Sostieni le microrealizzazioni
 
Chi siamo
Cosa puoi fare per noi
La nostra attività
Eventi
Caritas e territorio
Centri di ascolto
Osservatorio
Documentazione
Volontariato
Aree di bisogno
Giovani e Servizio Civile
Internazionale
Ufficio Europa
Area per la stampa
Ricerca all'interno del nostro sito
REGISTRATI a www.caritas.it
Hit parade delle pagine più visitate
... e noi ci lamentiamo!



Ciao a tutti!!
Sono Stefano un ragazzo che gioca ed allena nel Kolbe Volley (squadra di pallavolo milanese). Dopo anni passati in posti meravigliosi, dove l’unica parola d’ordine è il divertimento quest’estate ho deciso di trascorre una parte delle mie ferie cercando di dare un aiuto a chi ne ha bisogno.
Dopo due settimane trascorse in Romagna, regno delle discoteche, ho incominciato un’avventura in Romania durata 15 giorni.
Vi assicuro che toccare con mano ciò che siamo abituati a vedere solo grazie alla televisione ti fa fermare a ragionare.

Sono partito grazie ad un progetto della Caritas Ambrosiana (Cantieri della Solidarietà): ho dormito nella scuola materna della parrocchia, mangiato e organizzato le attività insieme ad altri ragazzi e ragazze conosciuti al corso di formazione organizzato dalla Caritas stessa, che, come me, avevano scelto di fare questa esperienza.
Il paese dove abbiamo soggiornato si chiama Cernavoda; la realtà era strana, al mattino si andava a Tabara (il quartiere ghetto dove vivono per lo più gente di etnia zingara). Proprio così, gli zingari, quelli che ci spaventano quando salgono sui mezzi pubblici e ci chiedono la carità.
Essere accettati nel loro mondo non è stato facile: gli stranieri, gli extracomunitari eravamo noi, ma vedere tutti quei bambini che la mattina ci correvano incontro era stupendo, i loro sguardi, i loro sorrisi e il loro affetto mi facevano dimenticare di essere lo straniero, insomma mi sentivo uno di loro!

Si trascorrevano insieme due ore, poi il pranzo, a seguire un riposino e alle 16 attività pomeridiane all’Anexa (oratorio). Nel pomeriggio era tutto più strano: convivevano bambini del quartiere adiacente a Tabara e zingari, tutti insieme anche se i rumeni non sopportano gli zingari e i motivi vanno ricercati nelle disuguaglianze etniche che sfortunatamente colpiscono anche i bambini.

Partiti i volontari Caritas nessuno fa divertire questi bimbi e per undici mesi rimangono come abbandonati e dimenticati da tutti; quello che ho notato negli sguardi della gente è la rassegnazione, sembra quasi che non abbiano voglia di uscire da una situazione creatasi per eventi storici.

Al momento lo stipendio più alto è poco più di 100 euro al mese, vivono in condizioni precarie, anche in 5 o 6 in case grandi come una nostra stanza; attendendo che qualcuno li aiuti, mi sembrava di vivere in un filmato storico del nostro dopoguerra!

Questa esperienza mi ha segnato, mi ha fatto capire quanto siamo fortunati; per loro il superfluo non esiste, è già tanto se possiedono una maglietta e un paio di scarpe.

Quello che posso dire è che secondo me tanti ragazzi miei coetanei dovrebbero vivere una esperienza così, lo consiglio, non è una esperienza facile, ma a Cernavoda ho lasciato un pezzo di cuore e spero, fra qualche anno, di poterci tornare per vedere se qualcosa è cambiato.

Un bacio a tutti.


Stefano, volontario a Cernavoda

Carta Equa
Il tuo nome
Il tuo indirizzo email
Indirizzo email del destinatario
Breve messaggio

Politica della privacy
Accetto
Non accetto
Ricerca Personale Privacy Indirizzo Contattaci Copyright Disclaimer F.A.Q.