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Caritas Ambrosiana e minori

CARITAS AMBROSIANA E MINORI: UN IMPEGNO CHE SI RINNOVA

Il contesto sociale
Secondo l'ultimo censimento, in provincia di Milano circa il 10% della popolazione ha meno di dieci anni. Questo dato rimanda alla ormai nota dinamica demografica che si caratterizza per due aspetti fondamentali: il netto calo delle nascite e l'allungamento della durata della vita. Se queste tendenze continueranno, nei prossimi anni andrà sempre più rafforzandosi la figura di un bambino, spesso figlio unico, circondato da persone anziane che da un lato potranno soddisfare maggiormente i suoi bisogni, ma dall'altro lo porteranno ad un continuo adattamento alla vita degli adulti.
A Milano, così come nel suo hinterland, sembra inoltre sempre più delinearsi uno scenario in cui:
- mancano spazi idonei e usufruibili pienamente dai bambini;
- i problemi connessi alla solitudine dei minori sono in aumento;
- cresce l'abbandono della scuola senza aver completato l'obbligo scolastico;
- le violenze e gli abusi denunciati sono sempre più numerosi.
Un eloquente indicatore di questo processo di precarizzazione dell'infanzia è il fatto che i minori presi in carico dai servizi sociali stanno crescendo nonostante il calo delle nascite. Il disagio relazionale sembra inoltre diffuso anche nelle classi sociali abbienti: i servizi sociali rilevano, infatti, l'aumento delle segnalazioni per maltrattamenti o relazioni abusanti per minori delle classi medio alte.
Va osservato che le difficoltà di bambini e ragazzi nella maggior parte dei casi nascono in famiglia.
In essa alle difficoltà materiali si affiancano con sempre maggiore frequenza quelle relazionali a causa della crisi della coppia o dei legami complessi e alle volte tesi con la rete parentale e anche per la quasi totale scomparsa dei cosiddetti rapporti di "buon vicinato" che affiancavano la famiglia nel passato.
Altro fenomeno legato per diversi aspetti ai precedenti è la crescita delle famiglie monogenitoriali. Nella maggioranza si tratta di madri con figli, dato spiegato dal fatto che in una parte dei casi si tratta di vedove; in altri casi (percentualmente crescenti) di separazioni dei coniugi, in cui i figli vengono in prevalenza affidati alla madre; in altri ancora di figli naturali non riconosciuti dal padre. Queste famiglie risultano spesso connotate da forme di debolezza sociale, soprattutto quando manca un'adeguata rete di sostegno familiare.
Infine, esistono le cosiddette "famiglie multiproblematiche" caratterizzate dalla compresenza di più fattori che possono contribuire a rendere alcune situazioni fortemente rischiose dal punto di vista psico-sociale: essi intervengono, come è noto, insieme ad altri elementi di contesto con i quali interagiscono, ad orientare i processi evolutivi dei singoli soggetti in direzione dell'adattamento o del disadattamento.
In una ricerca su tali famiglie, che comprendono tre generazioni legate da un complesso gioco di relazioni, Cirillo ha evidenziato alcuni tratti caratteristici (cfr. S.Cirillo, M.V. Cipollini, "L'assistente sociale ruba i bambini?", Raffaello Cortina Editore, Milano 1994). Il disagio arriva ad assumere connotati esterni di miseria e di decadimento sociale e personale ed è spesso esibito e usato come mezzo per punire e svergognare uno o più membri della famiglia d'origine con i quali esistono condizioni di conflittualità o frustrazione non esplicitate. Gli aiuti ricevuti dall'assistenza pubblica quasi mai vengono utilizzati in modo pertinente. Frequentemente uno o più membri della famiglia sono colpiti da rilevanti disturbi psichici di personalità o di tipo antisociale, derivanti da un'infanzia segnata da gravi privazioni affettive. Tale disagio psichico viene peraltro negato anteponendo ad esso bisogni materiali o di altri membri della famiglia stessa, con conseguenze facilmente immaginabili per i soggetti più deboli del nucleo, i bambini.
Considerati tali dati, appare sempre più importante controllare tutte le situazioni di disagio che ruotano intorno al nucleo familiare del minore. Infatti, se il nucleo familiare non vive in condizioni dignitose, non si può agire sul minore in modo efficace. E' inoltre sempre più riconosciuta l'importanza di seguire un approccio multidisciplinare, costituendo una équipe di lavoro composta sia da operatori sociali che da operatori con competenze pedagogiche e psicologiche.
A causa delle molte sfaccettature dei problemi e dei diversi membri della famiglia che presentano difficoltà, gli interventi richiesti sono spesso complessi e l'operatore sociale può trovarsi da solo a fronteggiarli, con il rischio di focalizzare l'attenzione su un solo aspetto, quello più urgente, tralasciando gli altri.

Le esperienze in atto
Nel suo compito di favorire e promuovere l'attenzione alle varie situazioni di povertà presenti sul territorio e nel mondo, la Caritas considera la tutela dei minori tra gli obiettivi prioritari del suo operare.
Tale attenzione ha dato vita negli anni a numerose iniziative e progetti ad opera della Caritas stessa o delle cooperative ed associazioni ad essa collegate.
A titolo esemplificativo ricordiamo gli ambiti di intervento: i progetti a carattere internazionale, i minori extracomunitari, il successo scolastico, l'accoglienza sia in comunità sia familiare, la promozione del benessere e la prevenzione del disagio, le politiche sociali e lo sviluppo di comunità.
Rispetto all'ambito internazionale è facilmente intuibile come i minori siano tra le fasce della popolazione più colpite in situazioni di emergenza e post-emergenza. L'area internazionale di Caritas Ambrosiana opera in relazione con le Caritas diocesane straniere, sostenendo i progetti che nascono da queste ultime. Per quanto riguarda i bambini ed i ragazzi extracomunitari nel nostro Paese va osservato che nella maggioranza dei casi essi vengono accolti e presi in carico con le loro famiglie. La Cooperativa Farsi Prossimo gestisce alcuni centri di accoglienza ed è fattivamente impegnata nell'integrazione di minori stranieri e delle loro famiglie.
Un'altra area di particolare impegno per Caritas Ambrosiana e le realtà ad essa vicine è quella che si riferisce al successo scolastico e formativo.
Gli interventi agiscono su due livelli: uno di gestione diretta di servizi, l'altro di promozione ed accompagnamento delle realtà che in Diocesi operano con ragazzi con difficoltà scolastiche. I circa 180 doposcuola diocesani rappresentano una notevole risorsa che agisce per prevenire la dispersione scolastica: il disagio su cui si cerca di intervenire non è solo quello didattico, legato allo scarso profitto scolastico, ma spesso è anche e soprattutto di carattere psicosociale.
La Cooperativa San Martino realizza invece direttamente progetti rivolti tra l'altro al successo formativo: il centro d'aggregazione giovanile Poliedro, lo Spazio Socrate ed iniziative rivolte all'aggregazione e alla progettazione condivisa rivolte ai ragazzi del territorio, tra cui anche l'esperienza delle scuole-bottega. Va inoltre ricordato un progetto realizzato presso il campo Rom di via Novara volto a favorire l'inserimento scolastico dei bambini che vivono nel campo.
Un quarto ambito di intervento per la Caritas Ambrosiana e le realtà che ad essa fanno riferimento riguarda la solidarietà diffusa ed i progetti di prevenzione del disagio dei minori. In questo campo i progetti sono molto diversificati soprattutto a causa della complessità dei bisogni.
Un intervento significativo è certamente la realizzazione del Progetto Sestante, grazie ad un finanziamento della Fondazione Umana Mente che ha permesso la realizzazione di quattro centri di counselling. I Centri di Counselling si pongono tra i diversi servizi rivolti ai minori in una prospettiva per molti aspetti innovativa, proprio perché vogliono tenere conto delle considerazioni sopra dette. Cos'è il counselling? Non è facile spiegarlo. Dietro a questo termine si intrecciano diverse scuole di pensiero, svariate applicazioni, modelli di riferimento differenti.
Esso è fondato sulla convinzione che nella persona vi sono le risorse interiori necessarie perché esca con le sue forze dalla situazione di crisi nella quale si trova. L'operatore interviene per riattivare o riorganizzare le risorse originarie. Il counselling si estende quindi in ambiti più ampi di quelli considerati nella terapia psicologica, nei quali è necessario un aiuto anche se non c'è una patologia. La tipologia di servizio che viene proposta nel Progetto Sestante con il nome di "counselling" è un luogo di ascolto, progettazione educativa, orientamento e accompagnamento, aperto ad una pluralità di utenti quali:
- minori con un malessere latente, non ancora presi in carico dai Servizi Sociali ma fruitori dei centri diurni, degli oratori o semplicemente delle scuole,
- minori accolti nelle comunità alloggio;
- adulti che operano con bambini e ragazzi, come ad esempio educatori e insegnanti.
L'obiettivo primario è pertanto quello di costruire, sostenere ed assicurare una rete di "opportunità", costruita da risorse ed interventi diversi e specialistici, capace di progettare e gestire i concreti percorsi di "presa in carico individuale". Nell'ambito della prevenzione del disagio e della promozione del benessere degli adolescenti, operano, con metodologie partecipative e promozionali volte allo sviluppo di comunità, la cooperativa San Martino con un progetto di educativa di strada in zona otto a Milano, il centro di aggregazione giovanile Poliedro e il Centro Studi, Ricerca e Consulenza per la Prevenzione e la Formazione "Icaro", con progetti di educativa di strada realizzati in due zone periferiche di Milano e a Cardano al Campo, in provincia di Varese.
Il Centro "Icaro" collabora inoltre con l'area dipendenze della Caritas Ambrosiana nel progettare iniziative per la promozione della salute di adolescenti e giovani, aumentandone le risorse conoscitive, favorendo scelte consapevoli e responsabili e l'adozione di atteggiamenti e comportamenti protettivi del proprio benessere.
Gli interventi vengono realizzati presso le scuole medie inferiori e superiori e gli oratori. Per quanto concerne l'ambito formativo per l'area minori della Caritas Ambrosiana è fondamentale la collaborazione con la Pastorale Giovanile diocesana.
Una delle esperienze nata da questa collaborazione è la partecipazione ai corsi organizzati dalla Pastorale Giovanile e dall'Azione Cattolica per la formazione agli educatori che operano con preadolescenti ed adolescenti negli oratori della Diocesi.

Per informazioni:
Segreteria Minori
Tel. 02/76.037.259
e-mail: minori@caritasambrosiana.it

Alessandra De Bernardis Area Minori

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