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La Strategia Europea per l'Occupazione (chiamata anche Processo
di Lussemburgo) è lo strumento principale per dare un comune indirizzo
alle politiche occupazionali degli Stati membri e per assicurare
il coordinamento delle priorità a livello europeo.
La SEO è stata lanciata dal Consiglio Europeo di Lussemburgo (novembre
1997) sulla base del titolo del Trattato di Amsterdam sull'occupazione
(Sviluppo della SEO).
L'Unione si impegna ad attuare una strategia coordinata, basata
su un metodo di confronto condiviso e su un quadro di azione comune
fissato negli orientamenti per l'occupazione. Con tale procedura,
ogni Stato membro ha iniziato a elaborare annualmente un "piano
d'azione nazionale" (NAP) in cui sono descritte le misure adottate
per recepire gli orientamenti comunitari. Inoltre, sulla base di
un "rapporto congiunto" adottato dalla Commissione europea, che
fa seguito alla stesura dei NAP e ne analizza i contenuti, il Consiglio
formula raccomandazioni specifiche per paese.
Per combattere la disoccupazione e migliorare le prospettive di
inserimento al lavoro, è prevalso un approccio di tipo integrato
che, diversamente dalle politiche tradizionali per il mercato del
lavoro, si collega più strettamente alle politiche macroeconomiche
e all'insieme degli interventi rivolti alla crescita e all'ammodernamento
dell'economia, fra cui in particolare le politiche per l'istruzione,
la tassazione, l'industria e il territorio.
In seguito alla valutazione del 2002 sui primi cinque anni, si è
evidenziata la necessità di portare avanti questo processo, allineandone
gli obiettivi alla strategia di Lisbona per la crescita economica,
l'occupazione e la coesione sociale.
Nel 2003, il Consiglio ha stabilito tre obiettivi fondamentali:
pieno impiego, qualità e produttività nel mondo del lavoro e rafforzamento
della coesione e dell'inclusione sociale.
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