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 Vesti e rivesti

Abbiamo chiesto a don Carlo Pirotta, responsabile Caritas del decanato di Abbiategrasso, di raccontarci l'esperienza del negozio dell'usato "Vesti e rivesti".
Quando e come nasce l'idea di un negozio dell'usato?
La gente butta via un sacco di vestiti ancora in ottimo stato. Vestiti che potrebbero tornare utili a tante persone che non hanno le condizioni per farsi un guardaroba in un normale negozio di abbigliamento. Da questa duplice, semplicissima constatazione, nasce l'idea primitiva di mettere in piedi un negozio di abbigliamento "alternativo", dove con pochi euro si possano acquistare vestiti più che dignitosi. Risale a settembre del 2000, l'apertura ad Abbiategrasso di un negozio, gestito dalla Caritas locale, denominato "Vesti e Rivesti". Un nome che bene esprime la "filosofia" che ci sta dietro: dare dignità ad ogni persona, anche la più indigente, creando le condizioni perché possa acquistare ciò di cui ha bisogno con i propri mezzi, senza dover continuamente elemosinare dagli altri. Da " Vesti e rivesti" le persone possono, con pochi euro, "rivestirsi" con quanto è già servito per vestire altri, senza che questo sia considerato "materiale di scarto".
Quale iter avete seguito per avviare l'attività?
Il progetto del negozio si inserisce in quello più ampio della raccolta di indumenti usati che la Caritas, attraverso la Cooperativa "Vesti Speranza", gestisce in 56 Comuni del territorio dove si trovano gli appositi cassonetti. La Cooperativa "Vesti Speranza" che è una cooperativa sociale di tipo b, per l'inserimento lavorativo delle fasce deboli, opera ad Abbiategrasso, dalla fine del '98, nel settore della raccolta e del riciclaggio di abiti usati e dell'assemblaggio di giocattoli. Il negozio costituisce il terzo ambito di attività della cooperativa. L'avvio del negozio è stato agevolato dalla presenza di una struttura organizzativa già consolidata. Per avviare l'attività è stato necessario richiedere al Comune una apposita licenza per il commercio delle merci usate. Esisteva già una partita IVA per la gestione degli altri ambiti di attività della cooperativa, pertanto, è stato sufficiente comunicare all'ufficio IVA del comune l'apertura di un nuovo settore di attività.
Quali sono state le spese necessarie per avviare l'attività?
Inizialmente, oltre all'affitto dei locali e alle spese per gli allacciamenti di luce, gas e telefono è stato necessario acquistare della merce usata per allestire il negozio. (L'investimento iniziale è valutabile in un paio di milioni di vecchie lire). Successivamente non è stato più necessario acquistare merce per la vendita: le donazioni dei privati e dei commercianti hanno sempre spontaneamente garantito l'assortimento dei capi.
Attraverso quali canali vengono raccolti gli abiti?
Quanto arriva al negozio "Vesti e Rivesti" è perlopiù il frutto di donazioni di singole persone o di altri negozianti che, spesso, a fine stagione, desiderano "disfarsi" dei capi invenduti. Il ritiro dei capi donati avviene durante l'orario di apertura del negozio. Per ciò che riguarda l'aspetto contabile è utile segnalare che le merci donate dai privati non devono essere registrate in entrata. Le merci donate dai negozianti, in genere, sono accompagnate da una bolla e da una fattura che denuncia un importo simbolico: pertanto devono essere registrate anche in entrata. Tutti i capi sono registrati, in uscita, tramite regolare scontrino fiscale.
Siete soddisfati dell'andamento dell'iniziativa?
Da subito l'iniziativa ha riscosso un notevole successo, specie tra gli extracomunitari e le fasce più povere della popolazione. Successo che è andato crescendo con il diffondersi della conoscenza. Non è stato necessario farsi pubblicità. Il passa parola, qualche annuncio sui giornali locali, la collaborazione delle Parrocchie sono stati sufficienti a richiamare clienti e donatori.
Come funziona il negozio?
Il negozio, in cui lavorano due commesse part time, oltre ad una responsabile, è aperto cinque giorni la settimana (dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19) ed è visitato in media da una cinquantina di clienti al giorno, i quali escono in genere più che soddisfatti e spesso ritornano per altri acquisti. Anche il rapporto con i negozianti della zona è buono, in quanto spesso sono essi stessi a far pervenire in negozio abiti ancora nuovi. Generalmente il negozio chiude il mese di agosto e durante il mese di luglio è aperto solo al mattino. Non è vincolato a rispettare degli orari di apertura come i "normali" esercizi, ma è tenuto a notificare al comune gli orari di apertura e il periodo di chiusura settimanale ed estivo.
In che rapporto si pone il negozio rispetto alle Parrocchie?
Le persone accompagnate, da un punto di vista economico, dai Centri di ascolto e più in generale dalle Parrocchie di Abbiategrasso, vengono inviate al negozio con un tesserino che dà loro diritto a degli sconti. Indicativamente pagano 1 euro e acquistano merce per 5 euro. Il tesserino rilasciato dai Centri di ascolto dura tre mesi, può essere rinnovato a discrezione degli operatori.
Da un punto di vista economico il negozio è in grado di mantenersi in vita?
Il fatturato dell'anno 2002 dimostra che "Vesti e Rivesti" ha avuto una parabola in costante ascesa dalla sua nascita ad oggi. Le entrate consentono di coprire abbondantemente le spese di gestione. Gli utili vengono accantonati per sopperire eventuali perdite anche degli altri due settori di attività della cooperativa. Le spese di gestione comprendono gli stipendi del personale, tre part time, le spese di luce, gas e telefono. Attualmente il negozio gode di ambienti avuti in comodato gratuito dal comune, per un periodo di 6 anni.
Di quali spazi disponete?
A un anno dall'apertura il negozio si è dovuto allargare, nell' attuale sede di via San Carlo 23/a, dispone di uno spazio di circa 100 mq per la vendita, di servizi propri, e di 200 mq di soppalco e scantinato per l'immagazzinamento e la selezione degli abiti.
Come vengono immagazzinati e preparati gli abiti?
Generalmente le persone che donano gli abiti hanno già fatto una selezione e consegnano solo capi in buono stato, già lavati e stirati. Tuttavia, a volte, occorre scartare dei capi e destinarli ai cassonetti per il riciclaggio o prepararli alla vendita lavandoli, stirandoli,ecc. Nella sede iniziale il negozio disponeva anche di uno spazio lavanderia/stireria/sartoria gestito da due volontarie che si occupavano della messa a punto dei capi. Attualmente le stesse volontarie ritirano settimanalmente i capi da riordinare. Lavano, stirano e cuciono gli abiti in uno spazio loro riservato in Parrocchia e periodicamente riportano la merce riordinata al negozio. Generalmente le persone donano gli abiti a fine stagione, pertanto occorre immagazzinare la merce per diversi mesi prima di poterla mettere in vendita. L'assortimento delle taglie è sempre garantito dall'abbondanza delle merce donata. I prezzi degli abiti sono definiti per "categoria" a partire da 1 euro: 4 o 5 euro una gonna o un pantalone, 25 o 30 euro un cappotto. Capi nuovi, di moda o di particolare valore (pellicce, capi in pelle…) possono essere venduti a prezzi maggiori, ma mai superiori a 50 euro. La biancheria viene raccolta e venduta solo se nuova, ancora confezionata. Quali obiettivi vi sembra di avere raggiunto? Innanzi tutto sono stati creati tre posti di lavoro, inoltre, possiamo dire, almeno per ora, di aver vinto una scommessa, perché nel nostro mondo consumistico un negozio come questo dimostra che la gente è tutt'altro che disposta a spendere ad occhi chiusi. Tanti cercano invece di risparmiare, soprattutto in un settore come quello dell'abbigliamento dove i criteri dettati dalla moda non sono fortunatamente accettati passivamente da tutti. Ci si può benissimo "rivestire" con quello di cui altri si sono già vestiti prima di noi. L'educazione ad un uso responsabile dei beni passa attraverso anche piccoli progetti come questo.
A chi è possibile rivolgersi per ulteriori informazioni?
Ci si può rivolgere a:
- Segreteria Caritas decanale Abbiategrasso 02/94966897;
- Signora Cristina Dell'Acqua, coordinatrice del negozio "Vesti e Rivesti" - Via S. Carlo 23, - Tel. 02/9465096; -
Cooperativa "Vesti Speranza" - Via W. Tobagi, 5
- Tel. 02/9465154.

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