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Il Pellegrinaggio alle Sante Marie - Camargue, 24 maggio 2005

Dal settembre 2004 la Caritas Ambrosiana è capofila del progetto STEP IN, sostenuto dalla Comunità Europea e al quale partecipano organizzazioni di sei Paesi europei. Il secondo meeting transnazionale si è tenuto in maggio, ed è coinciso con i giorni del pellegrinaggio a Saintes Maries de la Mer.
Al pellegrinaggio partecipano i gruppi Rom cattolici e quindi essenzialmente dell'Italia, la Francia, la Spagna... c'erano anche delle presenze dalla Svizzera, dall'Austria... quest'anno circa 12.000 persone hanno accompagnato la discesa della cassa con le reliquie delle Sante e Santa Sara sulla spiaggia.
Il pellegrinaggio dura circa una settimana e alle veglie, ai battesimi, alla catechesi si affianca la festa, nei campi di roulottes e camper, e in ogni angolo del piccolo villaggio, nelle piazze, nei locali.
Il clou è il 24 maggio con l'Eucarestia nella Chiesa fortificata del IX sec., la discesa della cassa con le reliquie delle Sante e l'accompagnamento di Santa Sara al mare.
La partecipazione è vivace, commossa, colorata.

L'Eucarestia nel giorno del pellegrinaggio a Santa Sara è stata celebrata dal Vescovo della Regione alla presenza del Vescovo dei Gitani, di circa trenta sacerdoti (soprattutto della Pastorale dei Rom-Sinti, gitani, zigani, manuches, genti del viaggio?) e tre diaconi.
La Chiesa era strabordante di gente, di canti, di preghiere, di grida: "Viva Santa Sara, viva le Sante Marie!" che più volte hanno interrotto l'intera celebrazione...
Dall'omelia:
...le sante, le donne hanno annunziato, arrivando in questo luogo, la Buona Novella, anche noi siamo qui per ricevere questo annuncio.
Se tornassero ci chiederebbero: "come va la vostra vita, la vostra vita di famiglia?" questo ci chiedono visitandoci, facendoci questa visita annuale. Noi abbiamo tanto da dire alle sante e loro hanno tanto da dirci; è la visita che fanno alla chiesa, la chiesa dei Rom, dei gitani... ma la chiesa di tutti.
Le sante donne erano vicine a Gesù, avevano una relazione importante con Lui, anche per noi la relazione con Gesù è importante? Anche la relazione con la chiesa tutta... con il Papa?
Nella loro visita annuale, nella loro visita di amicizia ci ricordano la chiamata di Gesù per ciascuno, nella chiesa. Rimaniamo quindi uniti alla chiesa, non viviamo separati, da soli, amiamo ciò che hanno amato le sante, viviamo come loro..."Dio solo può darci la fede, ma tu puoi dare la testimonianza, la pace, l'unione, il cammino, la luce, la vita, il desiderio di amare la vita... Dio preferisce contare su di te" .

Discesa della cassa con le reliquie (pomeriggio)
Dall'alto dell'abside viene calata la cassa con le reliquie delle sante, alle corde che fanno calare la cassa sono legati decine di mazzi di fiori. Sotto alla cassa numerose persone si affollano con delle candele in mano accese, la tradizione vuole che la prima candela che sarà spenta dalla cassa che scende sarà fonte di una grazia speciale per la persona che l'ha in mano.
Alla messa, alla discesa della cassa e alla successiva processione sono presenti sia i rom che i camarguesi nei loro abiti tradizionali; la piccola Santa rivestita dai molti mantelli - cuciti a mano pregando, come voto - è portata al mare a spalla, scortata dai cosiddetti guardiani a cavallo (mandriani della zona).

Il canto della processione verso il mare:
Sara, Sara, Santa e amica, ascoltami, ti prego
Sara, Sara, Santa e amica , ascolta la mia voce, la mia voce che prega.

  1. Tu sei di tutti, di tutti i nostri viaggi perché noi ti portiamo nel cuore, Tu ci ridoni il coraggio quando scende su di noi la sofferenza.

  2. Noi ti offriamo dei graziosi mantelli, in Camargue, alle Sante Marie, Per noi qui tutto è più bello, perché ci nutriamo di vita.

  3. Per il nostro grande pellegrinaggio tu sei sacra come una regina, noi veniamo qui di epoca in epoca, per provarti la nostra fede cristiana.

  4. Noi ti confidiamo i nostri segreti, noi ti presentiamo i nostri bambini, Noi ti portiamo dei grossi mazzi di fiori, noi ti abbracciamo con il cuore che batte.

  5. Questa sera noi canteremo per te, noi danzeremo attorno al fuoco, non saremo più che una sola voce che sale attraverso te verso Dio.

Il vescovo dei Gitani nella veglia di invio (la sera della fine del pellegrinaggio):
"...il Vangelo della tempesta sedata, per evitare che i discepoli morissero nel mare agitato... un miracolo che Gesù fa dopo quello della moltiplicazione dei pani, nel quale Gesù prende coscienza che quelli che lo avevano seguito rischiavano di morir di fame... anche qui in questi giorni il miracolo è quello della condivisione: il tempo passato insieme, gli aperitivi, la catechesi, i battesimi, le veglie... tempi di testimonianza spontanea... dite la folle speranza nel Signore! Il pellegrinaggio è un tempo di religiosità popolare, ma anche un tempo di fede folle e semplice come la vostra.
Il gesto di Gesù, di calmare la tempesta, raggiunge i discepoli in un tempo di incertezza, anche voi riprendete la strada dopo il tempo della condivisione: fortificate la vostra fede ed esprimetela, il Signore sarà sempre con voi, anche i vostri Rachai (preti), con loro è la Chiesa presente presso di voi..."

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