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Non lasciamo solo il Bangladesh

Comunicato stampa del 19/11/2007

Un milione di euro già messo a disposizione della rete Caritas per gli aiuti umanitari. Caritas Ambrosiana chiede ai fedeli e cittadini della Diocesi di Milano di contribuire a fare fronte all’emergenza e riportare la speranza nel Paese


Caritas Ambrosiana in collaborazione con Caritas Italiana e con l’intera rete internazionale vuole testimoniare la propria solidarietà alla popolazione del Bangladesh colpita duramente dal ciclone Sidr.
Da qui l’appello ai fedeli e ai cittadini della Diocesi di Milano perché possano con generosità aiutare la Caritas a fare fronte a questa emergenza e a porre da subito la base per i progetti futuri di ricostruzione e di riabilitazione necessari a restituire speranza e un futuro dignitoso all’intero Paese.
Secondo le fonti Caritas sono 15 i distretti più colpiti, migliaia i morti e i senza tetto. Bagerhat, Barguna, Patualkhali, Pirojpur, Barisal, Jhalakathi, Madaripur, Gopalganj e Bhola sono le zone dove più alto è stato il numero delle vittime.
La Caritas si è attivata sin dal primo momento con il sostegno della rete internazionale che ha già messo a disposizione un milione di euro – di cui 200.000 da parte di Caritas Italiana - per i primi interventi.
Da venerdì ha iniziato a distribuire aiuti alimentari a 400 famiglie a Kalapara, nella regione del Barisal. Ad ogni famiglia vengono dati 10 kg di riso, 2 di lenticchie e 1 di sale. Grazie all’azione dello staff e dei volontari sul terreno si sta anche facendo un monitoraggio dei bisogni più urgenti e delle situazioni più gravi.
Gli operatori Caritas a Khulna, Barisal e Chittagong lavorano intensamente per reperire gli alimenti e organizzare i trasporti, mentre la Caritas nazionale a Dhaka coordina le azioni e sta anche organizzandosi per soddisfare i bisogni non alimentari. Un team di 5 consulenti, della Caritas nazionale e di altre Caritas regionali, è arrivato venerdì 17 novembre a Barisal e Khulna per sostenere l’azione della Caritas locale. “Gli operatori Caritas – ci spiega Akhila D’ Rozario, responsabile di Caritas Bangladesh per la gestione delle emergenze e per i progetti di sviluppo – hanno passato la notte con le persone che hanno trovato riparo nei rifugi anticiclone per dare loro anche un sostegno psicologico”. In effetti circa 2000 rifugi sono stati costruiti dal 1991, grazie anche al sostegno di Caritas Italiana, e senza queste strutture il bilancio delle vittime avrebbe potuto assumere proporzioni ancor più catastrofiche. “Purtroppo – prosegue D’Rozario – in alcune zone sono stati distrutti quasi il 90% degli alberi, compresi quelli di mango e altri alberi da frutto che davano sostentamento alla popolazione. Bisogna con l’aiuto di tutti rimboccarsi le maniche e proseguire, senza scoraggiarsi, negli interventi di aiuto”.

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