Il prossimo 27 dicembre la popolazione kenyana vivrà,
attivamente, un momento di grandissima importanza: si svolgeranno
infatti le Elezioni Presidenziali, per designare chi sarà alla guida
del paese nei prossimi cinque anni. A detta di molti, questo evento
rappresenta un momento di importanza cruciale per il futuro del
Kenya.
Presidente uscente e candidato per la rielezione è Mwai Kibaki,
leader del PNU (Partito di Unità Nazionale); suo principale
avversario è Raila Odinga, dell'ODM (Orange Democratic Movement).
Le considerazioni tecnico-politiche (nonostante siano tanti gli
spunti e le problematiche, a cominciare dalle accentuate divisioni
tribali al voto) si concludono qui, vista la mia, per ora, scarsa
conoscenza di entrambi i potenziali presidenti e in generale del
funzionamento del sistema politico kenyano, nei suoi vari livelli.
Riporto invece alcune immagini e impressioni su quello che fino
ad ora ho visto.
Come è facilmente immaginabile, dal mio arrivo a Nairobi ho potuto
assistere, talvolta direttamente, altre volte invece indirettamente,
leggendo e ascoltando notizie da quotidiani e telegiornali o da
testimonianze di altri, a un crescendo di intensità della campagna
elettorale, ma anche un aumentare di partecipazione cittadina, sotto
forma di dibattiti, comizi e incontri di approfondimento.
Interessante come, in occasione della venuta proprio di Kibaki a
Kahawa West, quartiere della periferia nord di Nairobi (nel
quale vivo da più di un mese), già di suo piuttosto vivo e movimentato,
esso si sia letteralmente trasformato, riempiendosi di una quantità
assurda di camion, pulmini, macchine e biciclette stracolmi di persone
(anche le biciclette!!!), soprattutto giovani, festanti e urlanti.
Un pomeriggio di gioia e festa.
Accanto a ciò va anche evidenziato come, soprattutto negli ultimi
giorni, si sia verificata una vera e propria escalation di violenza,
a Nairobi e in altre zone del Kenya, e, in un caso, proprio a Kahawa
West, dove gli scontri hanno portato a un morto.
Un vero e proprio atto di rivolta e protesta nei confronti di un
candidato parlamentare, già eletto a Kahawa cinque anni fa, ma che
da allora nel quartiere non si è più fatto vedere. Una chiara manifestazione
del diffuso malcontento nei confronti dei tanti politici che a fronte
di tante promesse elettorali, poi scompaiono.
Violenze a parte (ci tengo a sottolinearlo), mi fa positivamente
pensare e sperare quello che vedo. Da un lato la massiccia partecipazione
della gente, in particolar modo dei giovani. Dall'altro la maggiore
presa di coscienza rispetto alle tante ingiustizie da parte dei
politici rispetto alle quali tanti cittadini iniziano a rialzare
la testa e a ribellarsi. Sicuramente un buon segnale.
di Emanuele Rebecchi
Volontario in Servizio Civile all'Estero
Nairobi - Kenya
22 novembre 2007 |
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