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Spunti per l'animazione del mese della
pace
La Curia Arcivescovile ha inviato a tutti i Decani della Diocesi
una lettera invitando a promuovere sul proprio territorio iniziative
in occasione del mese della pace. Nel contempo si chiedeva la collaborazione
di Caritas Ambrosiana, della Pastorale Giovanile, dell'Ufficio Missionario,
dell'Ufficio per la Pastorale dei Migranti, dell'Azione Cattolica
e di Pax Christi, affinché coinvolgessero i loro responsabili sul
territorio sia nella programmazione che nell'animazione di queste
iniziative, coinvolgendo le presenze organizzate sul territorio
nel rispetto e nella valorizzazione di iniziative locali già sperimentate.
Per individuare obiettivi, stili e contenuti della programmazione
sono state offerte alcune riflessioni che rielaborano i dati raccolti
sulle esperienze già in atto e che qui Vi proponiamo.
Con il messaggio dell' 8 dicembre 1967, Papa Paolo VI introduceva
la "Giornata della pace" , da celebrarsi ogni anno il 1°
gennaio.
Ci rivolgiamo a tutti gli uomini di buona volontà per esortarli
a celebrare "La Giornata della Pace", in tutto il mondo, il primo
giorno dell'anno civile, 1° gennaio 1968. Sarebbe Nostro desiderio
che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio
e come promessa - all'inizio del calendario che misura e descrive
il cammino della vita umana nel tempo - che sia la Pace con il suo
giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia
avvenire [Paolo VI, messaggio dell'8 dicembre 1967]
A partire dalla Giornata della pace, si è diffusa l'attenzione della
pastorale diocesana a valorizzare il mese di gennaio e l'inizio
di febbraio come "mese della pace" .
E le drammatiche emergenze attuali della situazione internazionale
esigono, oggi più che mai, che si dedichi grande attenzione ai temi
della pace e della solidarietà tra i popoli.
come parlare, nelle circostanze attuali, di giustizia e insieme
di perdono quali fonti e condizioni della pace? La mia risposta
è che si può e si deve parlarne, nonostante la difficoltà che questo
discorso comporta, anche perché si tende a pensare alla giustizia
e al perdono in termini alternativi. Ma il perdono si oppone al
rancore e alla vendetta, non alla giustizia. La vera pace, in realtà,
è " opera della giustizia " (Is 32, 17). Come ha affermato il Concilio
Vaticano II, la pace è " il frutto dell'ordine immesso nella società
umana dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini assetati
di una giustizia sempre più perfetta " (Costituzione pastorale Gaudium
et spes, 78).
(…) La vera pace, pertanto, è frutto della giustizia, virtù morale
e garanzia legale che vigila sul pieno rispetto di diritti e doveri
e sull'equa distribuzione di benefici e oneri. Ma poiché la giustizia
umana è sempre fragile e imperfetta, esposta com'è ai limiti e agli
egoismi personali e di gruppo, essa va esercitata e in certo senso
completata con il perdono che risana le ferite e ristabilisce in
profondità i rapporti umani turbati. Ciò vale tanto nelle tensioni
che coinvolgono i singoli quanto in quelle di portata più generale
ed anche internazionale. Il perdono non si contrappone in alcun
modo alla giustizia, perché non consiste nel soprassedere alle legittime
esigenze di riparazione dell'ordine leso. Il perdono mira piuttosto
a quella pienezza di giustizia che conduce alla tranquillità dell'ordine,
la quale è ben più che una fragile e temporanea cessazione delle
ostilità, ma è risanamento in profondità delle ferite che sanguinano
negli animi. Per un tale risanamento la giustizia e il perdono sono
ambedue essenziali.
(…) Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono:
ecco ciò che voglio annunciare in questo Messaggio a credenti e
non credenti, agli uomini e alle donne di buona volontà, che hanno
a cuore il bene della famiglia umana e il suo futuro.
Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono: questo
voglio ricordare a quanti detengono le sorti delle comunità umane,
affinché si lascino sempre guidare, nelle loro scelte gravi e difficili,
dalla luce del vero bene dell'uomo, nella prospettiva del bene comune.
Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono: questo
monito non mi stancherò di ripetere a quanti, per una ragione o
per l'altra, coltivano dentro di sé odio, desiderio di vendetta,
bramosia di distruzione.
A tre anni di distanza le accorate parole di Giovanni Paolo II nel
messaggio per la Giornata della pace del 1° gennaio 2002 mantengono
una straordinaria attualità e rappresentano la premessa indispensabile
del tema ricco e impegnativo scelto per il 2005 e tratto dalla Lettera
ai Romani: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il
bene il male" (Lettera ai Romani 12, 21). È un invito, rivolto
a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà, a prendere
coscienza del male come causa e fonte di conflitti e guerre e, al
tempo stesso, a ritrovare, nei vari ambiti e ai vari livelli del
convivere, il legame inscindibile tra il bene morale e la pace.
In questa prospettiva le nostre comunità cristiane per prime sono
chiamate ad impegnarsi con sincerità e coraggio per far crescere
una cultura di pace nel territorio in cui vivono e operano.
Non sono pochi i decanati della diocesi dove, negli ultimi anni,
sono nate spontaneamente iniziative ecclesiali di preghiera per
la pace e di manifestazione pubblica per promuovere i temi della
pace, insieme con iniziative di solidarietà, dialogo e riconciliazione.
A partire da questa esperienza, riconosciamo nel livello decanale
l'ambito più adatto a queste attività e rilanciamo la proposta a
tutti gli altri decanati della diocesi perché valutino come programmare
nel periodo di gennaio e inizio febbraio iniziative pubbliche nel
contesto del mese della pace. Eventualmente due o più decanati contigui
possono concordare attività comuni.
La Caritas Ambrosiana ha raccolto dai propri responsabili decanali
le forme, gli stili e i contenuti delle attività svolte negli ultimi
anni; le riproponiamo ora nell'intento di armonizzarle e di valorizzare
intuizioni pastorali interessanti per tutti.
ATTIVITA' E FORME CELEBRATIVE
Segnaliamo alcune attività e forme celebrative che trovano già diffusione
sul territorio e che possono essere dei riferimenti per comporre
un programma decanale per il mese della pace:
1. una celebrazione eucaristica per la pace la sera del primo
gennaio in parrocchia o nella chiesa principale o in un santuario
del decanato
2. una veglia di preghiera, preferibilmente accompagnata da una
marcia o da un momento di manifestazione esterna, a partire dalla
meditazione e dall'invocazione della pace
3. un'azione di pace intesa sia come atto simbolico di riconciliazione
sul territorio, sia come promozione di iniziative nuove di accoglienza
e di solidarietà più ampia
4. una tenda o banco della pace, cioè un'attività-segno che richiami
il tema e diffonda un messaggio alla comunità ecclesiale e civile
5. momenti culturali per approfondire i temi della pace e per creare
condivisione sull'attenzione alla pace.
A partire dalle esperienze rilevate proponiamo alcune note descrittive
sulle singole iniziative.
1. LA MESSA DELLA PACE
E' abbastanza diffusa: viene celebrata in orario serale, di solito
il primo gennaio. Si svolge generalmente in ambito parrocchiale,
ma in alcuni casi è prevista una celebrazione particolare per tutto
il decanato, in una chiesa o in un santuario, scelti con il criterio
della rotazione oppure in relazione alla significatività per quell'anno.
La celebrazione, anche quando non si tenesse la sera del 1° gennaio,
si porrebbe in sintonia di stile e di obiettivi con la Messa per
la pace che verrà celebrata dall'Arcivescovo nella chiesa cattedrale
alle ore 18 del 1° gennaio, raccomandata soprattutto alla città
di Milano e animata dall'Azione Cattolica in collaborazione con
gli altri gruppi e associazioni che curano la preghiera mensile
per la pace presso la chiesa di S. Vito al Pasquirolo.
E' bene che la liturgia abbia la massima solennità, sia che si svolga
in parrocchia che in decanato, preveda la presenza di cori giovanili,
ma anche delle corali che nelle festività natalizie hanno accompagnato
le liturgie; un ruolo dei giovani nell'animazione va sempre e comunque
promosso.
Può essere l'occasione per presentare il programma del mese della
pace e prevederà un richiamo al messaggio del Papa per la giornata
della pace; in ogni caso il mese della pace deve essere occasione
per diffondere i contenuti di un messaggio che nella tradizione,
non si è mai fermato a parole di circostanza, ma è sempre entrato
con profondità nel merito della riflessione sulla pace.
2. LA VEGLIA DELLA PACE E LA MARCIA DELLA PACE
Appare dalle esperienze in atto come una delle attività di animazione
più significative; la sollecitiamo e segnaliamo alcune attenzioni
nella sua realizzazione.
LO STILE
E' un'iniziativa ecclesiale che viene realizzata generalmente a
livello decanale o zonale e che tende a raccogliere su questi temi,
in un momento simbolico unitario, tutte le realtà che si richiamano
alla comunità cristiana.
Può prevedere l'invito ad altre presenze cristiane non cattoliche
del territorio; considerato il fatto che dal 18 al 25 gennaio si
tiene la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, potrebbe,
dove è possibile, essere pensata come iniziativa comune delle diverse
confessioni cristiane: un esplicito collegamento o coordinamento
con attività di questa settimana, là dove si svolgono, può essere
raccomandabile.
Si possono invitare anche rappresentanti della comunità civile,
di organizzazioni non ecclesiali presenti sul territorio e di comunità
di religioni non cristiane.
I CONTENUTI
Può riprendere direttamente il tema del messaggio del Papa per la
giornata del primo gennaio e comunque lo richiamerà.
La Caritas Ambrosiana può mettere a disposizione un sussidio per
la veglia di preghiera da utilizzare o rielaborare liberamente in
luogo.
Sono raccomandabili interventi testimonianza, sia di missionari
che di persone impegnate in ambito di servizio alla solidarietà
tra i popoli; ma anche di persone che sul territorio possono dire
qualcosa sulle situazioni che chiedono un'azione di riconciliazione
o di promozione verso la piena presenza nella comunità ecclesiale
e civile (emarginati per questioni di salute, di condizione sociale,
di origine etnica, di età della vita, ecc.). Interventi di persone
capaci di offrire argomenti di riflessione sui temi della non violenza,
del disarmo, delle iniziative e delle istituzioni internazionali
di risoluzione dei conflitti sono altresì da tenere in considerazione
e da collocare in modo opportuno.
LA VEGLIA E LA MARCIA
Si può iniziare con la marcia e concludere con una veglia in chiesa
o, forse meglio, iniziare con la veglia di preghiera in una chiesa
e poi muoversi in marcia per raggiungere un luogo significativo
del territorio.
Testimonianze possono essere previste durante la veglia o lungo
il percorso della marcia o anche in conclusione.
La veglia può essere preceduta da una serata di digiuno, dando la
possibilità ai partecipanti di trovare nella chiesa della veglia
la presenza dell'Eucaristia esposta per l'adorazione nell'orario
di cena.
La marcia può iniziare con uno striscione con la scritta del titolo
del messaggio del Papa che può essere esposto prima della partenza
e durante la veglia.
Lungo il percorso della marcia si possono prevedere luoghi di sosta
per ascoltare la lettura di testi o interventi di meditazione sul
tema, oppure per una preghiera o un canto.
La marcia può essere preferibilmente fatta in silenzio; se è serale
è sempre significativa l'accensione delle fiaccole.
OLTRE GENNAIO, LA PACE AL CENTRO:
L'ESPERIENZA DI SAN VITO AL PASQUIROLO
Durante il periodo del conflitto in Iraq, nella primavera 2003,
una serie di realtà associative e singoli cittadini ha tenuto aperta
la chiesa di San Vito al Pasquirolo (largo Corsia dei Servi - corso
Europa, nel centro della città) per tutto il giorno, fino al termine
(presunto) del conflitto iracheno. Ogni persona era invitata ad
entrare e a pregare, chiedendo, in particolare, a Dio di ridonare
la pace al mondo. Voleva essere un luogo di raccoglimento e ascolto,
di silenzio nel tumulto dei mass media, delle bombe e del trambusto
lavorativo del centro di Milano. L'iniziativa - alla quale partecipano
Pax Christi, Azione Cattolica, ACLI, Movimento dei Focolari, Comunità
di Sant'Egidio, Noi Siamo Chiesa, Comunità di Sant'Angelo, Caritas
Ambrosiana, Comunità dell'Emmanuele, Exodus, FUCI, S. A. E. (Segretariato
Attività Ecumeniche), Gruppo Promozione Donna, Suore di Sion, Donne
Evangeliche in Italia e singoli cittadini - è proseguita con un
appuntamento serale, ogni terzo venerdì del mese alle ore 19, preparato
a rotazione dalle varie realtà coinvolte.
L'augurio dei promotori è che altre realtà (parrocchie, oratori,
movimenti, gruppi associazioni, ecc.) aderiscano a questa iniziativa
- che ha preso il nome di "La pace al centro" - e che San Vito al
Pasquirolo possa diventare un punto di riferimento nella diocesi
per i costruttori di pace.
(Per informazioni: Tomaso Zanda - eydenet2000@yahoo.it - cell. 328.5416074
o i referenti dei gruppi)
3. AZIONI DI PACE
Può essere azione di pace la scelta del luogo di conclusione della
marcia o delle testimonianze durante la veglia: possono avere il
significato di un muro da abbattere, di un canale di comunicazione
da riaprire, di una volontà di dare voce a chi non ha voce, di una
visita ad un luogo di sofferenza (ospedale, casa di riposo, ecc.)
o di solidarietà con chi vive attività a favore del dialogo e della
riconciliazione (visita a luoghi educativi per ragazzi, a istituti
missionari presenti sul territorio, ecc).
Può essere azione di pace la scelta di un gesto di solidarietà,
di una microrealizzazione da realizzare sul territorio o da promuovere
in paesi in via di sviluppo (la commissione diocesana per le microrealizzazioni
può segnalarne qualcuna). In particolare per quanto riguarda il
coinvolgimento dei ragazzi quest'anno il 29 e 30 gennaio l'Azione
Cattolica Ragazzi organizza un Meeting per la pace nelle diverse
zone pastorali.
4. TENDA O BANCO DELLA PACE
Un'altra iniziativa sperimentata in anni recenti l'iniziativa della
tenda della pace, collocata in un luogo pubblico e animata dalla
presenza di volontari che illustrano le iniziative del mese della
pace e propongono occasioni di riflessione, magari anche attraverso
la vendita di libri sul tema. Il Centro Documentazione Mondialità
della diocesi può offrire la propria consulenza e mettere a disposizione
bibliografia e altri suggerimenti.
Potranno essere pubblicizzati in questa sede i "corsi mondialità"
promossi in diocesi e la scelta del servizio civile nazionale e
internazionale.
E' possibile anche un semplice banco della pace da porre in piazza,
all'uscita dalla chiesa o in altri luoghi pubblici, con le stesse
finalità.
Una mostra sui temi della pace può essere realizzata coinvolgendo
i ragazzi e i giovani, e/o gli artisti locali. Potrebbe anche essere
dedicata alle microrealizzazioni di pace che si vogliono promuovere.
5. MOMENTI CULTURALI
Conferenze, cineforum, animazioni teatrali, concerti per i giovani
sono alcune delle manifestazioni pubbliche che animano il mese della
pace nei diversi decanati.
Possono essere occasioni per allargare l'attenzione al mese della
pace alla realtà civile.
Tra le attività particolarmente raccomandate, collochiamo qui la
promozione del servizio civile nazionale e internazionale.
Si può progettare un'azione specifica in ambito ecclesiale (sarebbe
consigliabile proporre esplicitamente il servizio civile con la
Caritas), ma anche promuovere incontri pubblici; fare richiesta
di ingresso nelle scuole; diffondere volantini; ecc.
Né va dimenticata l'attenzione a tutte quelle realtà che lavorano
per costruire e far crescere una cultura di pace: dai centri di
ricerca presenti nelle università alle agenzie e ai siti di informazione,
dalle campagne di sensibilizzazione alle reti impegnate sui fronti
difficili del disarmo e della tutela dei diritti umani.
Naturalmente la riflessione culturale sul tema della pace si allarga
spesso ad una serie di tematiche collegate, dalle migrazioni all'intercultura,
dalla globalizzazione al dialogo tra le religioni, dalla tutela
dei diritti umani alla cooperazione internazionale.
La riflessione culturale prevederà anche un appuntamento comune,
a livello diocesano per riprendere e approfondire il messaggio del
Papa per la Giornata della pace.
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