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Il tema della Giornata Diocesana Caritas
di quest'anno è quello della gratuità e della condivisione, così
come è stato indicato dal nostro Arcivescovo nel percorso pastorale,
particolarmente improntato alla missionarietà. "Gratuitamente avete
ricevuto, gratuitamente date", questo il titolo: vuole essere una
riflessione sul volontariato e sui servizi di prossimità, al fine
di consegnare a tutte le nostre comunità un percorso in cui si palesi
come l'attenzione verso i poveri implichi una quotidianità di presenza
con le persone che vivono sul nostro territorio. Sono loro i protagonisti
della storia delle nostre comunità cristiane: anziani, bambini,
persone malate, chi vive situazioni di disagio familiare, in una
povertà estrema che bussa con sempre più frequenza alla nostra porta.
E' fondamentale un grande impegno formativo in quest'attenzione
verso il prossimo, fatto di aiuti concreti e di scambi di reciprocità.
Sul nostro territorio esistono già numerose vie di assistenza ai
più deboli, attraverso l'associazionismo di ispirazione cristiana
che in questi anni ha arricchito il tessuto della solidarietà quotidiana:
altre realtà stanno nascendo grazie a quella fantasia della carità
che sta diventando sempre più un fulcro del nostro operare.
Noi dobbiamo evidenziare la dimensione di carattere formativo, di
carattere pedagogico e anche le radici fondanti di quest'attenzione,
che implica un legame forte con chi ha bisogno. Nel volto del povero
possiamo riconoscere quello di Gesù, quando in Matteo 25,35 dice:
"Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete
dato da bere"
Questo è il ruolo della Caritas, che nelle comunità è attiva, mobilita
entusiasmo, con attenzione al mondo giovanile, ma soprattutto ha
le competenze per poter essere sempre più a servizio delle persone.
In questo periodo in cui si avverte una caduta di speranza e si
vive l'insicurezza e la fragilità, in cui aumentano le distanze
tra ricchi e poveri e i contesti di disagio sono sempre più diffusi,
noi dobbiamo stare in mezzo a queste situazioni per coinvolgere
sempre più persone in percorsi di prossimità.
Questo perché non esiste il povero, il disabile, come qualcosa di
astratto: ogni persona ha una sua storia personale e irripetibile.
E allora chi più delle Caritas, radicate nel territorio e che prestano
attenzione tramite i propri centri di ascolto, sono in grado di
conoscere ogni singola situazione e recare conseguentemente aiuto?
Ecco, questo è l'augurio che noi portiamo nella Giornata Diocesana
Caritas: quello di restare insieme in questa sapienza della carità
che sta producendo modelli di risposta innovativi e arricchisce
il nostro impegno quotidiano. L'auspicio rivolto a tutti è quello
di intraprendere quanto prima questo cammino indicato dalla Giornata
Diocesana, cercando di mantenere uno stretto rapporto con la Caritas
ed i servizi che essa offre per costruire percorsi che non siano
improvvisati ed episodici, ma che abbiano il carattere della continuità.
Se si aiutano le persone, infatti, bisogna anche dare loro un senso
di dignità, inquadrandolo in una più ampia garanzia dei diritti
di cittadinanza di ognuno. Richiamando quanto il Cardinal Tettamanzi
ci ha ricordato l'anno scorso, non dobbiamo dare in elemosina ciò
che invece va restituito in giustizia. C'è quindi uno stretto rapporto
tra carità ed equità che non possiamo mai dimenticare nei nostri
modi di operare e di essere presenti sul territorio.
don Virginio Colmegna
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