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Per progettare
ed accompagnare la presenza della Caritas sul territorio
E' questo il titolo del nuovo sussidio che i responsabili
decanali della Caritas e i parroci hanno ora a disposizione per
il loro compito di promozione della Caritas sul territorio.
E' il frutto dell'esperienza di questi anni, in cui il Sinodo 47°
della diocesi (1995) è stato interpretato e tradotto in forme concrete
di attività e organizzazione pastorale, sullo slancio di un percorso
segnato da alcune tappe fondamentali: nel 1975 la fondazione della
Caritas Ambrosiana, nel 1986 il Convegno "Farsi prossimo", senza
ovviamente dimenticare la tradizione di carità delle nostre parrocchie.
Nel libretto si trova anche un po' di storia: la fondazione della
Caritas Internationalis durante l'anno santo del 1950, della Caritas
italiana nel 1971.
Si ricordano poi i momenti delle emergenze nazionali: Terremoto
del Friuli, dell'Irpinia, di Umbria e Marche e di tante altre occasioni
che hanno suscitato lo slancio dei volontari e il coraggio dei responsabili
Caritas.
I primi si sono conosciuti e hanno conosciuto la Caritas e ritornando
a casa si sono impegnati ad animare la carità sul loro territorio.
La Caritas, da parte sua, si è fatta stimare dall'opinione pubblica
e dalle istituzioni e si è costruita una "buona fama" da giocarsi
continuamente in altre scelte profetiche di attenzione ai poveri
meno scontate rispetto al consenso pubblico.
Questo percorso, attraverso il quale le situazioni di emergenza
hanno fatto intuire le necessità della carità nel quotidiano,
è simbolico di tutto il percorso Caritas.
Essa deve la sua fama proprio alla qualità degli interventi nelle
emergenze ed è impegnata a richiamare l'attenzione sul quotidiano
che non fa notizia, ma dove chi è nel bisogno aspetta con urgenza
la testimonianza di chi si fa prossimo. Nel libretto si può trovare
poi la rilettura dell'esperienza fatta ed anche progetti di evoluzione
per il futuro.
Essi sono stati oggetto di riflessione da parte dei responsabili
decanali che li hanno arricchiti con il loro contributo: il lavoro
poi è stato portato a compimento dal Comitato promozionale della
Caritas Ambrosiana. Il sussidio è già stato inviato ai responsabili
parrocchiali e ai parroci dove non c'è un responsabile Caritas.
E' comunque a disposizione presso l'ufficio documentazione della
Caritas Ambrosiana e il testo si può trovare anche sul sito
www.caritas.it/13. Chiediamo che sia proposto ai consigli
pastorali parrocchiali e decanali e che comunque sia oggetto
di un incontro nei coordinamenti delle Caritas decanali e nelle
Caritas parrocchiali.
Suggeriamo che se ne faccia una lettura generale e si approfondisca
qualche punto di interesse immediato.
Altre indicazioni di approfondimento arriveranno tramite l'inserto
"Farsi prossimo" lungo l'anno. Chi lo studierà vi troverà i documenti
ecclesiali ai quali la Caritas fa riferimento, quelli della
Chiesa italiana e quelli della chiesa ambrosiana, con le parole
chiave che ritornano ormai nel linguaggio tradizionale della
nostra Caritas e che sono ricondotti al loro contesto originario:
funzione prevalentemente pedagogica, pedagogia dei fatti; opere
segno; organismo pastorale; pastorale d'insieme, cura per il povero,
ecc.
Uno spazio è riservato alla descrizione degli aspetti organizzativi:
per fare pastorale servono persone, disponibili e rintracciabili;
servono collegamenti tra le persone e tra i diversi ambiti operativi.
Le commissioni, i responsabili, gli incaricati, i rappresentanti,
le riunioni: tutto serve a definire un tessuto sociale, una trama
di relazioni capace di far incontrare le persone, di accogliere
e valorizzare le intuizioni di ciascuno e di elaborare progetti
comuni.
Mettere ordine tra i collegamenti, nella distribuzione delle competenze,
nei riferimenti e negli incarichi è l'obiettivo che ci si era dati
nel percorso di verifica che ha portato al testo definitivo. Il
lavoro ha permesso di individuare punti di forza su cui contare
e nuovi ambiti da promuovere. Questa attività ci permette di mirare
immediatamente ad uno degli obiettivi indicati dalle linee operative
del percorso pastorale "Mi sarete testimoni" proposto dal
nostro Arcivescovo Card. Dionigi Tettamanzi.
Chiedo [… che…] in ogni articolazione della nostra Diocesi (parrocchia,
decanato, zona pastorale), oltre a valorizzare quelle già presenti,
si identifichino quali altre figure di operatori pastorali vanno
concretamente promosse. È un discernimento doveroso, finalizzato
a registrare le reali esigenze dell'azione pastorale oggi in ogni
singola comunità e a creare le condizioni per una risposta adeguata
a queste stesse esigenze. Ci sollecitano a questo la necessità e
l'urgenza di rinnovare e rinvigorire in ogni nostra comunità lo
slancio missionario voluto dal Signore risorto. (Mi sarete testimoni,
n. 93)
Un contributo prezioso è già pervenuto attraverso le "schede
gialle" che le Caritas parrocchiali hanno compilato. Innanzitutto,
dalle schede ricevute, abbiamo già rintracciato 150 nuovi responsabili
di Caritas parrocchiali (su un elenco di circa 800 nominativi a
nostra disposizione in precedenza). Di alcuni non avevamo l'aggiornamento,
altri invece sono stati nominati grazie a questa sollecitazione.
In ogni caso un primo risultato della fatica è che ci sono 150
responsabili che da ottobre inizieranno a ricevere "Il segno"
con l'inserto "Farsi prossimo" e tutti gli altri strumenti di sostegno
al loro lavoro. Anche attraverso questo servizio le loro parrocchie
saranno collegate con la diocesi.
In questa linea è già stata pensata una nuova proposta di formazione
per "Nuovi responsabili Caritas e animatori della carità": essa
è già stata impostata secondo i criteri delle Scuole Diocesane per
Operatori Pastorali, che lo stesso Arcivescovo ha scelto di valorizzare:
[Il] "senso di Chiesa" [che deve caratterizzare gli operatori pastorali]
va adeguatamente educato in tutti e in ciascuno, attraverso ogni
iniziativa e ogni itinerario formativo. È quanto, insieme con la
formazione dottrinale e metodologica specifica per ogni operatore,
va assicurato, in particolare, mediante le Scuole Diocesane per
gli Operatori Pastorali. Chiedo pertanto che - nella scia del cammino
fatto nel precedente biennio pastorale con la già citata iniziativa
"Collaboratori della vostra gioia" - la Segreteria delle Scuole
Diocesane per gli Operatori Pastorali, in collaborazione con i diversi
Organismi di Curia interessati, individui i mezzi per una convinta
riproposizione e un efficace rilancio di queste stesse Scuole. (Mi
sarete testimoni, n. 93)
Dalle medesime schede è stata anche rilevata una serie lunghissima
di attività promosse dalle Caritas parrocchiali che potremmo chiamare
"servizi di prossimità", fondati quasi totalmente da volontari
che in modo capillare assicurano attenzione alle persone con difficoltà.
E' proprio anche dalla conferma di un dato già intuito attraverso
gli incontri con i responsabili dei Centri di ascolto e con i responsabili
decanali che si è avviata una riflessione, impostata dal direttore
don Virginio Colmegna nella sua relazione di presentazione del
programma Caritas alle zone pastorali: essa tende ad individuare
forme di potenziamento di questi servizi, immaginando, accanto ai
Centri di ascolto dei "Centri di prossimità" con lo
scopo di valorizzare e integrare questi numerosi servizi e di preparare
forme nuove di prossimità che si rendono urgenti. Questo è quindi
un passo nuovo nel percorso lungo il quale le Caritas parrocchiali
si stanno radicando sul territorio. Su questo argomento torneremo.
Le informazioni relative al corso di formazione per "Nuovi responsabili
Caritas e animatori della carità" si possono trovare nella pagina
degli appuntamenti.
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