|
Caritas Italiana
COSÌ VICINI COSÌ LONTANI. LE PERSONE SENZA DIMORA: PROCESSI DI
ESCLUSIONE PERCORSI DI PROSSIMITÀ
Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 2004, pp. 84, € 2,60
La recente pubblicazione di Caritas Italiana per i tipi delle Edizioni
Dehoniane di Bologna, conferma il favorevole riscontro avuto dalle
precedenti uscite su temi attuali quali ad esempio la sofferenza
mentale, l'immigrazione, l'esperienza della carcerazione. Il testo
licenziato affronta la situazione delle persone senza dimora (all'inglese
homeless) tematizzando sia un percorso di conoscenza sia gli approfondimenti
e le eventuali azioni che la comunità nel suo insieme può porre
in essere. Il testo si struttura in sette capitoli che trattano
la questione per fasi successive. Nella prima parte si affronta
quali siano i presupposti all'azione ovvero la necessità di un discernimento
capace di fornire gli strumenti critici e concettuali per progettare
un intervento. L'approfondimento delle motivazioni che per Caritas
Italiana altro non sono che "la scoperta di come può essere praticata
una carità intelligente" conducono a forme auspicabili di accoglienza
strutturate e realizzate per accompagnare e sostenere chi è nel
bisogno.
La parte seconda ricerca e propone una possibile definizione di
persona senza dimora; affronta secondo una prospettiva interdisciplinare
le nuove forme di povertà e conduce a recuperare gli elementi per
comprendere le dinamiche sociali, le situazioni, i volti che odiernamente
incrociano gli operatori sociali nelle azioni di prossimità. La
prospettiva che viene offerta è quella di rileggere i "gesti di
carità" in stretta connessione con la dimensione politica intesa
come ricerca del massimo bene comune. La grave emarginazione, si
dice testualmente, è innanzitutto un problema politico. Se è vero
che il grado di civiltà di una società si può misurare a partire
dal modo in cui essa tratta i suoi membri in difficoltà la comunità
civile ed ecclesiale deve poter essere messa nella condizione di
agire e partecipare alla definizione dei percorsi di uscita dalla
grave emarginazione. È un richiamo forte e concreto affinché non
sia dato a titolo di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia.
Il lavoro di rete, il credere nella possibilità del cambiamento,
il rifiuto delle deleghe sono premesse fondamentali per un'azione
di advocacy e di tutela dei diritti di cittadinanza. Una tutela
che riconosce innanzitutto il valore imprescindibile della persona
e la sua dimensione integrale.
Nel quarto e nel quinto capitolo si affronta quindi il tema centrale
della comunità cristiana in relazione ai bisogni e ai diritti delle
persone senza dimora; lo stile dell'accoglienza, il servire come
progetto e la integrazione come impegno divengono luogo di denuncia
e segni di speranza. Il testo, nel capitolo successivo, non poteva
tralasciare una sezione con esempi concreti di forme di intervento
praticate e le relative riflessioni di natura metodologica. Cos'è
un'accoglienza notturna e come si struttura, i centri diurni e la
soglia di accesso sono solo due dei numerosi esempi ed esemplificazioni
proposte.
In chiusura un'ampia sezione documentaria offre al lettore spunti
per ulteriori approfondimenti critici. Bibliografia che pur affrontando
il tema delle persone senza dimora propone occasioni di conoscenza
dello scenario sociale e culturale odierno per capire come le forme
di povertà estreme siano alla fine il risultato mancato di quei
meccanismi di produzione del benessere che generano disagio per
poi abbandonarlo a se stesso.
Il testo promuove l'attenzione e l'accoglienza da parte della comunità
cristiana delle persone senza dimora; perché si facilitino percorsi
di riflessione e progettazione ricche di senso e promotrici di cambiamento.
Raffaele Gnocchi
Torna
all'indice
|
|