Secondo il folclore bulgaro, il mese di marzo contrassegna
l'inizio della primavera e per questo il
1° marzo si festeggia
la
fine dell'inverno con i Martenitsi per dare il benvenuto
alla stagione successiva.


La
tradizione vuole che in questo giorno ci si scambi gli uni gli altri
dei braccialetti, collane, bamboline di lana (chiamate Pigo e Penda),
definiti tutti come
Martenitsi, prendendo il nome appunto
da marzo.
Ma sempre secondo la tradizione, il nome "Marzo" verrebbe da una
vecchia signora imbronciata che cambia umore molto facilmente:
Baba
Marta (Nonna Marta) che influenzerebbe il tempo atmosferico.
Le radici antiche di questa tradizione risalgono al culto del dio
Marte, che era il dio della primavera e più tardi il dio della guerra.
Infatti, i popoli erano sempre impegnati in battaglie che solitamente
cominciavano ai primi di marzo, costringendo molti uomini a lasciare
le proprie case. Le mogli, infelici e spaventate per la sorte dei
loro uomini, decisero di regalare ai propri mariti dei segni bianchi
e rossi, come dei bracciali per i polsi o piccoli oggetti di lana
raffiguranti una donna bianca e un uomo rosso. Il
rosso rappresentava
il sangue dei guerrieri che le donne non volevano vedere sparso,
mentre il
bianco i visi pallidi delle mogli che aspettavano
il loro ritorno a casa.
Questi doni avevano due scopi: prima di tutto ricordare agli uomini
le loro famiglie e poi far piacere a Baba Marta così che non cambiasse
umore frequentemente. In altre parole far sì che i guerrieri potessero
avere meno problemi con il tempo atmosferico e non morissero a causa
del freddo.
Al giorno d'oggi, si è mantenuta la tradizione di indossare i martenitsi
bianchi e rossi per accondiscendere Baba Marta e avere così un tempo
atmosferico più mite. Facendo ciò si spera nell'arrivo della primavera
il più presto possibile. Una volta che si hanno questi simboli,
che si possono mettere ai polsi o sui vestiti, li si indossa fino
a quando non si vede la prima
cicogna, simbolo dell'arrivo
effettivo della primavera.
In tutta la
Bulgaria ci sono diversi modi per slacciarsi
una martenitsa: alcuni se lo fanno togliere da un ragazzo se è una
ragazza e viceversa, e lo appendono a un albero da frutta così da
trasmettergli la salute e la fortuna che hanno ricevuto indossandolo.
Altri lo mettono sotto una pietra: il tipo di insetto che si troverà
a destra vicino alla martenitsa il giorno seguente determinerà la
salute per il resto dell'anno. Se è un lombrico, sarà un
anno molto salutare in cui si avrà successo; lo stesso anche con
una formica, con la differenza che si dovrà lavorare molto per ottenere
quel successo. Se è un ragno, allora ci saranno dei problemi a livello
di salute e successi personali.
I martenitsi erano anche un'immagina artistica della natura: in
questo periodo dell'anno, la natura è ricca di
speranze e
di
aspettative.
Simbolizzava inoltre la purezza della neve candida che si scioglieva,
mentre il rosso simboleggiava il sole che diventa sempre più intenso
con l'arrivo della primavera. Queste due risorse naturali sono indispensabili
per la vita, così come l'uomo e la donna.
Oggigiorno, simboleggia nuova vita, fertilità e primavera.
Questa
è la festa della gioia, della salute e di una vita longeva.
Dalla metà di febbraio le strade delle città si sono riempite di
bancarelle piene di martenitsi rossi e bianchi. Addirittura su internet
ci sono diversi siti per la vendita on-line di martenitsi a bulgari
espatriati.
Per i Bulgari, questa tradizione è pura e luminosa come i colori
della martenitsa, che mostra la necessità e il desiderio di armonia
nella natura e nella vita degli uomini.
CHESTITA BABA MARTA NA VSICHKI!!!!!
(Buona Baba Marta a tutti)
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di Grazia Bizzotto,
volontaria in servizio civile all'estero
Rakovsky, 1° marzo 2006
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