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Mi sarete testimoni

Giornata di eremo

Continua l'iniziativa ormai consolidata delle Giornate di eremo. Anche quest'anno le giornate programmate sono tre nell'arco dell'anno pastorale ed in zone pastorali differenti. La prima di queste giornate è prevista per sabato 13 dicembre p.v.. In tante occasioni ci siamo detti che il nostro operare, il nostro "correre", ha senso se è radicato su un solido fondamento: Gesù Cristo. Per questo riteniamo che momenti di preghiera e silenzio siano doverosi e ciascuno dovrebbe ritagliarsi degli spazi utili da dedicare all'ascolto della Parola.
Oggetto delle nostre giornate di eremo sono sempre state le lettere pastorali che hanno accompagnato il nostro cammino. Anche quest'anno dunque ci fermeremo a riflettere su quanto il percorso pastorale diocesano ci propone.
Anzi è proprio il nostro Cardinale che ci invita a fermarsi e prendere tempo per cogliere in profondità lo spirito del documento, chiedendo che si riservino momenti di attenta lettura e meditazione orante del testo. Le giornate di eremo si collocano in questa prospettiva. Nell'arco della giornata sono previste due meditazioni: una al mattino dopo la celebrazione delle Lodi, e una nel pomeriggio. La prima meditazione è intitolata "Contemplare il volto del Signore" e avrà come riferimento il testo di S. Paolo ai Filippesi (2,5-11), in cui si richiamano i discepoli ad avere "gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù".
Con la seconda meditazione si vuole fare un passo ulteriore, collocandoci "Alla scuola di Gesù per imparare a vivere in una logica di servizio e di dono". Il testo di riferimento è tratto dal Vangelo di Giovanni (12,20-32).
L'intera giornata è quindi caratterizzata da ascolto e preghiera, personale e comunitaria, e avrà il suo culmine nella celebrazione Eucaristica. In questo anno pastorale in cui, a partire dalle riflessioni fatte in occasione del convegno delle caritas decanali dello scorso settembre, stiamo approfondendo il tema della gratuità, ci sembra doveroso sollecitare tutti a trovare anche il tempo di fermarsi e di stare con il Signore Gesù, nella consapevolezza che:

L'esigenza fondamentale per la Chiesa e per il cristiano è quella di tenere sempre fisso lo sguardo sul volto del Signore, di diventare sempre più contemplatori di questo volto. La contemplazione del volto di Gesù assume, tra gli altri, il significato di essere una condizione essenziale e insostituibile e, nello stesso tempo, una forza propulsiva per l'annuncio del Vangelo. Solo se Gesù Cristo è "visto" da noi, da noi può essere "fatto vedere" agli altri! La contemplazione del volto di Gesù assume, ancora, il significato di essere il contenuto del progressivo cammino di fede, il frutto e la misura della sua maturazione. In questo senso, si possono comprendere l'augurio e la preghiera dell'Apostolo agli Efesini: "Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio" (3, 17-19). La contemplazione del volto di Gesù stimola il credente a sviluppare un interessantissimo itinerario di vita spirituale che, attraverso diverse tappe, conduce a una "assimilazione" sempre più ampia e profonda dei "sentimenti" di Gesù (cfr. Filippesi 2, 5). (Da "Mi sarete testimoni", n. 27 )


Nella pagina dedicata agli appuntamenti si possono trovare tutte le indicazioni e i riferimenti utili per poter partecipare alla giornata di eremo.

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