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Minori 

MINORI: prospettive e sperimentazioni possibili

1. La condizione minorile nel nostro Paese.
Se ci fermiamo a considerare la condizione dei minori nel nostro Paese possiamo rilevare come per molti aspetti la nostra società possa essere definita "puerocentrica". C'è un comune sentire per cui i minori vanno tutelati, protetti, amati, vezzeggiati. E' cresciuta l'attenzione di molti genitori nei confronti dei bisogni non solo materiali dei propri figli. Anche i padri sono più coinvolti di un tempo nella vita dei figli. Si può anche notare che soprattutto nelle grandi città vengono proposte molte iniziative rivolte al tempo libero dei bambini: ludoteche, spettacoli teatrali, cineforum, attività sportive, corsi di lingue, di pittura, di musica ...
Dunque, la società nel suo complesso riconosce - quanto meno in astratto - la necessità di realizzare interventi a favore dei bambini ed è sensibile ai drammi di alcuni minori trasformati in eventi di cronaca dai mass media. D'altro canto, è possibile rilevare una contraddittoria disattenzione nei riguardi delle concrete condizioni di vita di molti bambini e ragazzi.
Un problema cruciale è quello del tempo, derivante dall'impegno lavorativo di entrambi i genitori e dalla conseguente delega ad altri (nonni, baby-sitter, servizi educativi...) della cura dei figli: un problema, tra l'altro, che oggi esiste anche e soprattutto nelle fasce medio-alte della società. Questo tempo non tutelato per quanto riguarda la fascia d'età adolescenziale porta all'identificazione della strada come luogo dove vivere la propria socialità.
Opposto a questo fenomeno è peraltro quello che interessa soprattutto i più giovani ovvero il sovraccarico e lo stress dei bambini, provocato dall'essere sballottati tra scuola e attività extra-scolastiche di vario genere. Ci sono poi tutti i limiti imposti da un'organizzazione urbana che non è a misura di bambino, dal traffico al verde, dai giochi dei giardini ai regolamenti condominiali. Si possono ancora ricordare: bambini lasciati a casa da soli anche se molto piccoli; mancanza di spazi idonei e usufruibili pienamente dai bambini; abbandono della scuola senza aver completato l'obbligo scolastico. Sono queste alcune tra le forme più diffuse di un vasto campionario di "diritti calpestati".
Vanno inoltre ricordate le difficoltà che molti ragazzi hanno durante il loro percorso scolastico, sono numerosi infatti i ragazzi che abbandonano la scuola prima del conseguimento dell'obbligo e molti di più coloro che soprattutto nei primi anni delle superiori vengono bocciati anche più di una volta, rischiando una precoce esclusione sociale.
Dai casi più drammatici di abuso e maltrattamento, fino alle "piccole" violenze quotidiane, psicologiche e culturali, che passano attraverso i mass media e la pubblicità, l'infanzia e l'adolescenza rappresentano quindi condizioni nelle quali è ampio il rischio di prevaricazioni, aggravato dal fatto che avviene nei confronti di soggetti incapaci di esercitare e far valere i loro diritti. Un ulteriore fattore di rischio è il crescente uso ed abuso di sostanze che creano dipendenza, a fronte di politiche preventive e informative inadeguate o inesistenti. Infine, sempre più rilievo hanno i fenomeni, un tempo maggiormente sommersi e meno denunciati, del maltrattamento e dell'abuso sessuale nei confronti dei minori. Si tratta di problemi presenti in tutti gli strati sociali, seppure con modalità diverse, non solo negli strati più disagiati della popolazione. Dietro a questo panorama di astratta sensibilità e diritti di fatto calpestati vi sono la famiglia con la sua fragilità e una comunità locale frammentata e segnata dall'individualismo.
La crisi della famiglia è ormai nota a tutti grazie ai numerosi studi focalizzati su queste problematiche. Non approfondiamo pertanto la questione se non per rilevarne due aspetti forse meno conosciuti. Uno di questi è la diffusione delle famiglie cosiddette "monogenitoriali", formate, cioè, da un solo genitore con figli. Queste famiglie risultano spesso connotate da forme di debolezza sociale, soprattutto quando manca un'adeguata rete di sostegno familiare. Accanto alla fragilità della famiglia dobbiamo rilevare la frammentazione della comunità locale. Sembrano infatti rarefatte se non scomparse le relazioni "di buon vicinato", di mutuo aiuto, grazie alle quali i problemi del singolo erano condivisi dalla comunità e questo contribuiva se non a risolverli quanto meno a renderli meno drammatici.
Se prevale l'individualismo il bambino è "proprietà" della sua famiglia, se la mamma resta sola e ha bisogno di aiuto deve rivolgersi ad un aiuto esterno stipendiato o ai servizi sociali, se invece la comunità locale si configura come una rete forte di relazioni, il bambino è un poco di tutti e se la famiglia è in difficoltà questa rete la supporta. Quanto finora delineato richiama la necessità di interventi mirati al sostegno della famiglia, ma anche della comunità locale. I bambini hanno infatti diritto a crescere in un mondo fatto di relazioni significative non solo all'interno della loro famiglia, ma anche sul territorio: scuola, coetanei, oratorio. Forme di associazionismo, di auto-organizzazione delle famiglie, di volontariato a sostegno delle situazioni in cui maggiormente si avverte il problema di conciliare lavoro e cura dei bambini sono dunque le forme di intervento raccomandabili.

2. Le esperienze realizzate.
La Caritas ha il compito di favorire e promuovere l'attenzione alle varie situazioni di povertà presenti sul territorio e nel mondo. E' un compito che viene consolidato attraverso una costante opera di sensibilizzazione e di offerta di occasioni di formazione, informazione e aiuto nella progettazione. Essa da sempre considera la tutela dei minori tra gli obiettivi prioritari del suo operare. Tale attenzione ha dato vita negli anni a numerose iniziative e progetti ad opera della Caritas stessa o delle cooperative ed associazioni ad essa collegate.
Se consideriamo i progetti realizzati in questi anni possiamo osservare il delinearsi di precisi ambiti di intervento: i progetti a carattere internazionale, i minori extracomunitari, il successo scolastico, l'accoglienza sia in comunità sia familiare, la promozione del benessere e la prevenzione del disagio, le politiche sociali e lo sviluppo di comunità. Ambiti diversi che vedono molte collaborazioni con cooperative e associazioni.
L'area internazionale, in Caritas Ambrosiana, opera in relazione con le Caritas diocesane straniere, sostenendo i progetti che nascono da queste ultime. Molto spesso queste relazioni partono da situazioni di emergenza o immediatamente dopo, altre volte invece dipendono dalla richiesta di sostegno a programmi specifici o alla pastorale complessiva. In molti casi i progetti si rivolgono anche a minori, poiché essi sono tra le fasce della popolazione più colpite in situazioni di emergenza a causa della guerra, di catastrofi naturali, di carestia…
Frequentemente ci si scontra con realtà nelle quali i diritti fondamentali dell'infanzia vengono negati a volte in modo intenzionale, altre volte come conseguenza più o meno diretta di altri eventi, si pensi ai bambini soldato o ai ragazzi di strada. Anche i programmi di sviluppo, pur riferendosi di frequente a fasce più ampie della popolazione, molto spesso prevedono interventi formativi e a carattere pedagogico che coinvolgono bambini e ragazzi.
Per quanto riguarda i bambini ed i ragazzi extracomunitari nel nostro Paese va osservato che nella maggioranza dei casi essi vengono accolti e presi in carico con le loro famiglie. E' il caso del Centro di Transito, del Centro di Prima Accoglienza e della Casa delle Famiglie per i richiedenti asilo, i rifugiati e i profughi, gestiti dalla cooperativa Farsi Prossimo. In essi le famiglie vengono ospitate ed accompagnate nel loro percorso verso l'integrazione e l'autonomia. La cooperativa Farsi Prossimo realizza inoltre altri due servizi rivolti ai minori stranieri e alle loro famiglie: il centro Come e la Casa di Tutti i Colori. Il primo opera a favore dell'integrazione collaborando con altri enti, servizi ed istituzioni, in particolare la scuola, sostenendo e valorizzando la professionalità dei diversi operatori coinvolti, attivando uno sportello informativo, orientativo e di consulenza, realizzando progetti sul territorio, formando ed accompagnando una rete di doposcuola estivi impegnati in attività di aggregazione ed insegnamento della lingua italiana, curando un sito internet sui temi dell'integrazione rivolto agli insegnanti.
Anche la Casa di Tutti i Colori opera nell'ambito dell'integrazione offrendo alle famiglie immigrate uno spazio educativo per bambini tra i 12 e i 36 mesi, corsi di alfabetizzazione e percorsi di orientamento e promozione dell'autonomia per le donne, corsi di lingua italiana per preadolescenti ed adolescenti. Un'altra area di particolare impegno per Caritas Ambrosiana e le realtà ad essa vicine è quella che si riferisce al successo scolastico e formativo. In questo campo gli interventi agiscono su due livelli: uno di gestione diretta di servizi, l'altro di promozione ed accompagnamento delle realtà che in Diocesi operano con ragazzi con difficoltà scolastiche.
I circa 180 doposcuola diocesani rappresentano una notevole risorsa che agisce per prevenire la dispersione scolastica, peraltro il disagio su cui si cerca di intervenire non è solo quello didattico, legato allo scarso profitto scolastico, ma spesso è anche e soprattutto di carattere psicosociale. Il doposcuola si configura dunque come luogo di promozione del benessere, luogo di opportunità per i ragazzi che aderiscono alla proposta: occasione per socializzare con il gruppo dei pari, per vivere relazioni positive con gli adulti, per essere accompagnato, incoraggiato e sostenuto nell'affrontare le difficoltà scolastiche. Ogni anno la Caritas Ambrosiana propone agli operatori tre incontri seminariali di formazione su problematiche legate al mondo dei minori e propone strategie utili al lavoro con i ragazzi. Essa offre inoltre a livello decanale, alle realtà che ne fanno richiesta, brevi corsi di formazione sulla relazione educativa e sul metodo di studio. La Cooperativa S. Martino, nata da un progetto realizzato dalla Caritas Ambrosiana e dal decanato Cagnola di Milano, realizza invece direttamente progetti rivolti tra l'altro al successo formativo: il centro d'aggregazione giovanile Poliedro, lo Spazio Socrate ed iniziative rivolte all'aggregazione e alla progettazione condivisa rivolte ai ragazzi del territorio.
Particolarmente rilevante è inoltre l'esperienza delle scuole-bottega, un corso di alternanza tra scuola e lavoro destinato ad utenti in possesso del proscioglimento dall'obbligo scolastico, ma non necessariamente dell'effettivo assolvimento, compresi in una fascia d'età tra i 15 e i 18 anni. Attraverso l'attività formativa ed educativa e l'esperienza di tirocinio presso piccole aziende artigiane, si offre ai ragazzi un'opportunità di crescita umana e professionale. Va inoltre ricordato un progetto realizzato presso il campo Rom di via Novara volto a favorire l'inserimento scolastico dei bambini che vivono nel campo. Inoltre, per l'anno scolastico appena terminato i bambini sono stati seguiti nelle diverse scuole frequentate, soprattutto favorendo il rapporto tra genitori ed insegnanti. Un quarto ambito di intervento riguarda la solidarietà diffusa e le risposte di accoglienza sia familiare sia comunitaria al disagio e all'abbandono dei minori. In questo campo i progetti sono molto diversificati soprattutto a causa della complessità dei bisogni. Un intervento significativo è certamente la realizzazione del Centro Le Tre Fontane in collaborazione con la Cooperativa La Grande Casa ed Enaip Lombardia.
Esso comprende una comunità di accoglienza per ragazzi e ragazze adolescenti - anche con procedimenti penali in corso - e un progetto di formazione professionale, orientamento ed inserimento lavorativo. Inoltre, Caritas Ambrosiana sostiene la costituzione e l'avvio di reti di famiglie aperte all'accoglienza di persone in difficoltà, in particolare di minori con progetti di affido. Alle famiglie coinvolte in queste reti viene proposto un percorso formativo, incontri periodici ed un sostegno costante da parte di un operatore professionale.
Alcuni decidono di aderire a progetti di accoglienza, gli altri svolgono un ruolo di supporto. Nell'ambito della prevenzione del disagio e della promozione del benessere degli adolescenti, operano, con metodologie partecipative e promozionali volte allo sviluppo di comunità, la cooperativa S. Martino con un progetto di educativa di strada in zona otto a Milano, il centro di aggregazione giovanile Poliedro ed un intervento rivolto agli adolescenti nell'ambito della l. 285/97 e il Centro Studi, Ricerca e Consulenza per la Prevenzione e la Formazione "Icaro", con progetti di educativa di strada realizzati in due zone periferiche di Milano e a Cardano al Campo, in provincia di Varese. Il Centro "Icaro", realizzato dalla cooperativa S. Martino e promosso dalla Caritas Ambrosiana, collabora inoltre con l'area dipendenze della Caritas Ambrosiana nel progettare iniziative per la promozione della salute di adolescenti e giovani, aumentandone le risorse conoscitive e favorendo scelte consapevoli e responsabili e l'adozione di atteggiamenti e comportamenti protettivi del proprio benessere. Gli interventi vengono realizzati presso le scuole medie inferiori e superiori e gli oratori. Infine, per quanto concerne l'ambito formativo per l'area minori della Caritas Ambrosiana è fondamentale la collaborazione con la Pastorale Giovanile diocesana.
Una delle esperienze nata da questa collaborazione è la partecipazione ai corsi organizzati dalla Pastorale Giovanile e dall'Azione Cattolica per la formazione agli educatori che operano con preadolescenti ed adolescenti negli oratori della Diocesi.

Per informazioni: Area Minori Doposcuola
Tel.: 02.76.03.72.59/55
e-mail: minori.ambrosiana@caritas.it
Alessandra De Bernardis
Area Minori

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