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Quando la carità diventa contagiosa 

La perdita di Silvana Giussani lascia un grande senso di smarrimento e di vuoto per il venir meno di una donna generosa, sulla quale sapevi di poter contare per la disponibilità e la fedeltà con cui portava avanti i compiti. Ma il vuoto che lascia in Caritas, oltre che per le attività e responsabilità che si era assunta, è dovuto allo stile della sua presenza. Infatti Silvana ha garantito per anni il compito educativo nella comunità dell'Anno di volontariato sociale di Cernusco, che la vedeva presente con le ragazze, condividendone i momenti sereni e difficili.
Ha realizzato con dedizione e convinzione lo Sportello volontariato giovanile quale strumento per offrire ai giovani un orientamento per un impegno concreto, che fosse utile per gli altri, ma soprattutto che fosse educativo per loro stessi. Infine ha dato una grande disponibilità in Segreteria della Caritas zonale: per collegare le Caritas decanali della zona con le molte iniziative della Caritas Ambrosiana; per tessere la rete dei rapporti tra le forme di solidarietà che nascono nelle e dalle parrocchie sotto forma di Centri di ascolto, gruppi di volontariato, associazioni, cooperative; per raccogliere con puntualità, come referente per la zona pastorale di Lecco, i dati dei Centri di ascolto che costituiscono la base di lettura del territorio realizzato dall'Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse.
Ma il vuoto più grande sta nello stile con cui Silvana ha vissuto tutto questo: dono prezioso per tutti gli operatori Caritas e coloro che l'hanno conosciuta. Uno stile di presenza fedele e rispettosa, sempre positiva, mai mortificante, che sapeva dare una lettura serena in ogni situazione al fine di ricercare la possibile soluzione del caso, senza mettersi nella posizione di dover insegnare qualcosa ma con l'umiltà di colei che sa di poter contare sull'aiuto degli altri. Di Silvana Giussani la Caritas deve custodire la sua vocazione e sensibilità educativa ereditate dalle precedenti esperienze di religiosa missionaria e di maestra d'asilo: un'azione di promozione discreta e sorridente, di presenza nascosta, di tenera decisione nelle proposte educative. La terra, il Randa, in cui Silvana ha trovato la morte è la terra della sua missione. Questo Paese così provato nell'ultimo decennio ha sicuramente ritrovato e ripreso definitivamente una donna "viva": una donna di solidarietà e di pace.
In quella terra Silvana "desiderava ardentemente" terminare ilsuo servizio della carità: e il Signore l'ha accontentata! Speriamo e preghiamo che il dono di Silvana sia dono di solidarietà e di pace, oltre che per noi, anche per quella terra che tanto amava.

Armando Comini, diacono responsabile Caritas zona di Lecco
Luciano Gualzetti, vicedirettore Caritas Ambrosiana

(Articolo apparso su "Il Resegone" del 2 maggio 2003)

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