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 Caritas Decanali a Triuggio

CARITAS DECANALI A TRIUGGIO: 12 - 14 settembre 2003
LA SFIDA DELLA GRATUITÀ: LA CARITÀ QUOTIDIANA CHE RENDE CREDIBILE LA MISSIONE

Il programma è ormai in via di definizione. Nelle verifiche di zona il direttore don Virginio Colmegna ha illustrato le tematiche che si stanno precisando in vista del Convegno del prossimo settembre a Triuggio.
Il tema della carità quotidiana, impostato lo scorso anno e approfondito con il sussidio formativo "Strade quotidiane della carità", trova nuova precisazioni nello spirito del programma diocesano che l'Arcivescovo Card. Dionigi Tettamanzi sta elaborando e illustrando. "Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date" (Mt 10) dice Gesù agli apostoli inviati in missione.
E a se stesso Gesù applica le parole profetiche per cui è stato mandato a portare una buona novella ai poveri e una notizia di liberazione agli oppressi (Lc 4). Non quindi altre leggi a cui sottomettersi, ma l'annuncio di una salvezza attraverso la missione di colui che è venuto per farsi "servo": "eppure io sono in mezzo a voi come colui che serve" (Lc 22). Il servizio e la gratuità che nella carità si offre, assume forme sempre nuove in relazione ai tempi e ai bisogni manifestati dalle condizioni dei poveri. Nel percorso dell'anno che si conclude abbiamo individuato la necessità di ricreare un tessuto sociale sul territorio, perché sia non un luogo di solitudini, ma un luogo abitato, dove le relazioni comunitarie permettano ai poveri di sentirsi nella comunità cristiana come a casa loro (cfr. n. 50 Lettera apostolica "Novo Millennio Ineunte").
Ci sono le povertà delle grandi emergenze che si impongono all'attenzione, spesso solo emotiva, del grande pubblico che segue le informazioni di giornali e televisioni, ma ci sono altre povertà che fanno meno clamore e che non si possono risolvere con uno slancio momentaneo: pensiamo solo al tema degli anziani che abbiamo proposto in occasione della raccolta indumenti usati. Queste forme di povertà interrogano sia le istanze istituzionali sia il nostro vissuto quotidiano e lo stile della vita comune: essi devono essere tali da permettere l'attenzione a queste persone senza la necessità di toglierle dagli ambiti quotidiani della vita.
Se nello scorso anno abbiamo iniziato a verificare la presenza delle Caritas parrocchiali sul territorio diocesano, quest'anno vorremmo vedere insieme con esse il compito di promuovere lo "stile della gratuità" nella vita quotidiana; stile che ha a che fare con il tema del volontariato, ma che non è riducibile ad esso: spesso il volontariato si traduce, infatti, in azioni molto codificate e delimitate nel tempo di una persona, la quale può gestire, poi, secondo altri criteri tutte le altre relazioni quotidiane.
A dire il vero anche questa forma di volontariato, per cui una persona fuori da contratti di lavoro dedica del tempo per un servizio sociale, merita di essere continuamente promossa, perché non è mai scontato che possa godere di stima. Però c'è una dimensione di vicinanza gratuita a chi è nel bisogno che non è facilmente strutturabile nemmeno come un volontariato, ma istituisce proprio quelle forme di prossimità quotidiana per la quale chi è nel bisogno resta sempre nella comunità. Di questo ci vorremmo occupare.
C'è la riflessione sulla qualità delle nostre relazioni in un contesto sociale che si confronta con il fenomeno della globalizzazione; c'è poi il riflesso antropologico dello stile di gratuità e ci sono, infine, indicazioni sullo stile della gratuità che ci vengono dalla riflessione pastorale. Saranno i professori Mauro Magatti, Mauro Ceruti e don Luca Bressan ad accompagnarci in queste tre passaggi del percorso. Una tavola rotonda con due voci femminili permetterà nella mattinata di domenica di approfondire la riflessione sulla valenza pedagogica della prossimità ai poveri e sulle potenzialità del volontariato internazionale: saranno presenti Eugenia Montagnini (Centro Sociale Ambrosiano) e Sabina Siniscalchi (Mani Tese). Una serata in dialogo con i giovani che hanno partecipato alle proposte della Caritas permetterà ai responsabili presenti di verificare i percorsi capaci di introdurre i giovani nel servizio della Caritas.
Il convegno è principalmente rivolto ai responsabili decanali, che possono però invitare qualche loro stretto collaboratore (indicativamente: da due a quattro persone in totale per decanato). Nei prossimi giorni arriverà il programma dettagliato. Si raccomanda la partecipazione per tutta la durata del convegno e cioè dal pomeriggio di venerdì 12 settembre (accoglienza dalle h. 16.00) fino al pranzo di domenica 14 settembre; per chi proprio non potesse è possibile partecipare solo a qualche momento. Per i responsabili di decanato è comunque indispensabile la presenza per tutta la giornata di sabato 13 settembre.
Per motivi organizzativi preghiamo caldamente di provvedere alla regolare iscrizione, secondo le indicazioni che troverete sul volantino che potrà essere scaricato anche dal nostro sito www.caritas.it

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