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Campo Caritas

Campo Caritas
Abruzzo 15-22 agosto 2009


Quando ho visto in tv nel mese di aprile
le immagini del terremoto in Abruzzo, subito
mi sono chiesto: io, cosa posso fare? Cosa
stanno vivendo queste persone? Allora, mi sono
detto che appena ci sarebbe stata la possibilità
di dare una mano in questo contesto di
emergenza, l’avrei fatto. Così, ho scelto di aderire
come volontario a questa proposta della
Caritas, insieme con don Graziano, ad alcuni
giovani del Decanato di Cesano Boscone con i
loro preti, più alcuni giovani di alcune parrocchie
di Crema e Treviglio (BG).

Il primo giorno i referenti Caritas del nostro campo, ci hanno dato indicazioni particolari sul nostro servizio e su come porci in questo contesto. Il mio servizio, all’interno di un campo gestito dalla Croce rossa, nel paese di Assergi, consisteva in due attività principali: ascolto e animazione e attività con i ragazzi. L’ascolto delle persone, soprattutto anziane, all’interno delle tendopoli è stato molto impegnativo e di sovente ha creato in me uno stato di impotenza in quanto di fronte alla sfiducia e al dolore delle persone, non eravamo in grado e non potevamo dare risposte ma solo ascoltare, stare vicino e cercare di attenuare la loro condizione; in particolare per me, che spesso parlo molto e ascolto poco, è stato difficile e mi ha segnato ed insegnato molto. Le attività con i bambini e ragazzi, dopo un primo giorno duro in quanto ci hanno messo alla prova, quasi sfidandoci, ha richiesto che mettessimo in gioco tutti i nostri talenti e le nostre capacità. Con le bambine, sono stati fatti dei laboratori manuali, della pittura e i compiti scolastici: erano molto dolci e si sono divertite tantissimo. Con i ragazzi, abbiamo giocato a pallone, tennis, a carte e alcuni dei più grandi si sono confidati sulle loro emozioni e sensazioni durante la notte del terremoto: il tutto con una tranquillità che mi ha scosso.
Durante la settimana, con i preti partiti con noi, abbiamo celebrato e animato la messa in diversi paesi e campi, dove i responsabili Caritas ci assegnavano giorno per giorno. Abbiamo anche vissuto una serata intensa di preghiera e adorazione con la gente della parrocchia di Paganica (AQ): momento che la Caritas propone ogni settimana.
Noi volontari siamo stati accolti in un campo della Caritas (gemellaggio Lombardia/ Sicilia) nel paese di Paganica (AG), dove dormivamo, mangiavamo, ci dividevamo i compiti per le pulizie e la cucina e ci confrontavamo alla sera sulle esperienze vissute nel corso della giornata. Eravamo divisi in gruppi e si partiva al mattino per fare servizio ognuno nel campo assegnato dai nostri coordinatori ed educatori. Devo dire che il clima tra noi volontari di diversa provenienza ed età, è stato splendido, gioioso e fraterno: lo custodirò sempre nel mio cuore.
In merito a questa esperienza penso e ripenso: non abbiamo fatto nulla di particolare o straordinario, ci siamo solo sentiti chiamare da una voce e abbiamo risposto.

Gerardo

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