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Quando le persone mi chiedono "come è andata in Romania" non so mai da dove
iniziare, non trovo le parole adatte per dire tutto quello che ho provato e che
penso; e anche questa volta mi risulta difficile.
E allora dico che è stata una bella esperienza racchiudendo nella parola "bella"
una molteplicità di significati, di sguardi, di incontri, di emozioni.
È stata una bella esperienza anzitutto perché mi ha cambiata dentro, mi ha messo
in discussione, mi ha fatto riflettere, ha suscitato in me molti interrogativi.
È stata una bella esperienza perché ogni giorno trascorso in Romania mi ha insegnato
quanto questa gente sia ospitale, accogliente e paradossalmente ricca nella sua
povertà, ricca di quei valori semplici ed umili che da noi è difficile ritrovare,
troppo preoccupati come siamo di fare, accumulare, avere.
È stata una bella esperienza perché ogni volta che sfoglio le innumerevoli foto
scattate provo le stesse emozioni che mi hanno regalato i giochi con i bambini
del quartiere, i loro sguardi, i loro abbracci, l'affetto di una persona anziana
e la sua riconoscenza per le ore dedicatele e ancora l'impatto con la realtà Rom
o la gioia dei momenti trascorsi tra noi volontari e la condivisione di una cena
preparata con amore fraterno da una parrocchia estremamente attenta ed
accogliente.
È stata una bella esperienza perché mi ha permesso di conoscere un gruppo di giovani
con cui condividere, in Romania e ora anche a casa, tanti piacevoli momenti.
È stata una bella esperienza per tutti questi motivi e per mille altri ancora che
serbo tutti gelosamente nel cuore.
E concludo col desiderio di non dimenticare mai questi 15 giorni che mi hanno
cambiata e davvero molto, molto arricchita.
Ilaria
Pitesti 31 luglio - 14 agosto 2004
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