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Cantieri a Malchika (II)
Quando penso alla mia esperienza in Bulgaria mi vengono in mente, quasi come dei flash, alcune parole: accoglienza, condivisione, preghiera, ritorno. Ed ecco perchè!

"ACCOGLIENZA": perché in quel di Malchika, piccolo paese nel Nord della Bulgaria, tutte le persone che abbiamo incontrato ci hanno fatto sentire accolti: a partire da Padre Remo e dai ragazzi con cui abbiamo svolto le attività del Cantiere fino alle persone anziane che ci hanno fatto entrare nelle loro case e pur non avendo molto quel che avevano lo offrivano: un fiore, un cioccolatino, un abbraccio, un sorriso. Ma anche semplicemente le persone che incontravamo camminando per le strade sterrate di Malchika ci hanno fatto sentire accolti ogni volta che con un sorriso ci salutavano: "Ciao italiani!".

"CONDIVISIONE": perché ogni attività è stata svolta insieme ai ragazzi di Malchika con il desiderio di condividere l´esperienza, di fare qualcosa insieme, di creare un unico gruppo.

"PREGHIERA": perché ogni giornata era scandita da momenti di preghiera, metà in bulgaro e metà in italiano, che hanno sicuramente contribuito ad unirci. Insieme agli importanti momenti di riflessione mi hanno permesso di tenere sempre ben presente il motivo che mi portava ad essere lì, in quel momento, a vivere quell´esperienza, poiché nell´intensità delle tante attività svolte può esserci anche il rischio di perdere di vista le proprie motivazioni.

"RITORNO": perché è stata forse la parte più difficile di questo viaggio.. Provo a spiegarmi: una volta ritornata ho pensato molto al fatto che noi, con il nostro tipo di vita spesso pieno di sprechi, siamo il loro modello di vita . Quindici giorni non sono molti ma sono abbastanza per capire come i rapporti tra le persone sono molto più intensi quando si vive nell´essenzialità. Mi viene in mente una frase letta proprio durante il cantiere che diceva più o meno così: "La povertà è la disposizione interiore che ci permette di abbassare le difese convertendo i nemici in amici. Si percepisce qualcuno come nemico solo fino a quando si ha qualcosa da difendere...".. È vero: quando si ha poco e niente da difendere resta " solo" un uomo di fronte ad un altro uomo ed è così che l´altro diventa una ricchezza, un´opportunità di dialogo e di crescita.

Ed allora quando torni a casa tua, nella tua città, ritorni inevitabilmente con uno sguardo diverso. Cerchi di adottare una vita essenziale, quasi per un senso di responsabilità nei loro confronti che all´essenzialità sono costretti, e speri di riscoprire l´umanità, la ricchezza di quei rapporti tra persone che avendo spesso davvero poco, sono in grado di darti senza remore quello che hanno.

A Malchika, inoltre, ho avuto la fortuna di fare un incontro che per me è stato molto importante: l´incontro con Nina, volontaria della Caritas locale. La lunga chiacchierata con Nina mi ha permesso di cogliere aspetti di quella realtà che forse in altro modo non avrei percepito. A Malchika i ragazzi sembrano talmente simili a noi che è difficile immaginare la dura situazione che la gente vive quotidianamente. Nina mi ha raccontato di quanto sia difficile vivere a Malchika, dove non si ha lavoro, dove la maggior parte dei giovani vuole andarsene perchè vede spesso in paesi lontani come Francia, Italia, Spagna, l´unica possibilità di un futuro migliore Nina alla fine della lunga chiacchierata, quando ha saputo che studiavo scienze politiche, mi ha detto: " Se diventi giornalista parla di noi, racconta come si vive in Bulgaria". È per questo che al ritorno da Malchika ho sentito la testimonianza di quest´esperienza come una sorta di responsabilità nei loro confronti, e anche come la necessità di portare a conoscenza di altri l´opportunità di vivere un´esperienza di crescita e di cambiamento che non si esaurisce in 15 giorni ma può proseguire nella vita di tutti i giorni.

di Lucia Mussuto
Cantieri della Solidarietà in Bulgaria
agosto 2005

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