Sostieni le microrealizzazioni
 

Ricerca all'interno del nostro sito
REGISTRATI a www.caritas.it
Home >
Giornata per la vita


1 Febbraio 2004 - XXVI Giornata per la vita

In questo periodo molti e forti sono i richiami al tema della famiglia. La famiglia è certamente chiesa domestica, luogo dove si esprimono grandi dimensioni di valore anche sacramentale: la famiglia ha però anche un risvolto di natura sociale, perché costruisce questa piccola comunità di appartenenza che non è chiusa in se stessa ma è aperta alla dimensione sociale, diventa capace, nei legami con altre famiglie, di sviluppare questo senso di appartenenza solidale che è una delle dimensioni fondamentali.
Non si può parlare di famiglia senza legare questo tema alla promozione della vita, alla fecondità, non solo perché la famiglia ha in sè questa dimensione che accoglie, che genera vita, che può generare vita, ma anche perché la famiglia ha questa dimensione di fecondità sociale che è certamente molto importante. Riportare allora al centro l'attenzione alla famiglia significa anche riportare al centro l'attenzione a tutta la situazione dei minori, dei bambini, dei figli, che sono il futuro della nostra società.
Il titolo del messaggio rivolto dai Vescovi in occasione della Giornata della vita è molto eloquente: Senza figli non c'è futuro. Nei confronti dei minori è necessario individuare un percorso di natura formativa, educativa e allora l'attenzione nostra, come Caritas, va a tutte quelle situazioni, drammaticamente vaste nel mondo intero ma che troviamo anche qui vicino a noi, di bimbi abbandonati che non hanno un legame significativo che permetta loro di crescere nel luogo affettivo primario che è la famiglia, di minori emarginati, soli, dove le famiglie non sono in grado di seguirli e qualche volta vanno allontanate da un compito che va a scapito dei minori stessi. Penso anche alle realtà di affidamento e a tutte quelle attenzioni comunitarie: abbiamo bisogno di ripensare a tutte le nostre attività di natura educativa, di natura sociale, proprio con al centro questo forte interesse per la domanda formativa di affettività che i minori chiedono.
Credo profondamente che la riflessione attorno al tema dell'affido, attorno alle risposte al disagio, alla tutela del minore, alla promozione dell'interesse dei minori, cercando di combattere tutte le forme di sfruttamento minorile in tutte le loro dimensioni, siano elementi importanti su cui, come Caritas, siamo coinvolti profondamente.
Dobbiamo cercare di capire poi che la nostra tradizione educativa, formativa è un grosso patrimonio. Penso alla funzione straordinaria che hanno gli oratori all'interno della nostra pastorale, penso a tutte le attenzioni di volontariato educativo presenti sui nostri territori, nelle nostre parrocchie, penso al legame con la scuola, al sostegno che viene dato alle famiglie, alle famiglie in difficoltà: è questo uno straordinario lavoro che ha bisogno di non dimenticare mai il centro e il cuore di questo atteggiamento formativo, che sta proprio in questo straordinario desiderio di vita.
Questo desiderio è una speranza grande che incrocia la grande realtà della famiglia: esso diventa inevitabilmente difesa della vita ma cresce nella misura in cui impariamo ad apprezzare la vita fin dal suo apparire e fino al suo scomparire, a tutti i livelli, educativo, formativo ma anche sociale, con tutti i suoi risvolti economici e istituzionali. In questo periodo poi l'attenzione ai minori diventa un'attenzione non solo di carattere assistenziale ma una priorità, che mette in gioco anche il valore delle comunità e delle comunità locali: quindi una parrocchia che vive l'attenzione alle fragilità in modo solidale, come del resto la Caritas sollecita, incontra il tema dei minori come tema decisivo.
Una Caritas che, insieme alla pastorale giovanile, all'oratorio, alla pastorale della famiglia all'interno della vita della comunità, si interessa anche dei minori, non si interessa di una realtà che è "accanto" ma di una realtà decisiva, proprio perché anche i cambiamenti sociali e istituzionali rischiano di rendere il minore sempre di più "oggetto" di attenzione e non "soggetto", protagonista dal punto di vista formativo ed educativo. Anche le grandi esperienze di accoglienza, di comunità, di affido, di adozione, che riguardano anche l'ambito internazionale in cui molte comunità sono coinvolte, e che i missionari sviluppano nel mondo intero, devono tornare in questo nostro bagaglio formativo. Vogliamo allora richiamarci questa attenzione, ricordando le parole conclusive del messaggio della Giornata per la vita:
"Per affrontare questi impegni non mancano le risorse di tanti uomini e donne che credono nella vita. Credono anche quando le condizioni di disabilità lasciano intravedere un futuro difficile e lottano per renderlo il migliore possibile. Testimoni ad un tempo di amore alla vita e di speranza per il futuro".

Don Virginio Colmegna

Torna all'indice

Carta Equa
Il tuo nome
Il tuo indirizzo email
Indirizzo email del destinatario
Breve messaggio

Politica della privacy
Accetto
Non accetto
Ricerca Personale Privacy Indirizzo Contattaci Copyright Disclaimer F.A.Q.