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 Giovani capaci di futuro


"Penso, in modo singolare, alle fresche energie di tanti ragazzi e ragazze che, grazie al servizio civile possono dedicare una parte del loro tempo ad interventi socio-caritativi in Italia e in altri Paesi. In tal modo potrete contribuire a dar vita a un mondo in cui tacciano finalmente le armi e trovino attuazione progetti di sviluppo sostenibile" (Giovanni Paolo II per i 30 anni di Caritas Italiana, 24 novembre 2001).
A 30 anni dalla prima legge sull'obiezione di coscienza (la 772 del 1972) la Caritas continua a credere nel servizio civile come scelta di pace, come itinerario importante per entusiasmare i giovani al Vangelo.
In questi anni la Caritas Italiana ha accolto, attraverso le Caritas Diocesane, circa 100mila giovani, proponendo loro un'esperienza di servizio alla comunità, di testimonianza della carità, di vicinanza ai poveri. Attualmente sono 3mila gli obiettori di coscienza in servizio in 190 Caritas diocesane, 73 delle quali hanno già aderito al nuovo progetto di servizio volontario che coinvolge in tutta Italia 300 ragazzi e ragazze.

La fine della leva obbligatoria.
In questi mesi il servizio civile sta vivendo un'importante transizione.
Nel 2000 il Parlamento italiano ha deciso la sospensione della leva obbligatoria a partire dal primo gennaio 2007: fino a quella data, che potrebbe essere anticipata, tutti gli obbligati alla leva potranno continuare a scegliere tra il servizio militare e, per chi si dichiara obiettore di coscienza, il servizio civile. Poi ci sarà la possibilità per i giovani di svolgere il servizio civile su base volontaria.

L'istituzione del servizio civile nazionale.

Infatti la legge 64 del 2001 ha istituito il servizio civile nazionale, che sino alla fine del 2006 continuerà ad accogliere gli obiettori di coscienza; nel frattempo ha già iniziato a promuovere la possibilità del servizio volontario, che per ora è aperto solo per le ragazze e per i ragazzi riformati e non soggetti all'obbligo del servizio di leva. L'età richiesta è compresa tra i 18 e i 26 anni.

Porte aperte alle donne.

Non solo gli uomini ma, novità importante, anche donne, hanno quindi la possibilità d'impegnarsi in Italia e all'estero, favorendo la realizzazione dei principi di solidarietà contenuti nella Costituzione.
Per loro e per i ragazzi riformati, di età compresa tra i 18 e i 26 anni, nel periodo transitorio fino al 2006 è possibile accedere a progetti di servizio volontario: la durata è di 12 mesi, l'orario settimanale compreso tra le 25 e le 30 ore, come un part time, con un rimborso di 433 euro mensili lordi.
L'organizzazione e la gestione sono compito dell'Ufficio nazionale per il servizio civile (sito Internet: www.serviziocivile.it, numero verde: 848800715) che periodicamente emana dei bandi per mettere a concorso i posti nei progetti d'impiego presentati da enti pubblici, associazioni, organizzazioni di volontariato.
Insieme ad altre settanta Caritas diocesane, la Caritas Ambrosiana è uno degli enti che un anno fa ha lanciato con convinzione questa nuova forma d'impegno sociale, come occasione formativa significativa per i giovani, fondata sull'incontro con le situazioni di disagio e sulla prossimità con le persone più deboli.
Il 20 dicembre 2001 sono "partite" le prime quattro ragazze che hanno scelto il servizio civile volontario; attualmente ce ne sono in servizio una quarantina, che affiancano quasi duecento obiettori di coscienza.

La Caritas Ambrosiana
Attraverso l'Ufficio Pace la Caritas Ambrosiana offre molteplici opportunità d'impegno in decine di centri disseminati sul territorio della Diocesi di Milano, in tutti gli ambiti dell'assistenza alla persona. Chi presta servizio può occuparsi di minori o di persone handicappate in centri di aggregazione, socio - educativi e comunità alloggio, assistere gli anziani in case di riposo e centri diurni; essere vicino a stranieri o a persone senza dimora, in centri di accoglienza e di ascolto.
La Caritas offre anche la possibilità di svolgere il servizio all'estero, tutto o in parte, ad esempio partecipando ai "Cantieri della solidarietà", campi di lavoro di quindici giorni, che nel periodo estivo affiancano i progetti dell'Area internazionale nell'Est europeo e nei Balcani, segnati dai conflitti dell'ultimo decennio. Oppure prendendo parte all'esperienza dei "Caschi Bianchi", nei paesi poveri come Honduras, Kenya e Rwanda, dove Caritas Italiana è impegnata in progetti di sviluppo e tutela sociale. Il servizio civile non è rivolto a professionisti del sociale ma a tutti i ragazzi e alle ragazze disponibili ad un servizio a favore degli ultimi, al fianco di operatori preparati. E' anzitutto un impegno al servizio alla comunità, che favorisce la realizzazione dei principi di solidarietà contenuti nella Costituzione. Ma, grazie all'acquisizione di conoscenze e competenze pratiche, è anche un'occasione di crescita personale e professionale, spendibile nella vita lavorativa successiva. Nel contesto della Caritas, questa esperienza è inserita in un progetto di testimonianza della carità che non è semplicemente un'attività "buona" e filantropica: piuttosto un itinerario che avvicina le persone alla radicalità evangelica e permette di incontrare Gesù nel volto del povero.

Stefano Viganò o.d.c. - Ufficio Pace

Per informazioni: Ufficio Pace - Caritas Ambrosiana
Via San Bernardino, 4 - 20122 Milano
Tel. 02/76.037.300 - Fax 02/76.02.16.76
E-mail: pace@caritasambrosiana.it

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