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Dall'agosto 2001 i gruppi rom kosovari e macedoni - per un totale di 200 persone circa - sono stati trasferiti in un campo comunale. Per gli abitanti del campo si è reso evidente il bisogno di familiarizzare con il nuovo territorio e di conoscere i servizi ai quali avrebbero potuto fare riferimento. Inoltre il nuovo campo è stato allestito con estrema rapidità e al loro arrivo i rom non hanno potuto subito usufruire di acqua e luce. La Caritas Ambrosiana ha accompagnato il gruppo nell'insediamento nel nuovo spazio, sia supportando le famiglie nell'inserimento nella zona, sia interagendo con le Istituzioni.
La realtà in cui si trovano a vivere i rom ha sollecitato la Caritas ad ampliare il proprio progetto su tre aree specifiche: quella dei minori, della salute e dei rapporti delle due comunità rom con il territorio.
Intervento con i minori
L'inserimento nelle scuole dei bambini e degli adolescenti è stato considerato prioritario, quindi la sensibilizzazione delle famiglie rom e dell'istituzione scolastica è diventato un grosso impegno nel nuovo insediamento.
Ad oggi, nonostante le inevitabili difficoltà, la quasi totalità dei minori frequenta regolarmente le scuole della zona che trovano negli operatori della Caritas un punto di riferimento importante per quanto riguarda il contatto con le famiglie, la valutazione dell'andamento scolastico e la gestione di situazioni problematiche.
La necessità di spezzare l'isolamento dei minori che vivono al campo ha inoltre sollecitato l'ipotesi di uno specifico intervento di animazione, che è diventato l'occasione per creare ponti con l'esterno, cioè con tutti quegli spazi che il quartiere circostante e la città offrono: oratorio, impianti sportivi, biblioteca, cinema, luoghi dove i bambini ed i ragazzi rom trovano momenti di aggregazione.
La fascia d'età che con più forza ha sollecitato un intervento è rappresentata dal gruppo di preadolescenti ed adolescenti, molti dei quali ai margini della vita scolastica o di fatto già da essa esclusi.
Per chi appartiene a questa fascia d'età ed ancora frequenta la scuola media, la difficoltà è rappresentata da un reale disagio nel continuare tale percorso scolastico per le effettive carenze nella propria preparazione. Il bisogno di avere dei momenti specifici nei quali trovare la possibilità di rafforzare tali competenze diventa quindi indispensabile occasione anche per evitare un probabile abbandono, frequente fra gli adolescenti rom. Da qui la proposta di un intervento di sostegno scolastico pomeridiano gestito dagli operatori Caritas.
Dal settembre 2002 all'agosto 2004 l'intervento della Caritas con i minori, si è inserito nel Progetto 'Lacê' all'interno della rete 'Agorà' finanziata dalla Legge 285/97 "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza"; questo ha permesso un ampliamento ed una maggiore articolazione delle attività sul campo. Al termine del progetto è stato pubblicato un numero speciale della rivista Scarp de' Tenis dal titolo "Tutti i colori di via Novara" dedicato a questa esperienza.
Dal settembre 2004 l'attività rivolta agli adolescenti prosegue con il progetto STEP IN, che usufruisce dei finanziamenti della Comunità Europea. >>> p6
Intervento nell'ambito dell'area della salute
Anche per ciò che concerne l'area della salute, la Caritas svolge un ruolo di sensibilizzazione e mediazione rispetto all'uso dei servizi sanitari, in particolare nei confronti delle donne (nell'ambito della promozione della salute e della gravidanza) e dei bambini (nell'ambito della medicina di comunità, delle malattie infettive, delle vaccinazioni e del sostegno pediatrico).
Intervento di mediazione tra la comunità rom e il territorio
Il trasferimento nella nuova zona della città ha comportato l'ingresso in un territorio, ma soprattutto in un contesto sociale sconosciuto. Per questo la Caritas, attraverso la figura dei suoi operatori, ha perseguito e persegue l'ulteriore finalità di costruire una rete di sostegno alla comunità rom, alternativa al puro assistenzialismo che non permette il perseguimento dell'autonomia e del riscatto della propria dignità.
Rispetto a quest'area, il lavoro è consistito nel facilitare la progettazione e di fatto l'organizzazione di forme di contatto e partecipazione, tra soggetti del territorio e famiglie rom.
La creazione di legami con l'esterno è considerata fondamentale soprattutto per i minori. La realtà del campo si presenta infatti ancora slegata dal contesto circostante. La sua ubicazione lungo un'arteria stradale di intenso traffico, la lontananza da case, negozi, servizi e strutture di aggregazione, rendono di fatto questo spazio un mondo a parte. La scuola, per chi la frequenta, rimane pertanto l'unico legame con l'esterno ed in particolare con i coetanei.
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