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Mostra fotografica

I Perché e i Come del nostro lavorare in Afghanistan

"Intercedere non vuol dire semplicemente "pregare per qualcuno", come spesso pensiamo. Etimologicamente significa "fare un passo in mezzo", fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una situazione.Intercessione vuol dire allora mettersi là dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto. Non si tratta quindi solo di articolare un bisogno davanti a Dio (Signore, dacci la pace!), stando al riparo.
Si tratta di mettersi in mezzo.
Non è neppure semplicemente assumere la funzione di arbitro o di mediatore, cercando di convincere uno dei due che lui ha torto e che deve cedere, oppure invitando tutti e due a farsi qualche concessione reciproca, a giungere a un compromesso. Cosi facendo, saremmo ancora nel campo della politica e delle sue poche risorse.
Chi si comporta in questo modo rimane estraneo al conflitto, se ne può andare in qualunque momento, magari lamentando di non essere stato ascoltato.Intercedere è un atteggiamento molto più serio, grave e coinvolgente, è qualcosa di molto più pericoloso.
Intercedere è stare là, senza muoversi, senza scampo, cercando di mettere la mano sulla spalla di entrambi e accettando il rischio di questa posizione."
(Carlo Maria Martini, Un grido di intercessione, Milano 1991)

 

 
     
 
     
 


Cosa facciamo
Un progetto di sviluppo a Kabul a favore di alcune donne vedove e dei loro figli per migliorare la loro situazione socio-economica.
E' un progetto integrato in collaborazione con le ONG locali, che da tempo sviluppano interventi nel campo dell'alfabetizzazione e di corsi di avviamento lavorativo.
Il nostro progeto condiviso con la Fondazione Pangea di Milano coinvolgerà nell'arco di due anni 100 donne. E' uno dei primi interventi in Afghanistan a cui cercheremo di affiancare altri progetti di sviluppo.
La Mostra fotografica è una prima occasione di far avvicinare il pubblico alla realtà afghana. Questo percorso fotografico è diviso in due parti una sezione a colori che: propone delle tappe di riflessione per conoscere i risvolti sociali, economici, politici del "nuovo" Afghanistan… La seconda sezione è in Bianco e Nero e: propone delle tappe di riflessione per riscoprire i volti, gli sguardi degli uomini e delle donne afgane…
La mostra è già stata ospitata nell'Abbazia di Morimondo nel periodo natalizio.

Per informazioni sulla mostra e sui progetti in Afghanistan
Caritas Ambrosiana
Area Internazionale :
tel. 02-76.037.271
e-mail : internazionale.ambrosiana@caritas.it

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