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 Oggi è nato un salvatore

Natale è il grande mistero di pace, della liberazione, di Dio che viene in mezzo a noi, l'Emmanuele il Dio con noi, colui che prende la nostra carne mortale, entra nella nostra storia, la nostra storia umana, fatta di drammi, di povertà. Ogni giorno nel mondo intero accadono cose tremende: le notizie ci parlano di guerre, di vittime, di terrorismo, che poi colpiscono le persone deboli, le persone inermi.
Tutti parlano di pace, la richiamano, ma l'impressione è che si allontani sempre di più. Si scopre però al contempo che questo grande desiderio di pace, rimane, scorre ancora nel mondo, è radicato nelle nostre coscienze. Proprio in questo contesto risuonano ancora con più forza le parole del Vangelo: Pace in terra agli uomini di buona volontà (cfr. Lc 2,14).
Anche come Caritas, come operatori della carità dentro la vicenda delle nostre comunità cristiane dobbiamo allora saper gioire e accogliere questo grido di pace: dobbiamo accoglierlo nei nostri cuori, nella vita delle nostre comunità, nelle testimonianze quotidiane. "Mi sarete testimoni": è l'invito del nostro Arcivescovo in questo cammino pastorale, in questo percorso che dobbiamo compiere in questi anni, questa passione evangelizzatrice di uomini e donne che vogliono annunciare questo grande mistero, questa sorpresa che arriva nel mondo di un Dio che si fa uomo.
Ecco allora che pur in questa tragedia grande che sta devastando, sta portando i suoi segni pesanti nel mondo intero, dobbiamo cogliere questo seme di pace, questa speranza che è accolta, che è invocata, che ha un volto, una storia: il bambino Gesù. Dobbiamo saper testimoniare che questa salvezza è per tutto il mondo: Gesù, questo bambino inerme, debole, convoca a sé la storia del mondo intero. Gesù ha scelto poi di nascere povero: Maria e Giuseppe cercavano casa, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
In particolare allora dobbiamo avere questa attenzione alla povertà: dobbiamo testimoniare questo legame forte tra accoglienza dei poveri, condivisione di povertà, attenzione e cura dei poveri, sapendo che vi è un forte legame col volto di Gesù, è l'attenzione cristologica di cui si parla nella Novo Millennio Ineunte. Come Caritas siamo legati fortemente a questa realtà di condivisione: il mistero di Gesù che nasce povero a Betlemme, in uno scenario che poi è subito segnato da decreti che ordinano stragi, ci apre a quest'attenzione, al volto del povero, che ci permette di fissare lo sguardo su Gesù.
Dobbiamo quindi incamminarci sulla via della testimonianza della carità arricchiti dalla gioia del Natale, che vogliamo contraddistinguere anche nelle nostre comunità da momenti accoglienza, di condivisione: le tante esperienze di ospitalità, le esperienza significative di condivisione nei giorni di festa con le persone più deboli, più fragili, ci fanno partecipare con grande speranza a tutto il cammino che stiamo compiendo come Caritas.
Tutto ciò ci conduce anche a vivere quell'attenzione alla pace che si svilupperà poi durante tutto il mese di gennaio.
Buon Natale allora a tutti, con l'augurio che questo anno che si inaugura sia un anno segnato profondamente da questo desiderio di pace.

Don Virginio Colmegna

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