Caritas Bangladesh ha un dipartimento che lavora per rispondere alle emergenze in casi di calamità naturali. All’arrivo del ciclone Sidr la rete Caritas sul territorio era già organizzata per aiutare la popolazione locale.
“Eravamo tutti riuniti in ufficio per organizzare lo stato di emergenza” racconta James Malakar, responsabile per le emergenze di Caritas Khulna. “Eravamo in comunicazione con i nostri coordinatori sul territorio che a loro volta hanno distribuito i compiti agli animatori nei villaggi. Gli abitanti sono stati condotti all’interno di cyclone shelters (rifugi anti-ciclone), scuole, chiese, ma in alcuni casi lo spazio non è stato sufficiente, con tragiche conseguenze per chi è rimasto fuori… Passato il ciclone, abbiamo distribuito, attraverso la nostra rete, i primi aiuti. Abbiamo raggiunto anche villaggi dove non operiamo abitualmente, ma che sono stati fortemente colpiti. Da subito abbiamo iniziato un lavoro di rilievo dei danni, per identificare le famiglie e i luoghi più bisognosi di aiuto e richiedere un sostegno anche da amici di altri paesi. Attraverso il cash for work (persone bisognose sono assunte per un periodo temporaneo per svolgere lavori di ricostruzione, ndr) abbiamo contribuito a sistemare strade e canali, oltre ad aver aiutato migliaia di persone che han perso il lavoro a causa del ciclone. Infine abbiamo distribuito materiale per chi deve riparare la casa, e in ultimo abbiamo iniziato ad aiutare la ricostruzione per chi la casa non l’ha più…”. Michael Biswas, direttore di Caritas Khulna, continua: “ringraziamo Caritas Ambrosiana che ci è stata vicina e ci ha aiutato in questi momenti difficili”, ringraziamento che è si allarga all’intera Diocesi di Milano, e a tutte le persone che con un gesto o una preghiera, si sono fatti prossimi vicini a questa terra e a questa gente.
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