|
L'IMPEGNO DELLA CARITAS ALLA LUCE DEL
PERCORSO PASTORALE DIOCESANO
Il convegno diocesano delle Caritas decanali, di cui parliamo
nelle pagine successive, si è concluso con l'intervento di Mons.
Merisi, Presidente della Caritas Ambrosiana, che ci ha aiutato a
ricollocare il cammino della Caritas alla luce delle sollecitazioni
che il nostro Arcivescovo Card. Dionigi Tettamanzi ha indicato nel
percorso pastorale diocesano "Mi sarete testimoni".
Gli abbiamo chiesto di scriverci una sintesi che qui riportiamo.
L'inizio del nuovo anno pastorale vede la Caritas impegnata come
sempre su tutti i fronti: dalla lotta all'emarginazione e alla povertà,
alla promozione della giustizia e della pace.
L'impegno della Caritas, di promozione e di coordinamento, trova
ulteriori spunti di riflessione e di incoraggiamento nel PERCORSO
PASTORALE triennale della Diocesi sul tema della missionarietà,
che l'Arcivescovo Cardinale Tettamanzi ha presentato l'8 settembre
in Duomo e che in ogni Parrocchia è stato richiamato con la consegna
del messaggio dell'Arcivescovo dal titolo "Mi sarai testimone" durante
le Messe del 14 settembre.
La riflessione sul Percorso pastorale e sulla missionarietà che
l'Arcivescovo chiede nel periodo da settembre a gennaio tocca vari
temi essenziali, a cominciare dalla centralità del volto e della
persona di Gesù.
La riflessione interessa la vita delle comunità cristiane, ed anche
la vita dei singoli credenti chiamati a testimoniare con coraggio
la propria fede in ogni ambito dell'esistenza. La Caritas, ed ogni
altra testimonianza della carità, trae dall'invito dell'Arcivescovo
nuovo alimento e nuovo sprone per attivare il proprio servizio alle
Parrocchie, ai Decanati, all'intera Diocesi. Citiamo in modo emblematico
alcuni punti o modalità di approccio al Percorso pastorale che chiedono
di essere adeguatamente sviluppati in questi mesi di discernimento.
Innanzitutto converrà sottolineare e meditare sempre il messaggio
e la testimonianza di Gesù che "insegna e guarisce", coniugando
fra di loro la verità e l'amore, che devono stare sempre alla base
della nostra testimonianza.
La comunicazione della verità evangelica va sempre fatta con grande
rispetto per ogni persona, con spirito di accoglienza e di riconciliazione.
E per converso il servizio della carità non può mai dimenticare
il retaggio di verità che la parola di Dio ha consegnato alla Chiesa.
In secondo luogo andrà approfondito, fra gli altri, il capitolo
del Percorso che parla dell'Eucaristia e della Domenica. Se riscopriamo
il dinamismo missionario dell'Eucaristia, non possiamo non sottolineare
fra le conseguenze l'impegno di comunione, di fraternità, di attenzione
agli altri, che fanno del "giorno del Signore" il "giorno della
carità".
Converrà approfondire bene, inoltre, lo stretto rapporto che deve
intercorrere fra annunzio del Vangelo, celebrazione del Sacramento,
testimonianza di carità. La nostra gente, gli operatori pastorali
in particolare, devono verificare con maggior impegno nella propria
vita la sussistenza di questo stretto collegamento, senza il quale
la vita delle nostre Parrocchie rischia di ridursi a tradizioni
non fondate o a comportamenti incoerenti e comunque lontani dalla
fede. Infine, sempre in attesa di più puntuale approfondimento,
si pone il tema degli ambienti di vita e della missionarietà di
ciascun credente.
Per la Caritas, con riferimento alla vita della società civile,
si tratta di rilanciare l'impegno nel volontariato d'ispirazione
cristiana che è in grado di corrispondere alle attese dell'Arcivescovo
sia per elevare il livello e la qualità della convivenza civile
sia per offrire un contributo competente e responsabile alla promozione
del bene comune. L'auspicio è che tutte le Commissioni e le realtà
della Caritas verifichino il proprio lavoro a partire dai contenuti
del Percorso pastorale, tenendo conto di questi o di altri suggerimenti
che possono venire da tutti gli ambiti ecclesiali competenti.
+ Giuseppe Merisi
Torna all'indice
|
|