Bomboniere e liste nozze solidali
 
Chi siamo
Cosa puoi fare per noi
La nostra attività
Eventi
Caritas e territorio
Centri di ascolto
Osservatorio
Documentazione
Volontariato
Aree di bisogno
Giovani e Servizio Civile
Internazionale
Ufficio Europa
Area per la stampa
Ricerca all'interno del nostro sito
REGISTRATI a www.caritas.it
Hit parade delle pagine più visitate

L'Unione Europea e la famiglia

Non esistono competenze comunitarie nell'ambito della politica familiare. Nel 1989 la Commissione europea ha sottoposto ai Ministri responsabili della politica familiare riuniti in sede di Consiglio una comunicazione sulle politiche familiari. Sulla base di tale comunicazione, il Consiglio ha concluso che alcune attività sarebbero state perseguite sul piano comunitario, in particolare:
- azioni di informazione, in particolare per la produzione e la presentazione di informazioni regolari sulla demografia e le misure concernenti la famiglia (strutture di custodia, attività femminile, natalità);
- la presa in considerazione della dimensione familiare nella pianificazione ed attuazione di politiche comunitarie pertinenti (ad esempio le pari opportunità tra uomini e donne);
- uno scambio costante di informazioni e di prassi, a livello comunitario, su grandi temi di interesse comune in materia di politica familiare.
Tali conclusioni sono state concretizzate attraverso le seguenti strutture:
1. Osservatorio europeo delle politiche familiari nazionali: istituito nel 1989 con la finalità di raccogliere i dati relativi alle misure riguardanti le questioni della famiglia e demografiche, poco a poco ha orientato la sua azione verso la valutazione e l'analisi dell'impatto delle politiche familiari.
2. Gruppo di interservizi della Commissione: assicura la presa in considerazione della dimensione familiare nell'attuazione delle politiche comunitarie.
3. Gruppo di alti funzionari della famiglia: formato da alti funzionari designati dai governi, rappresenta un luogo di scambi tra gli Stati membri e la Commissione sulle rispettive iniziative condotte nell'ambito della famiglia e su quelle da intraprendere per il futuro.
4. Contatti con le organizzazioni familiari e con il Parlamento europeo: la Commissione mantiene contatti regolari con la Confederazione delle organizzazioni familiari della Comunità europea (Coface) e dell'inter-gruppo parlamentare della famiglia, formato da deputati europei provenienti da tutte le componenti politiche, che si sforza di fare integrare la dimensione familiare in tutte le politiche comunitarie.

Per quanto riguarda l'influenza della politica sociale sulla politica familiare, la Comunità europea può intervenire a quattro livelli:
- a livello legislativo: nell'ambito del diritto del lavoro e delle condizioni di lavoro, della parità di opportunità, della protezione sociale;
- a livello dei Fondi strutturali e del Fondo sociale europeo ( ad esempio vi sono interventi che finanziano la custodia dei bambini di donne che sono in formazione professionale);
- a livello di scambi di esperienze e di identificazione di iniziative innovative che influiscono sulle politiche nazionali;
- a livello di scambio di riflessioni e di informazioni (osservatori, inchieste d'opinione, studi longitudinali e seminari).

La conciliazione della vita lavorativa e di quella familiare è al centro di importanti cambiamenti sociali, che interessano l'organizzazione del lavoro, i modelli demografici, la ristrutturazione della protezione sociale, la ripartizione dei compiti di assistenza e custodia delle persone a carico tra le donne e gli uomini e l'erogazione di servizi da parte del settore pubblico, del privato e del terzo settore.
In Europa sono in atto mutamenti di ordine demografico e sociale che pongono nuove sfide per quanto concerne l'erogazione dei servizi: una richiesta di servizi per la prima infanzia, una crescente tendenza alla costituzione di nuclei familiari monoparentali e l'invecchiamento della popolazione. L'assistenza è in larga misura un compito svolto dalle donne, spesso a livello informale e non retribuito o comunque sottopagato.
A tali sfide la Commissione ha reagito patrocinando progetti, studi, collegamenti in rete, discussioni e consultazioni. Si sono individuate diverse misure per facilitare la conciliazione del lavoro con gli oneri di assistenza: tali misure comprendono disposizioni relative al tempo, come congedi e orari ridotti, ma anche indennità pecuniarie e servizi di custodia dei bambini.
Il quarto pilastro degli Orientamenti per l'occupazione 1999 prevede lo sforzo di migliorare i livelli di accesso alle strutture assistenziali. I Ministri hanno concluso che una migliore conciliazione di lavoro e responsabilità familiari è un fattore fondamentale per tutta una serie di questioni sociali e hanno affermato la necessità di una custodia dei bambini economicamente sostenibile, accessibile e di qualità, nonché di regimi di congedo, fra cui quello parentale, e di politiche del lavoro compatibili con la famiglia. E' quindi facilmente comprensibile come la questione della conciliazione sia una dimensione di fondamentale importanza sia nell'ambito della politica delle pari opportunità, sia della politica familiare e della politica dell'occupazione.

Perché gli interventi di attuazione della conciliazione delle responsabilità familiari e professionali abbiano una reale efficacia, è preferibile che includano un ventaglio di misure. La Commissione europea, sulla base della raccomandazione del Consiglio del 31 marzo 1992 riguardante la custodia dei bambini, ha predisposto una guida di buone pratiche. In essa si suggerisce di adottare misure nei seguenti quattro settori:
1. servizi di custodia dei bambini
2. congedi parentali
3. ambiente, struttura e organizzazione del lavoro e del luogo di lavoro
4. promozione ed incoraggiamento ad una partecipazione maggiore degli uomini alla custodia dei bambini.

I dossier di Caritas Ambrosiana e del CDM
Il tuo nome
Il tuo indirizzo email
Indirizzo email del destinatario
Breve messaggio

Politica della privacy
Accetto
Non accetto
Ricerca Personale Privacy Indirizzo Contattaci Copyright Disclaimer F.A.Q.