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Già nell'ottobre 2005
il vescovo francescano Mons. Cappio aveva intrapreso uno sciopero
della fame di 11 giorni per lo stesso motivo: impedire la trasposizione
del Rio San Francisco.
Dopo essere stato ricoverato in ospedale, nel dicembre 2005 ci fu
un colloquio col presidente Lula, al termine del quale firmarono
un accordo tra governo e società civile brasiliana per iniziare
un ampio dibattito su questo progetto.
Nel 2006 la trasposizione uscì dall'agenda del governo, avvicinandosi
le elezioni presidenziali. Dopo la vittoria di Lula al 2° turno,
il governo rilanciò il progetto, inserendolo nella lista dei progetti
del Programma di Accelerazione della Crescita (PAC), annunciato
il 22 gennaio 2007.
Trascorrendo i mesi, a fine giugno 2007 la polizia ha sgombrato
un accampamento di 1.600 indigeni , nel comune di Cabrobò (sertao
Pernambucano), dove il Governo, in attesa di appaltare i lavori,
aveva inviato l'esercito per la deforestazione della zona.
In risposta dal 19 agosto 2007 è partita da Belo Horizonte una
carovana nazionale contro la trasposizione, tra i quali figurava
don Cappio, che per 11 giorni ha viaggiato per tutto il Brasile
incontrando e parlando con i cittadini e i governanti dei vari Stati.
Proseguendo i lavori , con l'espulsione dalle loro povere case di
migliaia di famiglie di piccoli agricoltori per fare spazio alle
opere della Trasposizione del fiume San Francisco, Don Cappio inviò
il 4 ottobre 2007, festa di San Francesco, una lettera al presidente
Lula, in cui lo accusava di aver ingannato lui e tutto il popolo
brasiliano, e di non aver onorato la parola data. E comunicando
altresì che avrebbe pertanto ripreso "il suo digiuno e la
sua preghiera", fino al ritiro dell'esercito e l'archiviazione definitiva
del progetto.
La lettera finiva con queste parole: "Quando Gesù fu disposto a
donare la sua vita, non ebbe paura della croce, era il prezzo da
pagare. La vita del fiume e del suo popolo o la morte di un cittadino
brasiliano. Quando la ragione finisce, la pazzia é il cammino."
Il 27 novembre mons. Cappio ha ripreso il suo digiuno di preghiera
per garantire la sopravvivenza di 15 milioni di persone che vivono
in 5 differenti Stati del Nordest brasiliano.
Molto ampio è l'attuale fronte d'opposizione al progetto di trasposizione
del Rio Sao Francisco, sono oltre 200 le organizzazioni e associazioni
che si sono unite per far fronte comune contro il progetto del Governo,
tra cui :
CNBB Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani
MST Movimento Sem Terra
MPA Movimento Piccoli Agricoltori
CPT Commissione della Pastorale della Terra brasiliana
CIMI Consiglio Missionario Indigeno
CARITAS Brasiliana
FAOR Foro dell'Amazzonia Orientale
e molte altre personalità quali Adolfo Perez Esquivel (premio nobel
per la pace).
In questi giorni sono state
numerose le adesioni di solidarietà arrivate da tutto il Brasile
e dal mondo.
Nel frattempo il 29 novembre Don Cappio ha inviato una lettera
a tutto il popolo del Nordest brasiliano che proponiamo in allegato.
Domenica 9 dicembre una processione di più di 6.000
persone in solidarietà al digiuno del vescovo è stata
bloccata da 4.000 soldati, secondo quanto riferiscono i quotidiani
brasiliani..
Mercoledì 12 dicembre il presidente e il segretario
della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB) hanno incontrato il
presidente Lula per "riprendere il dialogo con Mons. Cappio
e suggerire la creazione di una Commissione per studiare meglio
l’attuale progetto e analizzare le proposte elaborate da enti governativi,
specialisti e movimenti sociali che considerano fondamentale “rivitalizzare”
il fiume Saõ Francisco e tutelarlo dall’inquinamento",
come riporta una nota dell'agenzia di stampa MISNA.
Il 20 dicembre, dopo 24 giorni di digiuno che gli hanno fatto
perdere 8kg di peso, monsignor Cappio è stato ricoverato
d'urgenza all'ospedale.
La sera stessa, su pressione dei medici, amici e famigliari, monsignor
Flavio Cappio ha deciso di terminare il “digiuno di preghiera”.
"Chiudo il mio digiuno, ma non la mia battaglia... per garantire
la vita del Rio San Francisco e del suo popolo, garantire l’accesso
all’acqua e al vero sviluppo per l’insieme delle popolazioni di
tutto il semi-arido, non solo una parte" così come
riportato dall'agenzia di stampa MISNA.
Invitiamo persone, parrocchie ed associazioni prima a conoscere
il problema della deviazione del fiume San Francisco.
Leggi
la lettera di Mons. Cappio alle comunità del nord-est brasiliano
Rassegna stampa
Leggi
l'articolo di Silvio Mengotto sulla rivista on line della diocesi
di Milano "IncrociNews" - gennaio 2008
Leggi
l'articolo di Silvio Mengotto sulla rivista on line della diocesi
di Milano "IncrociNews" - dicembre 2007
Leggi l'articolo
di Tomaso Zanda sulla rivista "Missioni francescane"
del gennaio 2006 rispetto alla figura del vescovo e allo sciopero
della fame di due anni fa
Per ulteriori informazioni:
Visita il sito brasiliano
sulla deviazione del rio San Francisco e sul digiuno di Mons. Cappio
oppure scrivi a:
dirittiumani.ambrosiana@caritas.it
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