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Natale bulgaro

Il mio Natale è stato davvero semplice e bellissimo!

La messa di mezzanotte, con la chiesa gremita di persone, al freddo e al gelo perché è troppo grande per essere riscaldata... gli occhi scintillanti di gioia dei giovani di Rakovski per aver preparato e addobbato la chiesa, per aver cantato senza stonare ... ma soprattutto la gioia per la nascita di un Bambino che dà speranza a tutti noi anche nei momenti più difficili e oscuri!
E poi un momento di festa con tutti i ragazzi della parrocchia che per la prima volta possono assaggiare un panettone italiano!

Non mi sento spaesata o sola... pranzo velocemente con il parroco e i suoi famigliari. Un pranzo non in grande stile, così, senza tovaglia, senza grande "attenzione"... ma non è questa la cosa importante!
C'e' una famiglia piu' grande ad aspettarmi! Prendo il pullman con Rosi, ridiamo, dormicchiamo insieme sul bus. Cerco di concentrarmi e scrivere un biglietto, ma le buche mi fanno desistere.
Regalo una stellina di Natale al conducente augurandogli un "Vesela Koleda - Sereno Natale".
Sorride, non se l'aspetta, e Rosi che mi dice che sono matta!!

Arrivo a Plovdiv velocemente, non c'è il solito traffico. La porta della casa delle Suore di Madre Teresa è aperta da Misho, un bimbo di strada venuto per la recita. Mi abbozza un sorriso, mi mostra il suo tesoro: un petardo nuovo di zecca.
I bimbi sono agitati: si devono esibire davanti a un pubblico così folto e speciale: zingari, barboni, senza tetto, poveri che vivono soli in baracche non riscaldate. La maggior parte mi conosce: entra salutandomi, si siede paziente, curiosa di vedere cosa sta succedendo dietro quelle tende rosse, che cosa ci sarà per pranzo, che regali ci saranno...
"Vero che mi regalerai una lametta da barba?" mi chiede uno. "Non so... vedremo!!" rispondo ridendo.

Compare suor Maximiliana, il naso rosso per il raffreddore. "Merry Xmas!" dice abbracciandoci e regalandoci un po' dei suoi microbi. Suor Maria Edit è in cucina con la febbre e parla con un filo di voce. Suor Marie Magdalaine, quella che ha attaccato l'influenza a tutte, arriva tossendo a più non posso. Solo suor Josafata e' "sana": solo ogni tanto si soffia il naso.

C'è tanto da fare, ed è difficile tener tranquilli i bambini che litigano tra di loro tanto da non voler più recitare. Ma quando comincia la recita tutti prendono posto ricordandosi quasi tutte le battute. Anch'io ho il mio ruolo, anzi due! Sono la "mamma buona" che racconta le favole ai suoi bimbi e la "mamma super-lavoratrice" che pensa solo a lavorare. Il pubblico applaude, interagisce, ride a modo suo. Dopo la recita i bimbi fanno il presepe vivente, cantando canti di Natale; gli uomini della mensa si uniscono al canto con le loro voci.

La sala da pranzo è piccola e con 80 persone intorno non si riesce a preparare i tavoli. Ma nel giro di 15 minuti tutto è pronto e apparecchiato. Inizia il pranzo: cosce di pollo, patate in insalata, una specie di insalata russa, pane, dolce e coca-cola per tutti! Bisogna stare attenti a chi lo si da' perche' alcuni nascondono velocemente il cibo nelle loro sacche e ne reclamano dell'altro. Le suore, nonostante i malanni, corrono a destra e a sinistra. Ho impresso nel cuore i volti e gli sguardi di alcuni uomini trasandati, dalle mani nere, che in silenzio ti ringraziano per il piatto che gli offri. I ragazzi di strada piu' grandi ci aiutano per l'occasione, sono efficientissimi! Quante poverta' si incrociano dentro una sola sala!

Finito il pranzo c'e' la distribuzione dei pacchi regalo: davvero si danno lamette da barba, calze di lana e alcuni dolci... In fila, ad uno ad uno, ricevono il loro dono ed escono, ma i fedelissimi rimangono ad aiutarci a pulire il tutto. Natale... mi vedo pulire i pavimenti, disinfettare il bagno, lavare le pentole, spazzare. Il mio primo Natale fuori casa ... saranno là a casa tutti insieme. Davvero un'immagine interessante, contrapposta a quello che sto vivendo. Cala la notte, si alza un vento gelido.

Mi fermero' a Plovdiv per la notte. Maria, una delle ragazze di strada, divide la camera con me: ridiamo e scherziamo fino a tardi (le 10!!!!) e poi a nanna! E stamattina un bianco mantello ricopriva tutte le strade. Natale continuerà con la festa per i bambini e i giovani invalidi di Sekirovo; poi nei prossimi giorni si proseguirà con la visita agli orfanatrofi e la distribuzione dei regali. Natale non e' solo il 25 dicembre, ma ogni giorno, in ogni incontro che fai!

di Grazia Bizzotto
ex-volontaria in servizio civile all'estero
Rakovsky, 28 dicembre 2006

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