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In Bulgaria da sei mesi

Sono qua, immersa in questa realtà così diversa e allo stesso tempo così simile. E' davvero bello vedere che al mondo ci sono tante diversità; è sorprendente rendersi conto che non si smette mai di imparare, è affascinante scoprire la diversità, la complessità e la pienezza di questa nostra terra. Solo vivendo in un paese che non è il mio scopro ogni giorno qualcosa di nuovo, che non riguarda la lingua diversa e i vari modi di dire (alcuni decisamente geniali), ma proprio le persone e l'infinità dell'universo compreso dentro ad ogni singolo uomo.
Cos'è che mi piace in concreto qui? Mi piace la vita semplice: vivo in un villaggio di nome Rakovski (ops … in una cittadina! Se la chiamo villaggio qua si offendono.) di circa 18.000 abitanti, ma per lo più vivo nel mio quartiere di Sekirovo che ha non più di 8.000 abitanti. O, meglio, vivo in una cerchia ancora più ristretta di persone, quelli che ruotano attorno alla parrocchia (vivo proprio nella casa dei preti) e i loro amici. Queste persone con cui condivido la mia quotidianità sono eccezionali, semplici ma assolutamente non sempliciotte, che conoscono bene tutte le difficoltà della vita e non le sottovalutano ma nemmeno le temono. Vivono la vita così come loro arriva, così come gli è stata data, nonostante i lutti, le malattie, la povertà.

Nonostante N. sia costretta a fare molti sacrifici per poter studiare, per aiutare suo padre nelle serre e persino per darci una mano col volontariato, beh, nonostante tutte queste ed altre cose è sempre contentissima, ma di una felicità vera, quella che capita raramente di incontrare, quella che ti contagia.
Ed è altrettanto fantastico chiacchierare con B. e M. Lui vive del suo lavoro, è affezionatissimo al suo paese e fa di tutto per valorizzarlo: promuove iniziative, ha creato e gestisce il sito della città, cerca sempre nuovi modi per migliorare la vita di qui. Lei invece studia pedagogia ed è proprio brava, probabilmente non avrebbe problemi a trovare un lavoro. Però questo non basta; anche se hai un lavoro sicuro è difficile cavarsela qui. C'è chi dice che in Bulgaria o fai qualcosa di illegale oppure non riesci a sopravvivere. Beh, quale può essere il sogno di due persone così in un contesto normale? Sposarsi e vivere nel paese che amano! E invece no: appena potranno partiranno per l'Inghilterra dal fratello di lei, e poi chissà se decideranno di tornare!

E poi c'è M. Lei non riesce a trovare lavoro e il suo sogno adesso è di andarsene in America da sua sorella. Lei, così solare e contenta, così innamorata della sua Bulgaria calda e piena di tradizioni, dei suoi amici, della sua vita qui. In realtà la gente sogna di vivere in Bulgaria ma si rende conto che la vita è un'altra. Qua ci sono solo nonni e bambini, i giovani sono pochi e tutti finiscono per trasferirsi. I genitori di questi bambini lavorano all'estero, e ora che siamo in Europa sarà ancora più facile per tutti partire: se uno rimane in Bulgaria che cosa può fare? Perché davvero e' difficile vedere un futuro qui, è difficile intravedere un modo per viverci.

E c'è anche P.: lei davvero è tornata a vivere qua, nel suo Paese tanto amato, e ci vive e ci sta bene. La sua famiglia è in Italia a Ladispoli (vicino a Roma, la chiamano Rakovski Due perché chiunque si trasferisce in Italia, va a Ladispoli), ma lei vuole stare qui, nonostante debba farsi in quattro per riprendere gli studi in Bulgaria.
E poi chi altro c'è? C'è un sacco di gente, gente che dà speranza, gente che in questa Bulgaria ci riesce a vivere nonostante sia tutto così complicato!

Ci sono le suore di Madre Teresa. Loro vivono ogni giorno a contatto con la povertà, con quelli che sono ancora più poveri; gestiscono una mensa per quelle persone che dalla vita hanno avuto poco o niente. Quando questi ti raccontano la loro storia e si sfogano con te, beh … come dargli torto? Quando vivi fin da piccolo in un orfanotrofio con un centinaio di altri bambini, difficilmente poi riesci ad avere una vita normale e difficilmente riesci a vedere l'affetto nella tua vita. Però poi ti rendi conto che queste suore li amano, li amano semplicemente perché sono figli di Dio, perché anche loro hanno un po' di Gesù nel cuore, Gesù in quanto speranza, Gesù in quanto amore per la vita, Gesù in quanto affetto per gli amici. E quando poi ti accorgi che sono solidali tra di loro, che sono come una grande famiglia, che se dai meno pane ad uno, l'altro te lo fa notare senza chiederne di più per sé, beh … sono cose difficili da spiegare ma la sensazione è davvero quella che Gesù c'è, dappertutto!
Quando poi vieni a contatto con la sofferenza, quando ti ritrovi a tu per tu con chi ti dice solo che vuole morire, oppure con chi non vorrebbe morire ma purtroppo non ha alternative, con chi non è malato ma sente il peso di questo paese …. Nei giri con le infermiere si incontra di tutto, entrando nelle case ti rendi conto di quanta povertà ci sia, di come si possa vivere in un'unica stanza con tutta la famiglia, con una lampadina, il televisore (immancabile! Non ho mai visto una casa senza TV) e due letti per 5 persone. Beh, quando vedi queste cose o altre, resti disarmato. "Qua Gesù non c'è!" ti viene da pensare. Eppure vivono, e lo fanno con dignità! Eppure nello stesso contesto c'è gente che crede, che si preoccupa per queste persone, che mette da parte i soldi per aiutare coloro che hanno ancora più bisogno di loro. C'è chi vuole condividere, chi desidera farsi prossimo nel senso più evangelico del termine.
E quegli occhi che brillano di speranza, quegli occhi che nonostante tutto non smettono mai di brillare, ti danno davvero forza, ti danno speranza, ti danno fede, la Fede vera che crede che tutto è possibile, che crede che siamo amati e che c'è chi pensa a noi. Noi che non possiamo fare niente di più che metterci un po' del nostro lasciando fare a Lui. C'è sì bisogno di quel nostro poco, ma per fortuna non dipende solo da noi! E allora sei contento di essere al mondo, in questo mondo pieno di luci e di tenebre, di vita e di morte; ti rendi davvero conto di quanto attraverso la sofferenza si possa comprendere la felicità, quella piena, e questo mondo con tutte le sue complessità e difficoltà, questo mondo che davvero possiamo cambiare, questo mondo che ha un futuro, questo mondo che vive con Lui, e che per mezzo di noi può e deve realizzarsi, nella sua concretezza, nella concretezza del Suo regno possibile "cosi' in cielo, come in terra". Come ha detto qualcuno, ti rendi davvero conto "che oramai, se più non vince la morte, è l'amore il nostro destino!"

Irene
volontaria in servizio civile all'estero
aprile 2007

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