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"Va' e anche tu fa' lo stesso" così Gesù invita a seguire l'esempio
del Buon Samaritano per ereditare la vita eterna e così hanno fatto
dieci giovani cislaghesi accompagnati da Don Giovanni partiti il
14 agosto per la Bulgaria. Aderendo ai Cantieri della Solidarietà
proposti dalla Caritas Ambrosiana abbiamo trascorso 14 giorni al
servizio degli altri scontrandoci con una realtà completamente
diversa da quella italiana.
Vaste estensioni verdi lasciano spazio a piccoli villaggi dove ancora si vedono
circolare carretti trainati cavalli e le galline razzolano sulle strade, dove
transitano poche macchine risalenti a qualche decennio fa e pullman polverosi.
Entrati in città si è colpiti dai block parallelepipedi di cemento risalenti
al periodo comunista in cui la maggioranza dei Bulgari continua ad abitare.
Noi alloggiavamo presso il centro Caritas per disabili a Russe sulle rive
del Danubio a circa 5 ore di auto dalla capitale Sofia.
Ben poco era il tempo per essere turisti: mentre alcuni si dedicavano all'animazione proponendo
giochi, balli, lavori manuali ai ragazzi disabili e a quelli del quartiere
attirati al centro dalla presenza degli italiani, altri scartavetravano finestre,
spaccavano legna per l'inverno, spostavano pietre. Bisognava poi essere sempre
pronti alle emergenze come l'arrivo di un camion con dieci tonnellate di vestiti
da scaricare e sistemare o l'incendio di una casa di una famiglia molto povera
con quattro bambini piccoli. Ogni mattina inoltre a turno si accompagnavano
gli infermieri del centro a visitare gli ammalati costretti a letto e visibilmente
sofferenti ma sempre pronti ad accoglierti con un sorriso, a parlarti a gesti della
loro famiglia, a offrirti qualcosa, un cioccolatino o un grappolo d'uva anche se
forse quel giorno non avrebbero mangiato altro che una minestrina.
La sera padre Valter e suor Iola ,vivaci responsabili della parrocchia
cattolica di Russe organizzavano per noi incontri con altre confessioni.
Abbiamo così incontrato gli scout Armeni legatissimi alle loro tradizioni
tanto da avere un alfabeto proprio, gli Ortodossi aperti al dialogo e alla
ricerca di un confronto costruttivo, i protestanti evangelici.
Attraverso le parole di un vecchio organista abbiamo rivissuto la paura dei
cattolici nei tempi del comunismo quando la polizia impediva l'ingresso nelle
chiese e imprigionava i religiosi; attraverso la testimonianza di padre Valter
abbiamo aperto gli occhi su un paese per la maggioranza ateo,dove enorme è il divario tra ricchi(pochi) e poveri(i più) e dove i giovani
sognano di andarsene a cercare fortuna all'estero, anche in Italia.
E' difficile tratteggiare con poche parole un mondo così lontano dal nostro eppure
così vicino tanto che presto la Bulgaria entrerà nella UE. Ognuno di noi porta
a casa un ricordo speciale di tutte le persone incontrate là ,dei sorrisi dei
bambini capaci ancora di entusiasmarsi con poco, di capirti anche se non parli
la loro lingua perché il linguaggio dell'amicizia è universale.
Una vacanza diversa dal solito che ci ha fatti crescere e riflettere.
Ringraziamo Don Giovanni,padre Valter , Suor Iola e la Caritas che ci
hanno permesso di viverla.
Anna
Quando quest'inverno ci è stato proposto "un viaggio alternativo"
in Bulgaria durante l'estate, con molto entusiasmo ho accettato la
proposta senza pensarci due volte. Non sapevo di preciso cosa avrei fatto,
come sarebbero state le persone, il posto, come avrei fatto a comunicare (
il Bulgaro? E chi di noi lo ha studiato!) ma la possibilità di rendermi utile,
di fare qualcosa per chi aveva bisogno, è sicuramente stato il mio incentivo.
E questo entusiasmo e questa voglia di fare è stata "alimentata" per due
settimane dai bambini di Russe: anche se disabili e "poveri" non si tiravano
mai indietro, ogni cosa per loro era speciale anche la più banale e per primi
cercavano di farti sentire accolto.
Non sono servite grandi cose, è bastata la
nostra presenza e il nostro "farsi dono" per regalare un sorriso a questi bambini.
Ed è proprio questo sorriso dei bambini, degli anziani che anche quando non avevano
nulla da mangiare per loro trovavano sempre qualcosa da darti che porterò
per sempre nel cuore.
Non è una semplice frase fatta quando si dice che
"dare è meglio che ricevere" perché ogni nostro dono può arricchirci: "Dio ama
chi dona con gioia".
Marilena
Ciao dongio...vuoi due righe sulla bulgaria???
beh mi dispiace deluderti ma non si può riassumere quest'esperienza
in due righe...sarà scontato ma la prima cosa che ho pensato scendendo
dall'aereo è stata "quant'è bella l'Italia..."poi però ho incominciato
a sentire la mancanza dei ritmi bulgari...erano pesanti ma sono serviti
a capire com'è la vita...adattarsi a nuovi orari e a nuove abitudini non
è stato facile però quando prendi il ritmo diventa tutto più semplice...lì si
riusciva ad apprezzare le piccole cose..i sorrisi dei bambini...la gioia del
letto dopo una giornata a spostare sassi...la compagnia degli amici di sempre e
quella dei nuovi...si porta a casa molto da due settimane così..e si spera di
aver lasciato qualcosa nel cuore delle persone incontrate...non è stato tutto rosa
e fiori ma rimane comunque un'esperienza che rifarei...e per finire ma ti sei scema?!?
ciao dongio..grazie ancora di tutto...
Laura
Quindici giorni in Bulgaria (precisamente a Russe),sono stati sufficienti
per farsi una chiara idea sulla sua situazione economica e sociale.
Il Paese pare essere in ritardo rispetto ad altri paesi dell'Est nella transizione
dall'economia comunista all'economia di mercato.
Per capire meglio, il nostro è stato un viaggio oltre che nello spazio, nel tempo.
Arrivati a destinazione l'impressione che abbiamo avuto era veramente quella di essere
tornati indietro nel tempo di almeno 30-40'anni: strade dissestate, case che per la
maggior parte cadevano a pezzi, distese di campi arati con animali da traino e le
vecchie macchine della FIAT(124 e 125) oltre alle immancabili Trabant.
Quello che potevamo notare dai finestrini di un pullman non era nulla rispetto a
quello che avremmo potuto conoscere da vicino nei pochi giorni di permanenza.
Troppe sarebbero gli argomenti da trattare, con le sensazioni ed emozioni annesse,
ma una cosa in particolare ci ha colpito…
Tra i tanti "lavori" che ci aspettavano quello che ci è parso più importante per entrare
in contatto con la gente del posto e
capire seriamente quanto era alto il livello di povertà è stato il servizio a domicilio
con le infermiere del centro caritas per curare gli ammalati e gli anziani. Durante la
visita nelle case, per la maggior parte mono-bilocali, si incontrava gente anziana e non;
qualcuno con semplici problemi di pressione o piccole ferite da medicare altri con
problemi ben più gravi, che non aspettavano altro che l'arrivo dell'infermiere e degli
"italianschi" per scambiare qualche parola, magari a gesti o in francese, e vincere la
loro solitudine.
La cosa che più stupiva era che questa gente, PUR NON AVENDO MOLTO, aspettava il nostro
arrivo e non appena ci vedeva arrivare aveva sempre pronto qualcosa da donarci, da un
semplice sorriso a una fetta di torta preparata appositamente per l'occasione…mai visto
nulla di simile!
Comunque dopo 15 giorni passati a confrontare lo stile di vita Bulgaro con quello
Italiano pensiamo che si possa giungere a una sola conclusione, cioè che non serve
andare così lontano per accorgersi che ci sono persone sofferenti che non hanno
la fortuna di vivere serenamente la loro vita senza pensare a cosa mangeranno
il giorno dopo; basta aprire un po' gli occhi e allungare i propri orizzonti
oltre il proprio paese o città.
Non potevamo fare esperienza migliore di questa;una "vacanza educativa" che solo
un'esperienza di servizio di questo genere poteva offrirci.
Silvia e Fabio
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