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L'IMPEGNO DI CARITAS AMBROSIANA IN ROMANIA

Lo scorso 23 aprile, approfittando del breve ponte, il nuovo direttore di Caritas Ambrosiana si è recato in visita a Bucarest e Chisinau, capitali di Romania e Moldova, a visitare i partner e vedere i progetti di quelle nazioni.
E' stata una visita importante perché collocata nel momento iniziale di un nuovo progetto di Caritas Ambrosiana in quelle nazioni. Don Roberto si è così potuto, in modo egregio, inserire in un percorso iniziato da anni, con lo stile che caratterizza l'agire delle Caritas Diocesane nei paesi dell'Est.
Obiettivi e finalità del nostro intervento rimangono strettamente connessi a quelli più ampi dell'intervento internazionale di Caritas Ambrosiana: il sostegno alle chiese sorelle nell'affrontare la sfida della povertà e del disagio, la promozione sul territorio della nostra Diocesi di esperienze di solidarietà capaci di arricchire le nostre Caritas locali di sensibilità e di capacità di cura verso realtà lontane.
Questi obiettivi vanno anche inseriti nel particolare contesto del graduale allargamento della comunità europea che, oltre a generare l'esigenza di una nuova lettura del tema dei diritti di cittadinanza, pone alla chiesa e ai suoi strumenti caritativi nuove sfide date da alcuni fattori: · le migrazioni interne all'Europa che, per ora vedono le popolazioni mitteleuropee premere ad occidente, ma che stanno creando innumerevoli vuoti nella capacità di risposta alle richieste di mano d'opera dal mercato del lavoro in questi paesi, lasciando presupporre, nel prossimo futuro, correnti migratorie da Est verso quelle nazioni che ora sono soggette all'emigrazione (Romania, Bulgaria, ...);
· il crescere esponenziale di localismi, frizioni etniche e religiose che sembrano, in Europa, quasi essere il contraccolpo del graduale aprirsi degli orizzonti dei mercati e della comunicazione;
· ed infine gli enormi sacrifici chiesti agli stati che desiderano entrare nella comunità europea: essi finiscono per scaricarsi sulle fasce più deboli della popolazione (pensionati, disoccupati, malati,...) non compensati dalle pressioni della Comunità che chiede legislazioni sociali più eque, né dagli interventi del fondo sociale europeo.

L'intervento di Caritas Ambrosiana in Romania e Moldova è caratterizzato dall'attenzione ad alcuni ambiti specifici e dalle modalità operative, che sinteticamente indichiamo:
a attenzione primaria alla condizione minorile. Da anni si è garantita una serie di interventi di formazione e supervisione ad una comunità di accoglienza per minori di strada denominata "Casa Sf. Ioan" di cui è titolare la locale Caritas Diocesana. Continueremo questo impegno cercando di allargarlo anche ad un'altra pregevole attività nel campo dei minori: Casa Sf. Macrina, centro diurno e casa di accoglienza voluto dalla Patriarchia Ortodossa di Bucarest;
a attività di promozione della formazione. Caritas Ambrosiana intende operare valorizzando la crescita di competenze formative degli operatori locali: gli accompagnamenti accennati nel punto precedente saranno quindi gestiti da personale locale la cui preparazione sarà garantita da Caritas Ambrosiana attraverso gli strumenti che più riterrà opportuni. Il conseguimento di questo obiettivo potrà essere raggiunto anche attraverso la creazione di un "centro di formazione permanente";
a a seguito delle relazioni incrementatesi nello scorso triennio, Caritas Ambrosiana intende coinvolgere nei propri progetti anche la Caritas della diocesi di Iasi e, con i dovuti adattamenti, essendo una caritas nazionale, anche Caritas Chisinau;
a nel proprio percorso di accompagnamento Caritas Ambrosiana intende promuovere e rafforzare progetti dalla forte connotazione pastorale e di facile sostenibilità. Particolare attenzione sarà rivolta alla creazione della rete delle Caritas Parrocchiali e decanali, alla nascita e al rafforzamento dei Centri di Ascolto che, con sempre maggiore frequenza, ci vengono chiesti dalle comunità locali, alla nascita di gruppi di "self help" e il loro sviluppo in rete;
a Caritas Ambrosiana, per valorizzare le professionalità e le competenze che venivano a crearsi tra gli operatori delle Caritas locali e per offrire un servizio di progettazione, formazione tecnica e supervisione, ha contributo alla nascita di una Associazione chiamata Aproapele (che significa Farsi Prossimo). Essa sarà strumento privilegiato di sviluppo dei progetti di Caritas Ambrosiana nella nazione rumena, in particolare a Bucarest dove si intende, nei confronti della Caritas di quella Diocesi, privilegiare l'offerta di servizi e di competenze rispetto a finanziamenti economici (http://www.aproapele.org);
a durante il prossimo triennio si intende promuovere una sempre maggior collaborazione con le Caritas nazionali rumena e italiana;
a particolarmente significativa è l'esperienza del Servizio Civile. Da qualche mese sono presenti a Bucarest tre nostre volontarie che, nelle prossime settimane, dovrebbero essere raggiunte da due nuove ragazze: due ragazzi dovrebbero invece incominciare il servizio a Chisinau;
a negli anni scorsi sono stati particolarmente significativi in Romania i cosiddetti "Cantieri della solidarietà" (i campi estivi che Caritas Ambrosiana organizza nei mesi estivi in diverse nazioni), che hanno dato pregevoli frutti di conoscenza e condivisione. La visita di don Roberto ha confermato l'intenzione che essi abbiano una continuità, rivalutando la costante richiesta di partecipazione ad essi anche dei volontari rumeni;
a lo sforzo di mantenere una attenzione privilegiata alla ricaduta pastorale nella nostra Diocesi e il desiderio di offrire uno spazio di coordinamento agli interventi di tanti enti di ispirazione cristiana in Romania, ha dato vita a Milano e a Bucarest ad un forum denominato "Tavoloromania" (cfr http://www.tavoloromania.ro). Nel corso del viaggio abbiamo partecipato ad uno di questi incontri: erano presenti 25 enti che, a diverso titolo e in diverse modalità, operano in quella nazione.
L'incontro è stato pregevole per la ricchezza degli interventi e per le possibilità di collaborazione future che si sono create.

Molte e complesse dunque sono le attività che si cerca di sostenere, nell'attenzione ad andare oltre un semplice intervento di assistenza. L'obiettivo è infatti quello di favorire lo sviluppo delle attività delle locali Caritas Diocesane, instaurando un rapporto di vicendevole aiuto e scambio.

Di seguito riportiamo la testimonianza di Chiara, in servizio civile volontario a Bucarest.

Una visita speciale

"Milano e Bucarest sono sempre più vicine e più simili tra loro". Con questa affermazione si apre il Tavolo Romania in un caldo e assolato sabato pomeriggio di primavera a Bucarest, che preannuncia un week-end con una compagnia speciale. Per don Roberto Davanzo è il primo viaggio all'estero come Direttore di Caritas Ambrosiana e la sua prima volta in Romania: lo accompagna don Carlo, che i Balcani li conosce bene, responsabile dei progetti di Caritas nell'Est Europa.
La loro presenza sta proprio a sottolineare la volontà di rinsaldare e rafforzare ancora di più il legame tra i due Paesi.
I ragazzi che incrociamo ogni giorno sui marciapiedi delle strade di Bucarest con gli occhi pieni di malinconia e speranza, potremmo rivederli domani, nelle stesse se non peggiori condizioni, sulle panchine davanti alla stazione centrale di Milano.

…Persone che lasciano la loro terra in cerca di un futuro migliore e che spesso rimangono amareggiate e deluse per non aver trovato quel che volevano, che magari poi tornano col capo chino, il cuore contrito, senza il coraggio di raccontare l'avventura che hanno vissuto, che potrebbe servire da esempio ad altri, ma che per loro stessi è solo un fallimento su cui piangere di nascosto.

…Persone che partono di loro spontanea volontà e persone che partono per volontà di altri, vittime e schiave di traffici poco chiari, che le privano della dignità e della voglia di vivere.

…Bambini che desiderano l'affetto e il calore di una famiglia e che, a causa di leggi troppo teoricamente perfette e troppo lontane dalla realtà, non potranno più partire per trovare il sorriso di una madre e il l'abbraccio di un padre.

…Comunque sempre persone, innanzitutto, che si ritrovano a vivere una vita più difficile di altre, con una croce più pesante da portare.

…E accanto a loro tante altre persone, spesso straniere rispetto a questa terra, che sono qui a lottare ogni giorno contro le ingiustizie e le prepotenze, per difendere i diritti dei più deboli e di chi non ha voce per farsi sentire.

Per tutti e per don Roberto in particolare è stato un week-end pieno di incontri. L'incontro con le realtà operatrici nel sociale in Romania, l'incontro con i primi volontari rumeni, l'incontro con coloro che in questa visita vedevano l'ultima ancora di salvezza per la loro sopravvivenza, l'incontro con le tradizioni rumene, con le danze popolari, la cucina balcanica, con un piatto di "ciorba" e "mici" gustati in compagnia in un parco confusionario, disordinato e dai colori gitani.

L'immagine più bella che mi rimane di questo week-end è un campo da gioco in un cortile in costruzione, un pallone, due figure: un prete rumeno ortodosso e un prete italiano (non uno qualsiasi, naturalmente), che si scambiano qualche tiro, ma è ben di più…
…è uno scambio di parole, di idee, di esperienze, di vite.
…è un domandarsi per interessarsi dell'altro, per conoscerlo, comprenderlo ed entrare in sintonia.
E' l'immagine dell'apertura, del riconoscimento nell'altro del volto di un amico, della condivisione di valori, del mantenimento della propria identità, del lavoro fianco a fianco per un fine comune, del dare gusto alla vita insieme.


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