Dieci giorni all'insegna del gioco e della solidarietà.
Ma anche l'emozione del primo volo in aereo, la calda accoglienza dei cittadini di Rho, le coinvolgenti attività organizzate all'oratorio feriale, le gite nel centro di Milano… Così ricorderanno il loro primo soggiorno in Italia gli otto ragazzi moldavi, dai 15 ai 19 anni, arrivati in Italia per uno scambio culturale con la parrocchia di Rho. Un'esperienza coinvolgente ed intensa, che ha visto la partecipazione dei giovani dell'oratorio locale e l'attiva collaborazione tra CSI Milano e Caritas Ambrosiana per la buona riuscita dell'iniziativa.
Una lingua comune: il gioco
Il tema dei giochi e delle attività di quest'estate è stato: "Nasinsu – Guarda il cielo e conta le stelle".
Si può partire proprio dal gioco per descrivere il successo di questa iniziativa. Infatti, nonostante le barriere linguistiche – i giovani moldavi, anche se possono contare diversi parenti o amici emigrati in Italia per lavoro, non parlano ovviamente italiano – i ragazzi hanno comunque saputo trovare un linguaggio comune proprio nelle attività ludiche: dalla costruzione di barchette e ranocchi di carta all’esecuzione di giochi che implicavano la riproduzione di suoni o movimenti, dall’apprendimento di qualche parola italiana imparata “sul campo” all’utilizzo di una vivace gestualità. Grazie anche all’attività di mediazione e di traduzione svolta dai volontari italiani impiegati sul posto, i giovani moldavi hanno così perso molta della timidezza legata all'impatto con una realtà straniera, riuscendo ad interagire con i ragazzi dell'oratorio e a catturarne l'attenzione.
La modalità relazionale e comunicativa del gioco è stata un’utilissima occasione di crescita personale per i ragazzi moldavi: prendendo parte essi stessi ai giochi in prima persona, hanno colto l’occasione per imparare le regole di giochi a loro sconosciuti. Molti ragazzi annotavano così nel proprio diario il nome dei giochi (in italiano) e le rispettive regole (in moldavo), così da poterli riproporre al ritorno anche nel loro Paese. Del resto, le stesse dinamiche di squadra instauratesi tra i ragazzi italiani e moldavi hanno finito per rendere i confini tra i due gruppi quasi inesistenti: era evidente come per i ragazzi non fosse tanto importante parlare italiano oppure moldavo, quanto giocare insieme ai bambini dell'oratorio feriale (contenti ed entusiasti di poter avere in squadra con loro uno di questi ragazzi dell'Europa dell'est).
Il viaggio in Italia
Il viaggio dei moldavi per l'Italia è cominciato la sera del 18 giugno dalla capitale Chisinau. Da lì il viaggio in automobile alla volta di Bucarest, dove un aereo li ha portati a Milano Malpensa all'ora di pranzo di venerdì 19 giugno.
Subito alloggiati a Rho presso la parrocchia, nel week end i ragazzi moldavi hanno conosciuto i volontari italiani della parrocchia S.Vittore di Rho. Lunedì 22 sono iniziate le tanto attese attività di animazione con i bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni dell'oratorio estivo. Il primo giorno i ragazzi moldavi hanno giocato come se fossero anche loro ragazzi beneficiari dell'oratorio feriale: hanno partecipato con entusiasmo ai giochi e alle attività, vivendo esperienze per loro nuove e del tutto inaspettate.
Nei giorni successivi, i ragazzi moldavi sono stati sempre più coinvolti nella gestione e conduzione delle attività e dei giochi, diventando a volte veri e propri protagonisti del gioco, spiegandolo ai bambini e conducendolo fino alla fine, come dei veri e propri "animatori". I ragazzi hanno poi avuto l'occasione di svolgere tutta una serie di attività collaterali al progetto: frequentare la piscina, recarsi in gita al mare a Sestri Levante, pranzare tutti i giorni insieme ai bambini, partecipare alle SS. Messe proposte dalla parrocchia. Nella serata finale del 28 giugno si è poi cercato di coinvolgere i ragazzi in prima persona, dando loro l'opportunità di proporre alcune danze e canti tipici moldavi.
Il tempo dei saluti è arrivato purtroppo molto presto, ma la sensazione è che i giovani volontari moldavi torneranno nel loro paese con molte cose da raccontare. Si tratta di un’esperienza che non si vuole fermare a queste poche giornate: ai ragazzi verrà chiesto, una volta in Moldova, di far fruttare le esperienze e le conoscenze accumulate in questi giorni, migliorando e potenziando le attività sociali e di animazione già esistenti nei propri villaggi.
Dice Ion, uno dei ragazzi coinvolti: "...la cosa nuova per me sono stati i giochi e il sistema di metterli in pratica con i bambini... è benvenuto questo progetto "Sport in Parrocchia" poiché i bambini e gli animatori più giovani ricevono consigli e idee riguardo le regole o i passi dei diversi giochi!"
Alina scrive: "Mi sono inserita velocemente nel gruppo di volontari italiani, grazie alla loro buona attitudine nei nostri confronti e grazie al fatto che avevamo differiti lavori implicandoci così in moltissime attività… ho anche capito questo: per comunicare con una persona non è necessario che conosci la lingua parlata da questa, è sufficiente sorridere, il più possibile!".
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