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SUL TERRITORIO
AL SERVIZIO DEI PIU' DEBOLI
L'impegno sul territorio, a servizio dei
più deboli, è per noi fondamentale: un impegno che nasce dall'ascolto,
dall'osservazione diretta del territorio.
In questi anni abbiamo sviluppato quella che abbiamo chiamato la
pedagogia dei fatti: dare delle risposte concrete, non solo in situazioni
di emergenza ma anche nell'ordinarietà, in un'ottica di continuità.
Per questo sono sorte tantissime esperienze, sono state attivate
molte realtà di cooperative, associazioni.
La stessa Caritas ha cercato di consegnare questa pedagogia dei
fatti alla realtà delle cooperative: la cooperativa Farsi Prossimo
sorta 10 anni fa è diventata ora un consorzio. In questi dieci anni
si è irradiata una presenza, a cui la Caritas consegna delle realtà
gestionali nate dal territorio, chiede una restituzione di senso
e di valore, le accompagna rispettando la loro autonomia ma al contempo
cerca di intravedere in quelle esperienze non solo delle esperienze
di natura gestionale ma realtà che portano dentro di sé il legame
con le tante situazioni di ospitalità, le difficoltà, i limiti,
le fatiche.
Questo è l'intreccio, a volte faticoso, che comunque dobbiamo mantenere:
salvaguardare l'autonomia di queste esperienze, che poi entrano
in dialogo con la società civile, facendo però in modo che siano
esperienze capaci di essere portatrici di senso, di valore, di significato.
Questo è lo sguardo che noi dobbiamo dare, proprio in un periodo
dove il rischio di consegnare tutto alle realtà gestionali, il rischio
della delega anche da parte delle istituzioni, è molto forte. Non
possiamo dimenticare il grande problema della sopravvivenza di queste
esperienze dal punto di vista qualitativo: bisogna fare i conti
coi bilanci, con le difficoltà, con accoglienze che spesso non hanno
un corrispettivo da un punto di vista economico.
La diocesi, la Caritas, con l'8 per mille hanno sempre accompagnato
queste esperienze ma obiettivamente vi è una difficoltà: crediamo
sia realista guardare anche con questo sguardo queste realtà che
sorgono, che sono nate, che hanno una storia. Un'altra esperienza
decisiva, che ancora una volta abbiamo voluto richiamare è quella
del servizio civile, del volontariato. In molte realtà assume un
significato decisivo questa immissione di energia volontaria di
persone che affiancano gli operatori con uno stile di condivisione,
condividendo la passione stessa degli operatori.
Le nostre esperienze devono intrecciare continuamente, professionalità,
motivazioni e risorse del volontariato. L'esperienza dell'obiezione
di coscienza per noi è stata molto importante: tutto ora si deve
"trasferire" sul servizio civile. Per questo sollecitiamo continuamente
un impegno di promozione per un volontariato giovanile che si misuri
col tempo, con la quotidianità, sia a livello nazionale che internazionale.
Ed è per questo che seguiamo con preoccupazione ma anche con tensione
positiva, questa grossa mobilitazione attorno al tema del servizio
civile maschile e femminile: chiediamo alle istituzioni di non far
mancare le risorse per far continuare questa esperienza di giovani
e ragazze che vogliono consegnare tempo della loro vita per educarsi,
per segnare il proprio cammino di crescita anche professionale.
Soprattutto vorremo che i giovani abbiano l'opportunità di aprire
la loro vita a questo stile di condivisione che ha a che fare con
una storia di solidarietà, che deve essere presente sul nostro territorio.
La Caritas per la sua realtà di promozione, per la sua apertura,
ha dentro tutta la dimensione della profezia, della novità, della
sperimentazione, dell'innovazione. Chiediamo, in accordo anche con
la Pastorale Giovanile, di avvertire tutti insieme, proprio in questo
periodo di grande difficoltà dove si notano segni di stanchezza,
di essere estremamente carichi di entusiasmo e di novità. Questo
è l'augurio anche per questo periodo che si sta aprendo al tempo
della vacanza, senza dimenticare gli scenari internazionali così
preoccupanti: rimettere dentro l'entusiasmo e l'energia della carità,
quella che il Papa definisce la "fantasia della carità".
Don Virginio Colmegna
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