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 Gratuitamente avete ricevuto ...

Scelte di gratuità, percorsi di prossimità
E' questo il titolo che abbiamo scelto per il cammino formativo di quest'anno pastorale. Come ricordava don Virginio nell'introduzione al programma della Caritas, la testimonianza della carità ci fa avvertire che la gratuità come stile di vita è dimensione fondamentale per il cristiano. Il nostro impegno di volontariato costituisce un itinerario prezioso di gratuità che fa sperimentare la gioia della sequela di Gesù e ci orienta alla disponibilità di cuore e di vita verso tutti. Attorno al valore della gratuità come chiave interpretativa del nostro agire caritativo si deve riscoprire l'originalità del volontariato e la sua capacità di parlare agli uomini e alle donne di oggi, soprattutto ai giovani.
Abbiamo scelto di riferirci al brano di Matteo:
[Gesù inviò i dodici dopo averli così istruiti.] "… strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". (Mt 10,7-8)
Le parole di Gesù ai suoi discepoli definiscono i compiti e lo stile della missione: gli inviati di Gesù devono essere come colui che li manda. Il regno dei cieli che sta per venire è il messaggio di Gesù; la cura per i bisognosi è la prassi di Gesù; la gratuità è il suo stile. Gesù dona quello che a sua volta ha ricevuto, gratuitamente.
E il discepolo ha il suo stesso mandato. All'inizio di un cammino in cui la nostra chiesa diocesana, su invito del suo Arcivescovo, il Card. Dionigi Tettamanzi, vuole rigenerare se stessa nella gioia dello slancio missionario, vogliamo porre queste parole di Gesù come riferimento per una verifica del nostro impegno nella Caritas, della nostra carità quotidiana e del nostro compito di animatori della carità. Vorremmo offrire un percorso che aiuti a saper leggere il territorio, valorizzando l'ascolto, operando il discernimento che permetta di promuovere in modo sapiente la giusta operosità, per tutelare la dignità di ogni persona, segnalando con disinteresse e con coraggio eventuali dimenticanze ed esclusioni. Si tratta di imparare ad entrare in relazione.
E' la missione stessa che rimanda a delle relazioni. Il primo versante è dato dalla relazione originaria con chi manda: è la relazione con Gesù, è la relazione che definisce il mandato di chi, come inviato, mentre va rimane sempre discepolo di colui che manda e impara a conoscere il proprio stesso Maestro attraverso l'esperienza di obbedire al suo comando.
L'altro versante è la relazione con coloro a cui il discepolo è inviato. L'invio sembra far pensare che esista un discepolo fuori dal mondo e che venga inviato nel mondo. In verità noi sappiamo che i discepoli sono già nel mondo, sono già in relazione con altre persone. L'invio indica, però, un salto di qualità nelle relazioni: l'identità sociale del discepolo è rigiocata a partire dall'evento nuovo della relazione con il Maestro.
Come discepoli e come apostoli inviati, vogliamo anche noi fare una verifica delle nostre relazioni costitutive: contemplando la relazione che il Maestro ha voluto istituire con noi, vogliamo vedere come stiamo vivendo, come potremmo e dovremmo vivere le relazioni con coloro che andiamo ad incontrare. Queste relazioni fondamentali verranno analizzate nelle prime tre schede del sussidio, che riguarderanno rispettivamente la coscienza personale, la dimensione interpersonale immediata e la dimensione istituzionale delle relazioni stesse.
Alle prime tre schede di base se ne aggiungeranno, come da tradizione, altre due.
La prima riprenderà il tema proposto per la "Giornata di formazione alle competenze sui bisogni" del 2003; il bisogno di cui si parla è quello degli anziani in difficoltà, che rilanciamo perché possa essere ripreso e ulteriormente considerato.
La seconda scheda riguarda temi di lettura del contesto attuale a partire dai fenomeni della globalizzazione e in vista dell'impegno per la pace: è una sollecitazione a tenere lo sguardo attento alla dimensione della mondialità. Il testo, come di consueto, verrà messo a disposizione nel corso degli incontri di inizio anno nelle zone pastorali: il calendario dettagliato può essere visionato nella pagina degli appuntamenti.
Ancora una volta ci preme sottolineare l'importanza del tempo dedicato alla formazione: per questo invitiamo all'utilizzo del sussidio, augurando un buon anno pastorale a tutti.

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