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 Dal territorio

Continuiamo il nostro percorso di conoscenza del territorio. Questa volta ci spostiamo nella zona pastorale di Varese per ascoltare la testimonianza di Marco e Isabella, del decanato di Tradate, che sono stati tra i promotori dell'unità di strada sul loro territorio.

L'unità di strada è un primo contatto con le donne vittime della tratta e della prostituzione, che spesso sono completamente isolate.

Gruppo MARES: un'unità di strada nel decanato di Tradate
C'è un cane nel nostro giardino; abbaia in continuazione, notte e giorno. A chi non verrebbe in mente di tirargli la classica ciabatta dal quarto piano? Adesso però non voglio parlare di cani, ma di persone; anche se il succo purtroppo non cambia perché il parco pineta di pianbosco è un po' il giardino della nostra zona, ma da parecchi anni sulle due strade che lo attraversano ci sono una ventina di prostitute di colore e questo disturba.
Non abbaiano ma la loro presenza, il loro atteggiamento provocante, gli abiti quasi inesistenti fanno decisamente più rumore. E da allora tirargli la classica ciabatta (insulti dalle macchine che passano, prese in giro, rapine sistematiche, retate di dissuasione) è diventata l'unica soluzione percorsa. L'ennesima pesante ciabatta è arrivata il 20/4/2000 dalle righe di un quotidiano locale che sosteneva che "le prostitute nel parco sono un flagello perché sporcano il verde e provocano incidenti". Questa volta la ciabatta ha lasciato il segno, quantomeno in alcuni giovani che vivono nei paesi vicini. Giovani che provengono dall'ambiente delle parrocchie, dei missionari comboniani, con esperienze di volontariato anche con Caritas, comunque nessuno esperto del tema. Abbiamo pensato che forse bisognava scendere a vedere e constatare che se il cane abbaia è perché sta male, ha fame o quantomeno ha bisogno di aiuto.
Ma continuiamo a parlare di persone. Offrire qualcosa di veramente utile a queste ragazze non è semplice, per cui ci siamo rivolti ad un amico operatore in Avenida, l'unità di strada della Caritas, per avere spiegazioni su come gestire un intervento in questa realtà. È iniziato tutto così, nella primavera del 2000 e per un anno e mezzo sono stati tanti piccoli passi, formazione, mappatura del territorio, contatti con gli enti locali, reperimento dei mezzi necessari, la partecipazione al tavolo regionale sulla tratta, il tutto indirizzati dagli amici di Avenida e dalla segreteria donne della Caritas Ambrosiana.
Tanti piccoli passi tra un esame all'università e un permesso chiesto al lavoro. A fine estate del 2000 una delle ragazze che "lavora" in quella zona viene uccisa da due ragazzini; si chiamava Mares e a lei abbiamo dedicato la nostra attività. Diventando sempre più autonomi, abbiamo spostato il nostro riferimento dalla Caritas Ambrosiana a quella decanale di Tradate che già dall'inizio aveva sposato il progetto mettendoci in contatto con l'associazione Allodola che si occupa di interventi sulle marginalità e che ci ha fornito da subito l'appoggio giuridico per l'intestazione di mezzi e fondi. 4 dicembre 2001.
Quattro ragazzi tesi ed imbarazzati con l'adrenalina di una missione su Marte, entrano per la prima volta in una dimensione parallela a quella frettolosa normalità che sfreccia lungo quelle strade, popolata dagli scarti della società che invece trascinano a stento la propria vita. Clienti pervertiti, uomini incapaci di una relazione con l'altro sesso o semplicemente malati di solitudine, giovani sbandati, padri in crisi di identità, ladri, xenofobi, extracomunitari emarginati, protettori aguzzini, e forze dell'ordine fin troppo ciniche; un campionario da far gola a qualsiasi psicoterapeuta, e in mezzo a loro venti ragazze che di sbagliato hanno solo quella maledetta decisione di affidarsi a sconosciuti per cercare una vita dignitosa in quell'Italia capace solo di offrirgli la sua parte più malata e tante ciabatte in faccia. Ragazze nigeriane che si impegnano a pagare cifre a loro sconosciute in cambio di un volo ed un lavoro onesto ma che si trovano a dover pagare anche 70.000 € vendendosi su una strada; o ragazze dell'est ingannate dal proprio "fidanzato", vendute e costrette con la violenza a prostituirsi.
E noi lì in mezzo a dire, con la nostra presenza spesso inutile, che c'è anche un volto umano in questo paese, un volto che per loro è una boccata d'aria fuori dalla trincea dove sono assediate tutto il giorno. Ma praticamente cosa facciamo? Ogni sabato una squadra di tre volontari incontra le ragazze che si trovano di giorno sulle strade che attraversano i boschi del parco pineta tra Tradate e Appiano Gentile e da qualche mese anche di notte sulle statali che attraversano la bassa comasca. Cerchiamo di avere un approccio il più umano possibile presentandoci come gruppo di amici che offre amicizia e assistenza soprattutto in riferimento a loro necessità sanitarie e/o legali. Per la parte sanitaria ci avvaliamo della collaborazione di medici, e dello sportello CASA dell'ASL di Varese. Alle ragazze lasciamo un volantino con il nostro numero di telefono al quale possono trovarci in caso di bisogno. Le caritas locali ci offrono costante appoggio per spazi e materiale di prima necessità da offrire alle ragazze. La Caritas Ambrosiana rimane invece un riferimento culturale e logistico importantissimo per chiunque lavori in questo campo. L'obiettivo principale del gruppo Mares, e in molti casi il più difficile da raggiungere, è però quello di instaurare una relazione con le ragazze.
Una relazione in cui loro possano sentirsi persone. In quei pochi minuti in cui ci incontriamo, loro non sono merce in "vendita" o presenze indesiderate, ma persone. Cerchiamo di instaurare con loro un rapporto positivo e di fiducia, che in qualche caso si è trasformato in amicizia. Sentendosi valorizzata la ragazza ricomincia a considerarsi tale e a prendere in mano la propria vita. Dopo mesi, a volte questo porta all'uscita dallo sfruttamento, intraprendendo un percorso di recupero e inserimento attraverso apposite strutture di accoglienza con le quali lavoriamo in rete; a volte non ne hanno la forza o la paura per le ritorsioni, anche alla famiglia di origine, le blocca; ma è una decisione importante e, almeno per una volta, spetta solo a loro prenderla. La cosa più difficile di questa attività è riuscire a farsi carico delle storie delle ragazze, senza farci stravolgere. Per questo un momento importantissimo sono le riunioni bisettimanali durante le quali si discute delle ragazze, ci si comunica informazioni e sensazioni sulle diverse situazioni incontrate, per scaricare sul gruppo la tensione delle storie di cui la squadra in uscita si è fatta carico.
Il gruppo è composto da soli volontari selezionati tramite un corso di formazione che organizziamo quando c'è l'esigenza di forze nuove (prossimamente se ne terrà uno a settembre). Le parrocchie sono i principali bacini di provenienza dei volontari, ma non solo e questo arricchisce di molto il gruppo. A questa disponibilità rispondiamo portando spesso la nostra esperienza tramite testimonianze nei vari gruppi. Parte importante del nostro lavoro è infatti la sensibilizzazione che proponiamo anche a scuole, o a platee di adulti, attraverso giornali e radio, consapevoli che l'unico modo di affrontare realmente il fenomeno prostituzione è quello di parlarne ed informare tutti, perché tutti potenzialmente possiamo diventare clienti o quantomeno tiratori di ciabatte!
Per qualsiasi informazione siamo rintracciabili sul cellulare del gruppo (333-9849883) o via mail gruppomares@yahoo.it.



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