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Il Kenya non è tutto corrotto

La polizia è corrotta...
il governo è corrotto...
il parroco è corrotto...
il Paese è corrotto.

Questa è l'immagine del Kenya che traspare dalle pagine dei giornali e dai racconti della gente.

Sembra che i poliziotti facciano spesso e volentieri un uso indiscriminato del proprio potere, che se ne approfittino sempre e figuriamoci se sei un musungu (uomo bianco nella lingua swahili)!!!

Di storie a supporto di questa tesi ce ne sarebbero parecchie. Io ne voglio raccontare un'altra.
Qualche giorno fa era sera tardi e la prudenza, in una città dove la criminalità infesta ogni angolo, ci consiglia di prendere un taxi per tornare a casa.
Musa è un ragazzo che vive nello slum (baraccopoli) di Kibera.
Ha una vecchia "empty-optional" auto rossa che gli consente di tirare avanti facendo il taxista.
Con lui torniamo verso Kivuli. All'angolo con la Wanyee Road, come ogni sera, c'è il posto di blocco. Da lontano due o tre poliziotti. Uno agita la torcia facendo segno di fermarci. Vivendo a Nairobi sei costretto a diventare un po'diffidente di tutto e di tutti, per non farti fregare. Nell'oscurità il poliziotto si avvicina.

Qualche pensiero mi attraversa la mente: "Vedrà due bianchi e forse cercherà un banalissimo motivo per farci una multa, per intascarsi qualcosa". La divisa gli dà il potere di portarci in prigione se ci dovessimo opporre. La giustizia è un po' sommaria da queste parti. Si avvicina al finestrino che io ho intanto abbassato (con la "manetta", niente alzacristalli elettrico nell'auto di Musa!).

Punta la torcia verso di noi. E' giovane, non più di vent'anni. Ci chiede se va tutto bene. Lo swahili lo conosco poco, ma provo ad azzardare due frasi, per fargli capire che non sono un turista, che vivo là. Lo saluto, gli chiedo come sta (che in realtà in swahili per salutare e chiedere come stai si usa la stessa parola). Lui mi risponde, come farebbe ogni keniano, che sta bene. Gli dico che stiamo andando verso Kabiria. Sorride e ci augura buon viaggio. Lo saluto augurandogli buon lavoro.

La prossima volta che mi racconteranno di un poliziotto corrotto, la mia mente mi riporterà a questo ragazzo che con noi è stato gentile. E penserà che per dieci poliziotti che approfittano della loro divisa, ce ne è uno che fa solo il suo lavoro, così come deve fare.

Quando si dice che non si deve fare di tutta l'erba un fascio?

di Flavio Bellomi, volontario in servizio civile all'estero
Nairobi, 30 gennaio 2006


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