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L'estate, la montagna, il riposo

L'estate
E' sempre un po' imbarazzante cedere alla retorica dell'estate, tempo di vacanza, tempo di ferie.
Molti in ferie non possono andarci, tantissimi non si allontanano dalla città. Io vorrei poter dire cose che possano essere vere per tutti.
Vacanzieri e no.
Di certo l'estate è un tempo di attenuazione delle normali attività, dei normali ritmi.
L'estate è dunque una grande opportunità. Non solo vacanza, vuoto, ma spazio finalmente riempibile di esperienze necessarie alla nostra vita, di ingredienti di cui la nostra "dieta" ha assolutamente bisogno. Proviamo ad elencarli.
- L'attenzione alla nostra interiorità, che favoriremo attraverso letture capaci di farci rientrare in noi stessi, capaci di metterci in ascolto di quella Parola capace di farci sognare il domani preparato da Dio per noi.
- Il desiderio di prossimità, di relazioni che i ritmi normali ci impediscono. Andranno recuperati con cura anche quei rapporti parentali spesso mortificati e disattesi durante l'anno.
- La ricerca di serenità e di un senso autentico. Non possiamo arrivare alla ripresa delle attività lavorative senza un supplemento di libertà rispetto agli idoli che ci vedono inginocchiare (successo, salutismo, denaro, furbizia,) rendendoci meno umani.
Sia questa la preoccupazione nell'organizzare i mesi che abbiamo davanti.

La montagna
Permettetemi una riflessione circa il rapporto tra estate e montagna, certamente condizionata dai miei gusti personali, ma non credo del tutto peregrina. Tutta la rivelazione biblica ci porta a considerare il monte come simbolo di solitudine, di intimità con Dio, di incontro ogni volta nuovo con il Signore. La vicenda stessa di Gesù è stata costellata da episodi legati al monte: dalla trasfigurazione all'omelia delle beatitudini, dalla crocefissione all'ascensione.
Certamente non tutti trascorreremo le nostre ferie in montagna. Ciò non toglie che le esperienze suddette non siano da cercare là dove saremo, solo se avremo il coraggio di non fare delle nostre vacanze un luogo di rumore e di superficialità.

Il riposo
Consisterà come al solito non nello spreco del tempo, bensì nella coltivazione di momenti in cui la nostra creatività sia valorizzata, in cui anche il nostro corpo venga "messo in moto" attraverso attività compatibili con la nostra età e con la nostra salute. Su tutte, l'attività principe sia quella di camminare nella natura per recuperare i giusti ritmi, nonchè la capacità di guardarci attorno, grazie alla "lentezza" tipica di questa azione primordiale dell'essere uomini.
C'è un modo da cristiani di riposare, come c'è un modo da cristiani di vivere una vacanza o di fare turismo: quello di chi ricerca l'incontro con culture diverse per conoscerle ed apprezzarle, di chi "usa" il turismo e la vacanza per prepararsi a quella società multi-culturale verso la quale ci stiamo muovendo, quella che sarà il futuro dei piccoli di oggi.



Don Roberto

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