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Gesù in persona si accostò e camminava
con loro
Lc 24.15
Abbiamo concluso i tre giorni di Triuggio: sono stati giorni importanti
e significativi per la rifles-sione che abbiamo impostato sul tema
dell'Eucaristia e del legame profondo tra Eucaristia - carità -
Giorno del Signore, che in fondo segna la nostra specificità dentro
l'orizzonte della pastorale d'insieme, della pastorale sollecitata
anche dal nostro Arcivescovo.
C'è stata una presenza significativa di responsabili, chiamati poi
a ritradurre là dove sono, secondo le specificità del proprio territorio,
le indicazioni del programma pastorale.
La valenza pastorale del cammino Caritas legato alla quotidianità,
al legame coi poveri, alle rela-zioni di prossimità, alla capacità
di promuovere una cultura seria della solidarietà in un rapporto
vi-vace con le Istituzioni, credo sia un elemento importante. Per
questo la qualità dei Responsabili de-canali, ma anche dei Responsabili
parrocchiali, l'impegno nei Centri di Ascolto, l'impegno di colle-gamento
su tutte le tematiche, ritengo che diventi sempre più importante.
Sempre più si avverte la necessità di una formazione forte radicata
anche in un cammino di spiritua-lità intenso. A Triuggio, di cui
presentiamo una breve sintesi nelle pagine che seguono, abbiamo
at-traversato la situazione del mondo perché questa tensione di
pace attraversa tutte le nostre scelte; l'orizzonte della mondialità
che viene continuamente segnato dalle nostre presenze legate alle
solle-citazioni della Chiesa italiana e della Caritas Internationalis
nelle varie situazioni, la presenza di Roberto Rambaldi che ha parlato
di Caritas Europa, ma soprattutto la presenza del patriarca di Ba-ghdad
e del Vescovo di Kiev sono stati segnali profondi di questa tensione
di pace. L'aver conse-gnato risorse al patriarca di Baghdad perché
possa aprirsi lì una speranza di solidarietà coi giovani in un'ottica
di pace, credo che sia stato un segno non solo simbolico, ma qualificante
il nostro im-pegno.
A Triuggio c'è stato anche il nostro saluto, semplice, ma carico
di tanta simpatia e amicizia, a don Riccardo che non ci ha lasciato
ma continua il suo impegno di solidarietà in Diocesi al carcere
di Monza come cappellano. Per noi tra l'altro la tematica delle
carceri, l'attenzione alla pena e a una cultura di riconciliazione
è importante e avremo sempre don Riccardo un po' protagonista del
cam-mino insieme. In questi anni don Riccardo ha profuso il suo
impegno anche rispetto ad un tema per noi molto importante, che
intendiamo fortemente rilanciare: il Servizio civile maschile e
femminile. Si "chiude" probabilmente nel nostro paese un'esperienza
straordinariamente significativa che è quella dell'Obiezione di
coscienza - e dovremo fare una grossa riflessione in proposito -,
ma certa-mente si "riapre" questa iniziazione alla presenza nel
sociale, nel bene comune aperto ai ragazzi e alle ragazze che credo
sia estremamente importante. L'esperienza dei cantieri di solidarietà
dei gio-vani, che sono venuti anche a Triuggio a consegnarci l'esperienza
fatta in uno dei tanti campi di so-lidarietà, ci restituisce questa
grande volontà di continuare insieme.
Il cammino pastorale iniziato, che ci porta alla Giornata Diocesana
Caritas e al Convegno Diocesa-no Caritas che la precede, è stato
avviato sotto il segno dei migliori auspici e con tutto l'entusiasmo
pastorale e spirituale che abbiamo perché in fondo il dinamismo
missionario che l'Eucaristia porta con sé è certamente legato anche
a questa esperienza di carità e di condivisione, questo modo di
pensare e pensarci nel cammino della Chiesa locale.
Al termine del brano di Luca, meditato a Triuggio, i discepoli tornano
a Gerusalemme con un nuovo slancio. Anche noi ritorniamo alla vita
e agli impegni di sempre ma con la certezza che il Signore cammina
con noi, ci accompagna. In questo modo, come ci richiamava Fratel
Luca, potremo real-mente essere figli del giorno anche nella notte
della storia.
Don Virginio Colmegna
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