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Per continuare a crescere

"Ogni bimbo che nasce è il segno che Dio non si è ancora stancato dell'uomo".

Le Suore della Carità di Varna in Bulgaria sono convinte di questa frase di Madre Teresa e nessuno meglio di loro mi ha dato esempio di pazienza e tolleranza nell'occuparsi di più di 30 bambini con capacità linguistiche e manuali diverse e con background familiari spesso difficili.

Il loro sorriso mi ha accompagnato nelle giornate in cui ho cercato di dare un aiuto nella parrocchia di Varna,durante l'esperienza estiva dei Cantieri della solidarietà organizzata dalla Caritas Ambrosiana.

Per me, abituata a stare con bambini, nella maggior parte dei casi puliti ed ordinati, con genitori che hanno su di loro grandi aspettative non è stato certo facile capire le esigenze dei giovani bulgari, ascoltarle e mettere da parte la mia "voglia di fare e di migliorare il mondo il 15 giorni".
Ho così imparato ad utilizzare materiale povero o riciclato e ad accettare le esigenze dei piccoli.
Un sorriso, un abbraccio o una carezza sono per loro più importanti di un gioco istruttivo ben organizzato.

Lo stesso vale per gli adolescenti di Carev Brod un altro paesino a est della Bulgaria. Nascondono molte doti e la curiosità da loro dimostrata quando gli abbiamo insegnato loro a trasformare palloncini colorati in curiose forme o a cantare in italiano mi ha fatto capire che è importante " l'aiuto " di persone con cultura ed abitudini diverse per stimolare questi ragazzi a crescere consapevoli di volersi migliorare, senza dimenticare che la miglior conquista è lo stare insieme in modo corretto e pacifico.

Le adolescenti dell'orfanotrofio di Provadia invece si confrontavano invece spesso con noi ed in alcune di loro, la voglia di imparare a cucinare è grande. La pulizia dell'ambiente di lavoro, l'avere pazienza nel concentrarsi e nel seguire i vari passi per preparare di creazione di un dolce sono state le piccole conquiste quotidiane che ci eravamo posti.

Da tre anni insegno nella scuola primaria e secondaria. Questi non sono certo i traguardi che mi pongo abitualmente, ma sono convinta che ciò che il mitico gruppo partito da Malpensa il 6 agosto 2007 ha reso possibile in Bulgaria è stata una goccia nel grande mare del bisogno. Una goccia che in futuro sarà seguita da altre gocce che spero si moltiplichino.

Non è necessario andare in Bulgaria. E' utile, prima di tutto, sensibilizzare i ragazzi italiani a non sciupare il materiale scolastico per condividerlo con i bimbi bulgari. Tante sono le cose che i ragazzi di Carev Brod mi hanno insegnato, come vivere ritmi di vita meno serrati, avere meno aspettative e soprattutto fare il mio lavoro con ulteriore amore, senza sottovalutare l'importanza educativa di una carezza data o di un sorriso ricevuto, mettendomi maggiormente in ascolto delle sofferenze che i ragazzi portano con sé e che spesso non permettono loro di sentirsi sereni come hanno il diritto di essere.

La semplicità, la pazienza e l'accoglienza di suor Stella a Carev Brod mi ha fatto sentire meno lontana da casa ed accettata in un Paese straniero. Sono contenta di essere stata accolta con affetto e riconoscenza, la stessa che ho provato verso le suore benedettine e di Varna per un pezzo di "qualcosa di simile ad un trancio di pizza" preparata con cura ed attenzione per noi, o per una tazza di te offerta nel pomeriggio insieme ad una dissentante anguria.
Sono i semplici gesti e la pazienza che ci rendono più consapevoli dei nostri limiti e più capaci di amare e cercare affetto.

Auguro ad altri ragazzi la possibilità di fare la mia stessa esperienza in Bulgaria o in altri Paesi del mondo, sperando di continuare anche io a crescere limitando le mie esigenze superflue ed apprezzando la possibilità di ricevere e dare gioia a chi più di me ne ha bisogno.

di Dalila Spinelli
Cantieri della Solidarietà 2007
Carev Brod - Bulgaria

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