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Una visita all'internat

Sabato mattina sono tornata ad Orhei per il compleanno di Martin.

L'equipaggio era formato da Gheorghe, suo figlio Denis di 5 anni e mezzo, Lenuta e la mia amica Stefania. Abbiamo comprato un orologio per Martin, dei palloncini e un po' di cioccolata. La mamma di Lenuta aveva preparato un pacchetto con una maglietta, del sapone, dentifricio e uno spazzolino. Durante il viaggio (che non aveva ben capito dove andavamo) ha gonfiato tutti i palloncini.

Così siamo entrati in Internat carichi di doni e buoni propositi. Un ragazzo ci ha condotti nella stanza di Martin e di altri ragazzi grandi.

Erano tutti lì, li abbiamo salutati, alcuni ci hanno abbracciato, molti mi han detto che erano andati all'ospedale e mi hanno fatto vedere dei segni (forse hanno fatto i vaccini) e abbiamo cominciato a giocare con i palloncini.

Martin era contentissimo, sperava che ci ricordassimo, ci ha raccontato che un uccellino gli aveva detto che era il suo compleanno. Quando gli abbiamo chiesto quanti anni compiva si è fermato, ha riflettuto e poi ci ha detto "l'ho dimenticato! Me lo hanno detto questa mattina ma non me lo ricordo".

Ci ha cantato una canzone che parlava della mamma ("dove sei? Mi manchi..."); forse gliel'hanno insegnata per sensibilizzare i loro parenti, non so però quanto bene faccia a loro, visto che mentre cantava tutti hanno assunto un'espressione triste.

Siamo poi andati a visitare il laboratori dove fanno i lavori di macramè e tessitura, un lavoro "che ti apre l'anima, ascolti la musica e sei felice", mi hanno detto Martin e Ion, un ragazzo che non conoscevo, che ci hanno fatto vedere i loro lavori.

Ho comprato un babbo natale, Stefania una rana e loro ci hanno regalato una collana fatta di filo.

Quando giri per i corridoi incontri sempre qualche bambino o ragazzo che ti osserva da lontano, ti saluta, ti parla o ti abbraccia.

Attraverso i rari visitatori si sentono più vicini al mondo e alla normalità.
Molti hanno voglia di raccontare cosa fanno, qual' è la loro storia, tanti, purtroppo, sono incomprensibili.

A un certo punto è spuntato un ragazzo che si è diretto subito da me per dirmi che il primo aprile ("la festa dei bugiardi") sarà il suo compleanno!

Quest' inverno Martin non è andato in chiesa, lo ha detto con la voce rotta, è una delle cose cui più tiene nella vita, la direttrice non glielo ha permesso, speriamo sia solo per una questione climatica. Denis in un primo momento era spaventato, non capiva dove fosse finito, aveva portato una macchinina per Oleg e adesso era solo circondato da adulti "strani". Fortuna che avevo le bolle di sapone!

Arrivati nelle camere dei bambini piccoli, però, lo paura ha lasciato il posto al tentativo di capire. Gheorghe gli ha spiegato che sono bimbi malati senza i genitori e una volta tornato ha casa ha detto di voler portare tutti i suoi giochi ad Orhei perché lui non ne ha poi così bisogno.

Siamo stati un po' con i bimbi, Victor rideva, alcuni si tranquillizzavano solo quando li accarezzavi, Andrusa mi ha chiesto un bacio, un altro mi ha fatto avvicinare, l'ho aiutato ad alzarsi e...mi è rimasto abbracciato alle gambe per un po', questo gli bastava!

Oleg passava dalle bracci di Ghena alle mie ma, rapidamente, si ricordava che Gheorghe è più comodo.

Non so se questa visita ha fatto più piacere a me o a Martin, venerdì avevo voglia di piangere, da sabato sorrido.

Elisa
Chisinau, 6 marzo 2006


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