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"… E DIO LI HA
TROVATI DEGNI DI SÉ" (Sap 3,5)
Raccolta Diocesana Caritas indumenti usati - 15 maggio 2004 E' questo
il titolo scelto per la tradizionale raccolta di indumenti usati,
legata quest'anno ad un tema impegnativo, quello del disagio psichico.
Nella giornata del 13 marzo c'è stata l'opportunità di approfondire
l'argomento: in quell'occasione è stato messo a disposizione un
sussidio che si può reperire presso l'ufficio documentazione della
Caritas Ambrosiana. Ad esso rimandiamo invitando ad utilizzarlo
per momenti di incontro e riflessione all'interno delle comunità
parrocchiali. Quella della sofferenza mentale è una realtà difficile,
che sfida e interroga il nostro essere cristiani e le nostre comunità.
Lo scorso anno Caritas Italiana ha pubblicato un piccolo sussidio
su questo tema, elaborato da un gruppo di lavoro appositamente costituito.
Proprio nelle prime pagine di questo testo, intitolato "Un dolore
disabitato", si spiega perché la Chiesa si deve occupare della sofferenza
mentale:
"Una prima risposta risiede nell'attenzione ai bisogni che la
Chiesa è chiamata a vivere in sintonia con il vangelo, dando voce
a chi non ha voce, sostenendo i più deboli, promuovendo la forza
della giustizia. La sofferenza mentale è, tra le povertà, quella
che più deve interrogarci: sperimentarla è vivere privo di appoggi,
di difese, di consensi, lontano dagli altri, separato dagli altri,
chiuso in se stesso, estraneo alla vita. E' essere tra gli ultimi
della fila, quelli che non contano, non si sentono, non sanno difendersi,
non riescono a pesare nelle decisioni politiche e sociali. Una comunità
cristiana che ha ricevuto l'amore appassionato di Dio è chiamata
costantemente a vedere i volti dei poveri e dei sofferenti, a tendere
le orecchie per ascoltarne le grida d'angoscia e di disperazione,
a muovere i piedi per avvicinarsi loro e a muovere il cuore, come
racconta la parabola del buon samaritano, così da realizzare il
và e anche tu fa lo stesso (Lc 10,37) pronunciato da Gesù. … La
Chiesa non può delegare di fronte a bisogni profondi, laceranti,
urgenti e, indubbiamente, la sofferenza mentale è compresa tra le
realtà più drammatiche che interpellano la comunità cristiana. In
virtù del suo mistero di comunione, la Chiesa è chiamata a essere
un mondo di relazioni generose, di ascolto attento, di legami profondi,
di ricerca continua del dialogo - tra diverse religioni, tra differenti
generazioni, tra credenti e non credenti, tra soggetti di diversa
provenienza sociale - e tutto questo è antidoto contro la grave
carenza relazionale di cui è ammalato il nostro tempo, il quale
favorisce lo svilupparsi del disagio mentale e non ne permette la
guarigione. … Una comunità cristiana in dialogo con il territorio
può favorire la qualità e la solidità della rete sociale. Il tema
della follia induce le coscienze a interrogarsi sul dolore, sulla
libertà, sul significato dell'esistenza. In senso ampio la salute
mentale evoca questioni importanti come il desiderio dell'uomo di
essere felice, di star bene con se stesso, di trovare relazioni
significative, di essere qualcuno; induce anche a riflettere seriamente
sulla fragilità umana con la quale tutti devono fare i conti, sulla
dignità della persona che ha valore anche se la sua mente non riconosce
più la realtà, sull'unicità dell'individuo che prova benessere quando
non considera entità separate il corpo e la mente e non si sente
frammentato nei diversi ambienti e nei diversi ruoli che la sua
giornata gli impone (è significativo che la sensazione più dolorosa
di chi soffre per una psicosi sia il senso profondo di disgregazione).
La Chiesa ha il compito di aiutare a riflettere sugli aspetti centrali
della vita, di restituire senso, di diffondere la speranza della
promessa evangelica anche di fronte alla paura e all'incomprensibile".
Inutile negare che è ancora molto diffuso il terrore nei confronti
della malattia psichica. Spesso si nasconde la propria paura e ci
si appella alla necessità di un approccio specializzato e della
cautela, dimenticando che un contesto accogliente è senz'altro un
primo importante passo.
Certo poi ci si accorge che non bisogna essere ingenui e che il
disturbo psichico, soprattutto nelle forme più gravi, chiede un
intervento competente.
Occorre promuovere, a partire dai più giovani, uno stile di rispetto
e accoglienza per ciascuno, anche per chi può apparire "strano",
isolato, sofferente. Riflettere attorno al tema della sofferenza
mentale vuole allora favorire la conoscenza necessaria che apre
all'accoglienza e al contempo allontana la paura, che produce solo
isolamento e rifiuto ad avvicinarsi a chi soffre di disagio psichico.
Il ricavato della raccolta andrà a finanziare progetti sul territorio
a sostegno di chi soffre di disagio psichico: i progetti saranno
scelti in ordine ad alcuni criteri che verranno indicati in seguito.
I proventi della Raccolta indumenti usati 2003 sono stati
destinati a finanziare i seguenti sette progetti in Diocesi
a favore delle attività per anziani e un progetto a favore di attività
in area internazionale.
Li riportiamo con una breve descrizione, come una forma di testimonianza
di fantasia della carità presente nelle nostre parrocchie.
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