Negli ultimi anni l’attenzione di Caritas Ambrosiana si è concentrata sull’analisi delle povertà della famiglia. I dati raccolti sottolineano come la nascita di un figlio e i suoi primi anni di vita rappresentino una fase critica in cui le famiglie sono maggiormente esposte sia dal un punto di vista socio-economico, sia psicologico e relazionale.
In alcuni contesti di particolare fragilità, l’arrivo di un bambino si può trasformare in un momento di difficoltà tale da mettere in crisi le famiglie anche nella loro capacità di rispondere in modo sereno e consapevole ai bisogni dei loro bambini.
Un primo elemento di debolezza è legato alla crisi che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni; sono molti i nuclei familiari che, soprattutto a causa della perdita del lavoro, si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità economica, in cui anche la nascita di un figlio costituisce un elemento di ulteriore impoverimento.
La solitudine è un secondo fattore di criticità che colpisce soprattutto le donne alla nascita di un bambino e che spesso porta a una condizione di disorientamento e isolamento. Questo è particolarmente evidente nelle situazioni in cui le mamme sono sole e nelle famiglie senza una rete di supporto di parenti e amici. Quando le madri non sono sostenute da una famiglia allargata o da una rete sociale con cui poter condividere le difficoltà quotidiane si ritrovano sole ad accudire il proprio bambino, sono maggiormente esposte al rischio di emarginazione e difficilmente riescono ad accedere ai servizi e alle opportunità di sostegno alla maternità.
Infine, il rientro nel mondo del lavoro spesso diventa un grosso problema a causa della fatica nel conciliare i tempi di cura dei figli e quelli lavorativi. La ripresa del lavoro, quando c’è, o la sua ricerca, obbligano a cambiamenti difficili, a una nuova e spesso complessa gestione del tempo con un peggioramento della qualità di vita.
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