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Lo "strano percorso" è quello che abbiamo compiuto noi, un gruppo di undici giovani
dell'Unità Pastorale di Lissone, nel sud della Bulgaria, più precisamente a Rakovsky.
Capitanati da don Bortolo e coordinati da due responsabili della Caritas Ambrosiana,
siamo partiti il 31 luglio per raggiungere questa cittadina che ci ha ospitati
durante le prime due settimane di agosto.
Perché strano percorso?!
Questo non è soltanto un famoso tormentone estivo ma è
anche la colonna sonora della nostra esperienza.
Strano in quanto abbiamo fatto
una vacanza controcorrente, non a Rimini come la maggior parte dei nostri
coetanei.
Percorso perché è stato un cammino sia di crescita personale
all'interno del nostro gruppo che di condivisione, compiuto assieme a dei
giovani che hanno gli stessi nostri sogni, speranze, voglia di stare insieme e di
rendersi utili,... ma che sono a contatto con un quotidiano che li porta ad essere
più maturi della loro età.
Questo quotidiano è caratterizzato da una dignitosa
povertà, che non impedisce a queste persone di essere ospitali, generose e
molto accoglienti.
Tutto ciò l'abbiamo trovato sia nei giovani, con i quali
abbiamo collaborato nel lavoro e per l'animazione, sia nei bambini che ogni
pomeriggio ci regalavano i loro sorrisi e il loro affetto, sia nei volti
degli anziani che siamo andati a visitare accompagnando le infermiere
della Caritas.
Con i giovani "bulgarskj" si è creato un rapporto autentico
di amicizia e di collaborazione, che ha superato ogni limite linguistico.
Insieme abbiamo condiviso ogni momento della giornata, dalla preghiera
bilingue del mattino ai faticosi lavori di manovalanza, dai giochi con
i bambini alle serate trascorse insieme sotto le stelle ballando e
cantando. Gli indimenticabili pomeriggi passati sul campetto del neo
oratorio sono stati il cuore della nostra esperienza, durante i quali
abbiamo riproposto il nostro oratorio feriale, con attività, bans e
giochi.
Ogni singolo momento è stato vissuto insieme al parroco Don Yofko, presso la cui
casa eravamo alloggiati. Quest'uomo, con la sua testimonianza, ci ha dato un grande
esempio di tenacia e determinazione nel voler creare un oratorio e un'attiva realtà
parrocchiale, in un contesto in cui i cattolici costituiscono un'esigua minoranza
(sono meno dell'1% della popolazione prevalentemente ortodossa) che deve
risollevarsi dal duro periodo del regime comunista. Per realizzare questo
progetto, i "Cantieri della Solidarietà" organizzati dalla Caritas sono
al suo fiancoormai da tre
anni, coinvolgendo i giovani, punto di partenza e di
forza per la nuova comunità cristiana.
Durante questo "strano percorso" non
sono mancati incontri molto significativi sul piano culturale ed ecumenico,
in particolare la partecipazione ad un rito ortodosso, la conoscenza delle
Suore di Madre Teresa, la visita ad un orfanotrofio e al vescovo di Plovdiv.
Non sappiamo se siamo stati in grado di trasmettervi tutto l'entusiasmo e le emozioni
provate. Di sicuro possiamo affermare che siamo tornati arricchiti da questa
esperienza e che è... "lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande
libro
e un grande film potrebbero descrivere mai…"
I giovani di Lissone
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