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Cristina : volontaria rumena nei Cantieri
Due occhi svegli e un grande sorriso catturano l'attenzione dei
bambini e, sotto lo sguardo un po' stupito dei nostri volontari,
Cristina, volontaria di Caritas Roman, si muove con competenza e
professionalità nel proporre bans e giochi ai minori della "Scoala
speciala".
"L'anno scorso, quando Marco, Isabella e gli altri di Caritas Ambrosiana
sono partiti, ci siamo ritrovati e abbiamo cercato di riflettere
non solo sulle modalità dell'animazione ma anche sulla metodologia
di progettazione, e abbiamo capito".
È la candida risposta che Cristina, studentessa del terzo anno alla
facoltà di geografia di Iasi, dà alla mia domanda "dove hai imparato?".
Forse basterebbe questo per ridare a tutti noi che ci siamo impegnati
per i "Cantieri della
solidarietà" la certezza che abbiamo intrapreso, anche se fra
mille fatiche ed incertezze, la via giusta.
Ma accanto ai trasparenti occhi di Cristina vi sono anche quelli
inquieti e offuscati dei bambini della "Scoala speciala",
istituto per minori con problemi di disabilità psichica. Sono rimasti
in sessanta su centoventi a trascorrere l'estate nella struttura:
gli orfani (per la quasi totalità resi tali perché abbandonati dalla
loro famiglia), gli altri sono tornati a casa e la presenza dei
nostri volontari è una delle poche occasioni di socializzazione
per questi bambini malnutriti, malvestiti, con i capelli molto corti,
per una rudimentale forma di prevenzione, tra i quali, a stento,
solo dopo un po' di tempo, riconosci la presenza di bambine.
Eravamo attesi da questi ragazzi, questa è la seconda gioia che
sperimentiamo nel primo giorno di lavoro.
L'avventura dei nostri volontari, nonostante qualche disavventura
per il comparire della "sindrome del turista", sembra iniziata nel
migliore dei modi.
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