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In una splendida domenica di fine luglio, sotto un cielo limpido
e il sole forte dell'equatore, in Plaza San Francisco si respira
un'aria frizzante e carica di energia.
Ha luogo qui alle 11.00 l'atto di inaugurazione del primo Foro
Social de las Américas, il cui motto é "Un'altra America è
possibile".
In piazza hanno allestito un palco dove inizia a suonare un gruppo il cui nome
già da un'idea, Los Tambores del Diablo. Saranno stati almeno una ventina
di ragazzi, ciascuno equipaggiato del suo strumento musicale, battevano sui loro
mille tipi di tamburi, e cantavano, gridavano, ballavano, facendo ovviamente
ballare e agitare anche tutti noi.
Qué viva las Americas e Qué viva el Foro Social!!
É stato emozionante, ma é stata solo la prima di una serie di emozioni che il Foro
mi ha regalato in questa settimana.
La musica si é fermata per dare spazio alla celebrazione di inaugurazione, al centro
della piazza alcuni indigeni hanno acceso un fuoco e hanno recitato in Quechua, la
loro lingua, parole di speranza e di buon auspicio per l'evento che stava per
avere inizio.
Tutti insieme abbiamo poi alzato le mani verso l'alto, e verso i quattro punti
cardinali, in uno spirito di riconciliazione con la natura che ci circonda e che
ci dà la vita tutti i giorni.
Il tutto é terminato con l'invito a scambiarci un abbraccio reciproco, e cosí
abbiamo fatto, sorridendo.
Il Foro ha ufficialmente inizio.
Il primo Foro Social de las Américas ha riunito circa 10.000 persone, di ben 155
paesi diversi, e più di 700 organizzazioni che hanno provveduto ad allestire
quasi 500 conferenze, seminari, laboratori e via dicendo.
I temi principali intorno ai quali hanno ruotato gli incontri erano cinque:
Ordine economico; Egemonia imperiale e militarismo;
Potere, Stato e democrazia; Cultura e comunicazione; Popoli indigeni e
afrodiscendenti.
Da notare poi che sempre all'interno del contesto del Foro, nei giorni
immediatamente precedenti, si é svolta a Quito il 2° Incontro Continentale dei popoli e
nazionalità indigene di Abya Yala, che ha riunito i popoli indigeni
di tutta l'America Latina in uno spazio veramente ricchissimo di scambio, confronto
e lotta comune.
Francesca
Volontaria FOCSIV in Servizio Civile all'Estero
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