più per andare avanti con entusiasmo e
serenità. Poi, per me e Lisa (una delle ragazze della comunità - ndr)
è stato particolarmente intenso, perché abbiamo ritrovato tutte le ragazze,
provenienti da diverse città d'Italia, che avevamo conosciuto al corso
Caritas d'inizio - servizio. E' stato bellissimo".
Consiglieresti ad un ragazzo o ad una ragazza di fare il servizio civile?
"Sì. Sicuramente è un'esperienza che ti dà tanto e che,
se vissuta intensamente ti cambia la vita. Dire così potrà sembrar banale,
ma è la verità".
Quale consiglio daresti in particolare?
"Io consiglierei di non perdere mai di vista le motivazioni iniziali.
Quindi continuare a interrogarsi, mese dopo mese, passo dopo passo:
cosa ci faccio qui? Come sta andando? Innanzitutto a livello personale,
poi insieme ad una figura, che sia un punto di riferimento all'interno del servizio".
Concluso il servizio, vorresti lavorare in ambito sociale?
"Sì, è quello che spero di fare in futuro. Vorrei affrontare
nuove esperienze in ambiti diversi, come le comunità per l'infanzia,
per giovani madri o quelle per i tossicodipendenti ".
(a cura di Stefano Viganò)
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