|
Lo scorso 3 luglio si è svolta una cerimonia
ufficiale di posa simbolica della prima pietra della Casa della
Carità: tra gli altri era presente il Card. Dionigi Tettamanzi.
La Casa della Carità nasce nel maggio 2002, quando il Card. Martini,
in partenza ormai da Milano, sulla scorta del suo insegnamento e
desideroso di lasciare a Milano un luogo in cui la città possa esprimere
attenzione agli ultimi, fonda la Fondazione Casa della Carità, per
la cui realizzazione ha devoluto una parte dell'eredità lasciata
dall'imprenditore milanese Angelo Abriani: per questo motivo la
fondazione, il cui presidente è don Virginio Colmegna, porta il
suo nome.
Il pilastro fondante su cui si è progettata la Casa della Carità
è rappresentato dal tema dell'educare alla carità, all'accoglienza,
alla solidarietà all'interno di una grande città. Obiettivo è quindi
quello di essere elemento di connessione, integrazione, scambio,
dei saperi e delle esperienze che, a partire dagli ultimi, sono
ritenuti fondamentali e trasversali alle riflessioni sullo sviluppo
sociale, economico, culturale della città. Coniugare quindi interventi
di azione sociale con un'opportunità di riflessione e formazione.
Nel messaggio inviato da Gerusalemme in occasione della cerimonia,
il Card. Martini ricorda che la Casa della Carità "dovrebbe poter
diventare non solo segno di una accoglienza ospitale per gli ultimi,
ma anche luogo di cultura e di ricerca spirituale per chiunque lo
desideri". Inoltre egli augurava che "anche attraverso l'opera
di questa casa si consolidi quel senso di fraternità e di accoglienza
che ha sempre caratterizzato la vita della città". E così concludeva:
"Mi è di conforto, in questo luogo di preghiera e sofferenza,
il sapere che Milano continua nella sua tradizione di attenzione
intelligente e programmatica a tutte le antiche e nuove necessità
e che questa Casa della Carità costituisca un momento significativo
di questo impegno".
Molto significativo anche l'intervento del Card. Tettamanzi, che
si è soffermato soprattutto sul significato delle parole "casa"
e "carità". "Parlare di "casa" significa parlare di un luogo
di accoglienza, di una dimora, di un tetto, di uno spazio umano
nel quale abitare, ritrovare se stessi e il senso della propria
vita, sentirsi inseriti e radicati in un territorio. Ancora più
profondamente, "casa" è una parola dal sapore tipicamente familiare,
capace di evocare e di offrire il calore, l'affetto, l'amore che,
appunto, si possono sperimentare in una famiglia.
La "casa" diventa così il rimando alla ricchezza umana più preziosa,
quella delle relazioni interpersonali, di rapporti cioè tra uomini
e donne che sono diversi per età, per cultura e per storia, ma che
vivono insieme e che insieme si aiutano a crescere. Proprio per
questo, la "casa" si configura come il luogo originario e decisivo
della vita, dove la vita nasce, cresce e, soprattutto, realizza
il suo vero senso umano, perché proprio nella casa ogni persona
riceve amore e impara a donare amore. Questa è la "casa". E questo
vuole essere "questa" casa! E proprio per questo motivo, come avviene
per ogni autentica casa, anche la nostra "Casa" della carità ha
l'unico desiderio di potersi sempre presentare come anima della
città, della nostra grande metropoli, ossia come realtà che dà respiro
e rende vivibile la città intesa come convivenza sociale".
Il termine poi carità qualifica e definisce l'identità di questa
casa. E' una casa che nasce dalla carità: dal gesto generoso dell'imprenditore
Angelo Abriani, dal gesto della Chiesa ambrosiana, che questa Casa
ha inteso costituire e vorrà continuamente animare, dalla collaborazione
tra la comunità ecclesiale e la Città di Milano. E' una casa che
vive della carità. Ma, prosegue poi il Cardinale,"La nostra Casa,
soprattutto, esercita la carità e lo fa attraverso lo scopo primo
e immediato per cui viene realizzata: lo scopo dell'ospitalità.
Nella Casa della carità, infatti, troveranno un tetto e, con il
tetto, cibo, attenzione e affetto uomini e donne che ne sono privi
e che maggiormente ne avvertono il bisogno.
Un'ospitalità che non tollera discriminazioni, ma che sa aprirsi
ai più poveri e bisognosi secondo quella doverosa predilezione che
ci viene dalla pietas e dal Vangelo. Questa Casa ci si presenta,
ancora, come luogo che educa alla carità, come vera "scuola di carità".
Ciò avviene, in modo specifico e originale, attraverso la promozione
di un'autentica "cultura" e di una profonda "spiritualità" della
"solidarietà", mediante precisi itinerari formativi per giovani
e non e con un articolato impegno culturale, di cui l'"Accademia"
che in essa troverà posto è garante e strumento indovinato, moderno
e quanto mai opportuno". Infine il Cardinale ricorda un'ultima caratteristica
della casa della carità: quella di essere stimolo per la comunità
cristiana ma anche per la comunità civile. "Questa Casa, infatti,
costituisce anzitutto uno stimolo salutare per la comunità ecclesiale,
perché dia sempre più spazio a una nuova "fantasia della carità"
e trovi coraggiosamente i modi concreti e aggiornati per fare della
carità il proprio distintivo più vero e più nobile. Ma la Casa della
Carità Angelo Abriani è di stimolo benefico per l'intera nostra
città di Milano, invitata a fare tesoro della sua lunga e ricca
storia di carità e a ricercare i nuovi modi per rivivere e rivitalizzare
questa stessa storia nella nostra epoca spesso segnata da chiusure
e individualismi e da un diffuso affievolirsi della solidarietà
fattiva e concreta. La stessa Casa si presenta anche come rispettoso
e insieme deciso stimolo alle istituzioni, perché le spinge ad essere
davvero a servizio del bene di tutti, a iniziare dai più deboli,
nella certezza che il loro diritti non sono affatto diritti deboli,
ma chiedono di essere concretamente riconosciuti nel segno della
vera libertà e di un'autentica democrazia".
I PROGETTI DELLA FONDAZIONE CASA DELLA CARITA' - ANGELO ABRIANI
- Un centro di prima accoglienza serale e notturna è già stato avviato
in fase sperimentale in via Maggianico e troverà una dimensione
più strutturata nello stabile di Via Brambilla, messo a disposizione
dal Comune di Milano, che ospiterà circa 100 persone tra uomini
e donne.
-La Fondazione Casa della Carità è capofila e coordinatore di un
più ampio progetto di accoglienza "in rete" che deve rispondere
alla complessità dei bisogni delle persone in grave difficoltà aumentando
e qualificando meglio l'offerta di spazi alloggiativi. La diversificazione
dell'offerta risponde anche all'esigenza di difendere una prospettiva
processuale tale per cui il percorso verso l'autonomia personale
richiede step successivi anche rispetto alla dimensione abitativa.
- Gestione dell'Unità Mobile, un camper adibito a centro di ascolto
che durante la settimana, di notte e di giorno, va a cercare le
persone per offrire aiuto concreto a chi vive agli angoli delle
strade, senza dimora, in solitudine.
- Gestione del SAM, Servizio Milanese di Accoglienza ed ascolto
delle persone di nazionalità italiana gravemente emarginate, che
necessitano di un accompagnamento, di un orientamento e di una risposta
ai bisogni primari e secondari. - Centro diurno impegnato nell'aiuto
e sostegno relazionale e sociale che coinvolge persone che si trovano
in condizione di grave emarginazione, a partire dalla collaborazione
nella realizzazione e vendita del giornale di strada "Scarp de'
tenis".
-Progetto di "Accademia", nato dalla convinzione di dover mantenere
strettamente integrati azione sociale e studio, approfondimento
e ricerca culturale. L'Accademia offrirà percorsi formativi diversificati
a gruppi di operatori e volontari affinché ciascuno possa trovare
e aggiungere valore alla propria esperienza personale, spirituale,
professionale, di volontario, di cittadino. Inoltre l'Accademia
promuoverà convegni, eventi, pubblicazioni, sui temi del disagio,
dell'emarginazione, dello sviluppo del territorio, delle politiche
sociali e del non profit utilizzando tra l'altro le più moderne
tecnologie informatiche per costruire una banca dati dei progetti
eccellenti ed offrire un servizio di documentazione on-line.
Si può ben capire quindi che si tratta di una sfida ambiziosa, non
solo da un punto di vista intellettuale, ma anche da un punto di
vista economico.
Per ulteriori informazioni:
tel. 02/58.30.39.15 oppure 02/76.03.72.32
e-mail:info@casadellacarita.org
Torna all'indice
|
|