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Il Trattato di Amsterdam afferma che l'Unione Europea si fonda
sul principio di libertà, di democrazia, sul rispetto dei diritti
fondamentali, nonché dello stato di diritto, presupposti comuni
a tutti gli stati membri. Definisce inoltre la procedura da adottare
in caso di violazione degli stessi.
L'art. 13, integrando quanto sancito dall'art. 12, vieta qualsiasi
forma di discriminazione sia essa fondata sulla nazionalità, sul
sesso, sulla razza, sull'origine etnica, sulla religione sulla convinzioni
personali, l'età le tendenze sessuali e sull'handicap. Relativamente
a tale punto il Trattato rafforza l'impegno degli Stati membri nei
confronti dei disabili.
L'art. 2 promuove uno sviluppo armonioso, equilibrato non inflazionistico
delle attività economiche. Ribadisce, inoltre l'importanza delle
regole che tutelano l'ambiente riconosce, fra gli obiettivi prioritari
dell'UE, un miglioramento del livello occupazionale, del tenore
e della qualità della vita.
" L'azione della Comunità .....mira ad eliminare le ineguaglianze
nonché a promuovere la parità fra uomini e donne".
Il Consiglio Europeo di Lisbona (marzo 2002) ha dichiarato che
la costruzione di un'Unione più inclusiva è elemento essenziale
per il perseguimento degli obiettivi strategici della Strategia
di Lisbona: crescita economica, miglior qualità dell'impiego e maggior
coesione sociale. Il Consiglio ha inoltre evidenziato la necessità
di un coordinamento delle politiche per combattere la povertà e
l'esclusione sociale tra gli Stati membri, sulla base del "Metodo
di Coordinamento Aperto" comprendente piani nazionali di azione
e un programma di azione presentato dalla Commissione per favorire
la cooperazione in questo settore.
La strategia adottata ha un' impostazione pluridimensionale:la povertà
e l'esclusione sociale assumono infatti forme complesse che obbligano
a ricorrere a una vasta gamma di politiche nel quadro di questa
strategia globale. Parallelamente alla politica occupazionale, la
protezione sociale svolge un ruolo di primo piano, ma si deve riconoscere
anche l'importanza di altri fattori quali l'edilizia abitativa,
l'istruzione, la sanità, l'informazione e la comunicazione, la mobilità,
la sicurezza e la giustizia, il tempo libero e la cultura.
Gli obiettivi comuni per il secondo ciclo dei piani nazionali d'azione
approvati nel 2002 dal Consiglio Europeo sono:
- Promuovere la partecipazione all'occupazione e l'accesso di tutti
alle risorse, ai diritti, ai beni e ai servizi;
- Prevenire i rischi di esclusione;
- Intervenire a favore delle persone più vulnerabili;
- Mobilitare l'insieme degli attori.
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